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Finmeccanica vuole volare con Boeing

Accordo pe partecipare a maxicommessa per la marina Usa da 45 miliardi di dollari
Andrea Nativi
Fonte: Il Giornale - 17 giugno 2004

Boeing alla riscossa, dimentica le difficoltà nell'aeronautica civile e nei rapporti con il Pentagono e batte Lockheed Martin, aggiudicandosi un contratto da 3,9 miliardi di dollari per sviluppare il nuovo aereo da pattugliamento per la Marina americana, una versione modificata dei B-737 civile. Complessivamente il programma vale 45 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni. E Finmeccanica è pronta a unirsi a Boeing in questo progetto, con una quota dell'8-10%, perché anche la difesa italiana vuole 10 aerei da pattugliamento di questo tipo e 4 velivoli da allarme radar.
Per acquistare questi aerei si stima una spesa di 4 miliardi di euro. Le discussioni a livello industriale sono state avviate già da tempo: Finmeccanica e Boeing hanno firmato nel gennaio 2003 un accordo quadro di collaborazione strategica, un secondo accordo specifico su questo programma è stato siglato lo scorso ottobre e ora le visite e gli incontri si intensificano: meeting si svolgeranno negli Stati Uniti già nella prossima settimana, mentre ai primi di luglio e durante Il Salone aerospaziale di Londra si terranno incontri al vertice.
Finmeccanica ha approntato una vera "squadra" per discutere con Boeing: è guidata da Alenia Aeronautica, comprende anche Selenia Marconi Communications, Ams, Galileo Avionica e a cascata quasi tutte le industrie nazionali del settore, inclusa Elettronica. Gli italiani hanno richiesto un ritorno del 100% per ogni euro che spenderanno per partecipare al progetto e Boeing è disponibile: le aree identificate riguardano l'integrazione dei sistema complessivo e degli armamenti d'arma, il software, il sistema di missione, le prove in volo, gli apparati di autodifesa, ma anche importanti elementi strutturali dei velivolo e il supporto logistico integrato per almeno 20 anni. Si parla anche di manutenzione di questi B-737 militari, che potrebbe essere affidata alla controllata di Alitalia, Atitech (che potrebbe finire in Finineccanica), senza dimenticare Avio per i propulsori. Anche Lockheed ha formulato proposte industriali all'Italia, ma il contenuto è stato giudicato meno allettante rispetto a quanto offerto da Boeing.
L'Italia vuole sia un aereo da pattugliamento con il quale sostituire i vetusti Atlantic, che andranno in pensione tra il 2012 e 9 2015, sia quattro aerei da sorveglianza aerea radar, per controllare i cieli nazionali. E nelle idee della difesa italiana si vogliono usare due varianti di uno stesso aereo per soddisfare entrambi i requisiti. Boeing produrrà per la Marina statunitense almeno 108 aerei da pattugliamento, partendo dal B-737. Sempre il B-737 è utilizzato per realizzare un velivolo radar che Boeing produce per Australia e Turchia. L'Italia acquisterebbe entrambi i modelli, standardizzando la flotta e riducendo i costi. Per una volta, quindi, i militari e le industrie nazionali sono concordi e non vogliono che si ripetano i problemi incontrati con un altro programma condotto con gli americani: quello per il caccia F-35/JSF. L'esperienza aiuta, così come il fatto che in questo caso il numero di potenziali partner internazionali degli Stati Uniti sarà minore: Canada, Australia e pochi altri.

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