PeaceLink

RSS logo

Mailing-list News

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista News

...

    PeaceLink, storia di una comunita' virtuale

    Alessandro Marescotti (presidente di PeaceLink)

    La mia esperienza e' quella di una comunita' virtuale ecopacifista e
    nonviolenta: PeaceLink. E' cominciata alla fine del 1991 dentro Fidonet per
    poi diventare l'anno successivo una rete autonoma di BBS (Bulletin Board
    System). Non esisteva allora Internet per i comuni mortali e per diffondere
    le informazioni occorreva "sincronizzare" tanti nodi telematici
    locali "artigianali" (i BBS appunto, ossia "bacheche telematiche") in modo
    che i messaggi si propagassero su tutto il territorio nazionale. Allora le
    comunita' virtuali nascevano da queste ragioni strettamente tecniche che
    rendevano indispensabile la collaborazione di tante persone. Di notte ogni
    BBS diramava agli altri i propri messaggi secondo un preciso piano
    concordato in modo da massimizzare l'efficienza minimizzando i costi: i BBS
    erano infatti gratuiti e basati sul volontariato. Ci sentivamo un po' come
    dei "missionari tecnologici" ed io provavo un malcelato orgoglio nel dire:
    noi pacifisti siamo gia' in rete, le forze armate italiane non ancora.
    Fummo particolarmente intraprendenti (tanto che il computer centrale ci fu
    sequestrato nel 1994, ma 6 anni dopo arrivo' l'assoluzione con formula
    piena). Avevamo dispiegato nel 1994 una rete decentrata nelle principali
    citta' d'Italia di oltre 50 nodi telematici che - sul mercato - veniva
    valutata mezzo miliardo e che invece noi consideravamo un servizio pubblico
    gratuito realizzato tramite il volontariato puro di almeno 100 persone
    (conteggiando un sysop e un cosysop per ogni BBS, ossia un gestore e un
    collaboratore per ogni nodo).
    Oggi invece con un sito web anche una sola persona puo' fare tutto e sembra
    venir meno lo spirito delle "comunita' virtuali" di allora. Sono allora
    destinate a morire le comunita' virtuali? No: ne cambia la ragione fondante.
    Nel 1995 noi di PeaceLink ci "affacciammo" con tante diffidenze sul web,
    mantenendo un'opzione prioritaria verso i BBS che consideravamo la
    "telematica povera", fatta con le nostre mani, senza coloranti ne'
    conservanti e priva di ogni spirito commerciale. Tenemmo centrale la
    funzione dei BBS perche' la nostra comunita' virtuale allora era li', li'
    era la partecipazione e il web ci sembrava una vetrina che rendeva gli
    utenti degli spettatori, quasi dei "telespettatori". Forse c'era qualcosa
    di "ideologico" in quella nostra contrapposizione fra "tecnologia povera"
    partecipata e "tecnologia commerciale" passivizzante. Avevamo il timore che
    la "comunita' virtuale" venisse sostituita dal "re" webmaster e che il
    processo di partecipazione venisse strozzato da un'innovazione tecnica: il
    web. C'era qualcosa di anarchico, a ben vedere, in questo nostro sospettoso
    approccio alla nuova telematica di Internet, vista come una colonizzazione
    dei nostri territori di nativi della rete. Le scelte tecniche che pensammo
    furono pertanto tutte mirate a integrare (con un "gateway" artigianale) la
    tecnologia partecipata dei BBS con la "solitaria" potenza del web. I BBS
    furono interfacciati con la posta elettronica Internet e inoltre - mediante
    un "webgate" - ogni utente che scriveva un messaggio poteva far apparire
    quel messaggio sul web. Anche se tanti BBS sono morti nel frattempo, il
    concetto e' rimasto ed ogni utente di posta elettronica (che un tempo
    proveniva dai BBS ed oggi da Internet) quando scrive un messaggio pubblico
    realizza automaticamente una pagina web, dotata di un preciso indirizzo
    Internet, senza dover imparare il linguaggio HTML o l'uso di programmi di
    creazione delle pagine web e senza dover trasferire le pagine mediante FTP,
    con problemi di password, login e lungaggini varie. Oggi si dispone di
    nuovi software di gestione del web che consentono una gestione
    "partecipata" come se fosse un BBS, ma in origine il web era una vetrina le
    cui chiavi le aveva in mano il solo webmaster. Pertanto allora la scelta di
    "traghettare" la comunita' virtuale sul nuovo mondo del web non fu semplice
    e richiedeva impostazioni tecniche che non facessero perdere in
    partecipazione ma che la valorizzassero nel nuovo contesto. E cosi' e'
    stato. Infatti l'impegno che prima era assorbito nella gestione tecnica si
    e' riversata nella gestione informativa ed e' fiorita una quantita' di
    messaggi che prima non esisteva. La comunita' virtuale di PeaceLink si e'
    trasformata da una comunita' a prevalenza di "tecnici volontari" ad una
    comunita' a prevalenza di "giornalisti volontari". Oggi i tecnici non sono
    scomparsi, rimangono pur sempre la base fondamantale. Si e' fatta anzi
    strada una interessante "scelta di volontariato": esperti che offrono
    qualche ora alla settimana gratis. Persone superspecializzate che - in
    un'ottica di volontariato vecchio tipo - dovrebbero scendere in strada per
    fare volontariato mettendo da parte le proprie competenze... ora fanno
    volontariato online usando in primo luogo le proprie competenze. Magari poi
    vanno lo stesso in Africa, come e' capitato al nostro Enrico Marcandalli
    che ha installato il laboratorio telematico a Koinonia nella comunita' di
    padre Kizito a Narobi.
    Tornando ai messaggi di posta elettronica che appaiono sul web come pagine
    dotate di un loro indirizzo (URL), va notato che questo sistema rende il
    sito Internet una sorta di gioco del Lego, o meglio una bacheca in cui
    combinare e ricombinare, montare e smontare, spostare e collegare le
    informazioni tramite link. Tutto cio' che scrivono tutti e' "richiamabile"
    mediante la URL del loro messaggio ed e' "impaginabile" secondo una logica
    modulare e partecipata del sito. La comunita' virtale e' stata rilanciata -
    nel contesto del web - in quest'ottica in cui tutti possiamo "fare
    giornalismo", pur senza "essere giornalisti". Lo chiamiamo "volontariato
    dell'informazione" ed e' nelle finalita' statutarie di PeaceLink,
    registrata come associazione di volontariato.

    Tre considerazioni infine su tre questioni per me importanti: i soldi, i
    rapporti personali, l'etica.

    I soldi

    Dal 1991 abbiamo vissuto raccogliendo pochissimo soldi e donando i diritti
    d'autore dei nostri libri ai bambini di strada di Nairobi. I soldi ci sono
    serviti per acquistare un computer centrale, ammodernarlo, telefonare,
    comprare un po' di francobolli. Non abbiamo sedi centrali, facciamo tutto
    "in casa". Non paghiamo nessuno. Non ci paghiamo. Questo ci ha consentito
    si vivere per quasi dieci anni senza mai arrabbiarci per i soldi.
    Associazioni e giornali che progettavano con i miliardi... in questi dieci
    anni sono scomparsi.

    I rapporti personali

    In una societa' competitiva ti insegnano che e' la concorrenza l'energia
    vitale che muove le cose. In una comunita' virtuale invece si ha piacere di
    imparare dai piu' esperti e si e' contenti di avere accanto persone che "ci
    superano" per competenza, intraprendenza, spirito creativo. Sono quelli
    "migliori di noi" che ci aiutano a saperne di piu'. Questo non genera -
    almeno fra noi - competizione, gelosia, ansia di emergere, lotte intestine.
    Sappiamo che il successo del singolo e' collegato al successo del gruppo.
    Il gruppo e' un ambiente di apprendimento solidare in cui la concorrenza
    lascia il campo alla tacita gratitudine e alla cooperazione per un fine che
    ci appartiene socialmente. In campo didattico questo si chiama "Cooperative
    Learning" e - trasportadolo dalla scuola alle comunita' virtali - tale
    pratica genera valori aggreganti e non competitivi. Genera la coesione e il
    futuro stesso di una comunita' virtuale.

    L'etica

    Fare informazione senza agire e' ben poco. Un dei limiti di varie comunita'
    virtuali e' quello della "chiacchierata" e della "verbosita'", malattia che
    in particolare la sinistra (e comunita' vituali nate in ambito strettamente
    politico) ha portato alla follia di riunioni su riunioni... su riunioni
    ancora. Per decidere cosa fare, per autorizzare o non autorizzare, per
    progettare il futuro, ecc. Fiumi di riunioni che - riprodotte in rete -
    divengono fiumi di parole che richiedono mesi di letture e di stress da
    video. All'opposto, i fautori dell'azione diretta (in particolare le
    comunita' virtuali nate dai centri sociali) hanno considerato la rete come
    strumento operativo per "scendere in piazza". In PeaceLink abbiamo sempre
    cercato di privilegiare l'approccio non logorroico. Prima costruiamo poi
    discutiamo. E' un approccio pragmatico ed esperienziale ben diverso dal "tu
    fare, io maestro". Cerchiamo di discutere di cose che stiamo costruendo,
    non di grandi progetti per il futuro. E' importante che una comunita'
    virtuale scenda nel concreto, si mischi alla gente e alla realta'.
    Importante per noi e' la discriminante etica gandhiana della nonviolenza:
    miriamo a fini nuovi con mezzi nuovi anch'essi. L'azione diretta e' sempre
    rigorosamente nonviolenta, positiva, propositiva, "per" e non solo
    "contro". La comunita' virtuale e' quindi - almeno per me - una societa'
    virtuale in cui sperimentiamo rapporti sociali nuovi, una sorta di
    "socialismo umanistico nonviolento" in cui liberta', uguaglianza e
    cooperazione solidale siano non solo parole ma le basi stesse del nostro
    vivere sociale virtuale. In questo senso la rivoluzione nonviolenta cosi'
    difficile da fare nella societa' si puo' anticipare e sperimentare in rete
    nei suoi fondamenti etici.

    Alessandro Marescotti
    a.marescotti@peacelink.it

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)