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Importazione armi Usa, acquisti su internet

Fonte: La Repubblica - 23 giugno 2004

Imperia, mercoledì 23 Giugno

Importavano illegalmente parti di armi dagli Stati Uniti che poi venivano assemblate tra la provincia di Imperia e Roma. Cosi' i carabinieri della compagnia di Imperia hanno fatto scattare l'operazione "Gemelli russi 2" che ha portato in carcere tre imperiesi, un romano e un alessandrino. Sono finiti in manette: Mario Garlasco, 59 anni, di Diano Marina (Imperia), intestatario della "G.M. Tecnoservice", fabbrica per la regolare costruzione di armi da fuoco e materiale odontotecnico; Danilo Bordero, 54 anni, di Imperia, titolare di un negozio di telefonia mobile; Roberto Giannotti, 40 anni, infermiere di Imperia; Francesco Monaco, 57 anni, di Roma e Stefano Zorzella di Alessandria. Sono accusati, a vario titolo, di detenzione e vendita illegale di armi e munizioni da guerra e da sparo e di parti di armi comuni da sparo; oltre che di detenzione e commercio illegale di armi bianche e proprie.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti le parti di armi venivano acquistate via internet negli Stati Uniti - specialmente in Florida dove c'erano due "teste di ponte" - e spedite in Italia in pacchi del valore di poco inferiore ai 50 dollari (per evitare i severi controlli doganali) con la dicitura "materiale hardware o da campeggio". Giannotti, trovato in possesso di una cinquantina di pugnali, coltelli e baionette, effettuava le ordinazioni via internet da Garlasco. Bordero (al quale sono stati sequestrati due kalashnikov) era il destinatario della merce che, in seguito, veniva consegnata a Garlasco per l'assemblaggio e la vendita. A quest'ultimo, i militari - coordinati dal maggiore Angelo Simeone e dal tenente Lorenzo Toscano - hanno sequestrato 24 fucili semi-automatici, 15 carabine e centinaia di munizioni.

Il coinvolgimento del romano e dell'alessandrino e' emerso attraverso le intercettazioni telefoniche. A Francesco Monaco i carabinieri della capitale hanno sequestrato una vera e propria fabbrica illegale di armi che sorgeva sotto la sua abitazione. Le indagini sono dirette dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi di Imperia.

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