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Dalla Terra o dalla Croce?

Pasqua 2017

Nel porgere a tutti voi gli auguri della Santa Pasqua, vorrei anche augurarvi di raccogliere i frutti del lungo cammino di conversione vissuto con impegno durante l’itinerario quaresimale sperando che, attraverso questo intenso cammino, sia nato nel cuore di ognuno il desiderio di accompagnare in questi giorni Gesù sulla strada verso Gerusalemme e verso il calvario senza mancare poi alla gioia della risurrezione.
Mi sembra inquietante passare nel dolore della croce per essere poi nella gioia. Evidentemente Gesù vuole farci comprendere che dalla posizione che si occupa sulla croce le cose si riescono a vedere in una maniera totalmente diversa. Probabilmente dalla croce si riesce a vedere, meglio il prima, il durante ed il futuro di ogni cosa e di ogni vita ed è proprio questo che rallegra il cuore e fa nascere la gioia della vita.
Quello che, visto dalla terra, è un Dio che si diverte a far soffrire o a punire gli uomini, visto dalla croce è il Dio che da sempre ha accarezzato il cuore dell’uomo sussurrandogli la tenerezza del suo amore e facendo di questo la sua primaria attività…
Quella che dalla terra è una Chiesa fatta di potere, di leggi ed obblighi ormai superati, vista dalla croce è colei che lotta contro ogni mentalità perversa con l’annuncio della salvezza portata da Cristo ridonando dignità e valore alla vita di ogni uomo…
Quello che dalla terra è il migrante rapinatore di diritti e dei beni nostri, visto dalla croce è un fratello logorato dagli stenti di una vita senza volto con cui condividere quello che senza merito ti sei trovato ad amministrare nella tua vita…
Quello che, visto dalla terra, è il carcerato delinquente che si deve tenere chiuso magari buttando la chiave, visto dalla croce è il fallimento del tuo essere cristiano che avrebbe dovuto portarti a costruire ponti d’amore senza innalzare barriere isolanti…
Quello che sulla terra ti sembra un mondo cattivo, dove l’egoismo e la cattiveria fanno da padroni, visto dalla croce è l’espressione della fantasia creatrice di Dio di cui tu devi essere il custode, che fa riaffiorare con l’amore la bellezza di ogni vita e di ogni cosa…
Si tratta di vedere tutto da una posizione nuova, quella della croce, dalla quale si ama, si perdona, ci si affida a Dio e non si smette mai di avere sete di amore… Solo così siamo certi che la luce della Pasqua sta irrompendo nella nostra vita e le cose che vedremo saranno guardate con gli stessi occhi di Colui che la croce l’ha amata portandola per ognuno di noi.
Vi auguro che il desiderio di salire sulla croce prevalga sempre sulla voglia di scendere da essa per abbandonarla.
Vi prego con tutto il cuore, se pensate che quello che stiamo facendo con la comunità parrocchiale, con la esperienza della fattoria, con i detenuti, con qualche migrante o persona di strada non sia giusto, se ritenete che le risorse che ci affidate sono sprecate per questo perché sarebbero altre le cose per cui impegnare il tempo, se ritenete che tutto questo non corrisponda al guardare ogni cosa dalla posizione scomoda ma bella della croce, per favore non fatemi gli auguri perché la luce della Pasqua nella mia vita è ancora lontana dal suo sorgere.
Don Silvio