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Costruiamo ponti ...

... per camminarci sopra o per dormirci sotto?
Natale 2017

Il Natale è una delle feste più provocatorie per la nostra vita. Non perché le altre festività dove l’amore di Cristo è sempre sconcertante in quanto supera le nostre attese e oltrepassa le nostre aspettative, lo siano meno. Ma il Natale è il primo passo di Dio desideroso di voler gettare un ponte indistruttibile tra noi e Lui, perché possiamo corrergli incontro e rimanere tra le sue braccia, stretti in una morsa d’amore che nessun altro può regalarci.
Certo, venire in mezzo agli uomini, pur con un progetto ben fatto, è stato un grande rischio per Gesù.Gli uomini, immersi nelle tenebre, non era sicuro volessero vedere la grande luce che si profilava all’orizzonte dell’umanità e, pur vedendola, non era certo che avrebbero preferito la luce alle tenebre pur di non schiodarsi dalle tante forme di egoismo e di indifferenza.
L’idea che Gesù cova nel cuore è quella di legare l’Amore del Padre alla vita degli uomini: la via tracciata da Lui è l’unica per avere certezza di felicità e di piena riuscita della vita.
L’efficacia di tale scelta diventa subito visibile in quello che accade per mezzo di Gesù: la notte in cui nasce, brilla nella luce che supera le oscurità, trasforma la morte in vita, la malattia in salute, la persecuzione in benedizione, la fanciullezza in via certa per essere nel suo Regno e ancora la maledizione degli uomini in benedizione di Dio, la povertà in ricchezza, l’odio in amore, il silenzio nel più bel canto di lode al Padre.Ed è con questo e tanto altro ancora che Gesù viene ad invitare gli uomini a mettersi in cammino su quel ponte d’amore che conduce alla vita infinita del Padre.
Su quel ponte si cammina speditamente quando si hanno le tasche alleggerite per aver donato tutto ai poveri, il cuore gonfio perché ripieno della fede in Lui, le mani e i piedi feriti per la fatica di servire i poveri, il sorriso grande per aver perdonato ogni offesa augurando ogni bene, e a tratti è chiesto di portare la croce sulle spalle, non importa se la propria o quella altrui.
Come ben sapete, i ponti che collegano tanti posti diversi possono essere utilizzati per superare le distanze e le divisioni, per incontrarsi e camminare insieme, o possono essere usati per dormirci sotto, lasciando che tutto rimanga com’è, noncuranti di come attraversarli, impauriti dalle diversità con cui ci si potrebbe scontrare.
Anche nella nostra Comunità, Dio ci da la gioia di gettare le basi per tanti ponti che si vanno costruendo nella nostra realtà quotidiana.Penso al ponte che ci porta ad incontrare le persone malate e anziane, penso al ponte che ci fa incontrare tanti poveri da aiutare e incoraggiare, penso al ponte che ci fa incontrare detenuti e internati nel carcere, penso al ponte che ci fa incontrare i ragazzi in difficoltà da sostenere nella condivisione, penso al ponte che ci fa incontrare la realtà del mare annessa alla nostra parrocchia da coltivare e far crescere, penso ai molti ponti che ci legano alle missioni e penso ai tanti ponti da poter mettere in cantiere perché nessuno sia solo o si senta abbandonato.
Su questi ponti siamo in tanti a camminare e il desiderio di incontrare gli altri per incontrare Dio è forte e prepotente nel cuore.Ci sono le difficoltà, talvolta i sacrifici con delle rinunce, ma il traguardo che intravediamo ci fa intendere che vale sempre la pena di non fermarsi.
Purtroppo ci sono anche quelli che si sono fermati sul ciglio di questi ponti ad elaborare teorie o tecniche, a trovare giustificazioni valide per non andare oltre: sono tutti quelli che fanno le chiacchiere, commentano, criticano banalmente ogni cosa credendo ancora alla favola del paese tranquillo perché le immoralità e le illegalità si consumano nella indifferenza di tutti e nella convenienza di pochi.
Ci sono anche quelli che di fronte a questi ponti hanno scelto di dormirci sotto, pensando di farsi i fatti propri a casa propria perché l’unico posto in cui permanere è il piccolo recinto nel quale sono addormentate le proprie particelle neuroniche.
Sarà per tutto questo che i profeti in questo tempo ci hanno gridato “Svegliatevi, svegliatevi; raddrizzate i sentieri della vostra vita, percorrete la via santa, ecco il Signore Dio viene a liberarvi”?
Auguri a voi, perché non rimaniate a lungo a dormire sotto i ponti della vita da percorrere: potrebbe arrivare la piena e potreste essere travolti senza scampo; auguri a voi, perché non rimaniate a lungo sul ciglio dei ponti che dovreste attraversare: oggi il male e la miseria sono dall’altra parte, domani potrebbero essere dalla vostra; auguri a voi, che senza paura, con coraggio ed entusiasmo, continuate a camminare sui ponti gettati in mezzo a noi: camminando speditamente, gustando gli incontri e arricchendo il cuore di un amore grande, voi siete per me la certezza che la notte è finita, le tenebre sono state vinte, la luce ha trionfato, perché Dio torna a farsi uomo in ognuno di noi.
Auguri infiniti.
Don Silvio