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Metteremo fiori nei nostri cannoni - Colpo su colpo la difesa è disarmata

Tagliati 1,8 miliardi di euro a Martino. Niente armi ai soldati italiani in Iraq
La manovra di risparmio varata sette giorni fa massacra il bilancio della Difesa. E colpisce anche la Consob
Fabrizio Dell'Orefice
Fonte: Il Tempo - 16 luglio 2004

Il Ministero più colpito dai tagli è quello della Difesa, anche se oggi Berlusconi dovrebbe trovare nuovi fondi per il ministero di Antonio Martino. La scure della manovra correttiva sui conti pubblici, il cui decreto è all’esame della Camera, non risparmia Raffaele Ferrara, direttore generale dell’Agenzia delle entrate, Massimo Sarmi (Poste), Elio Catania (Ferrovie), Mario Picardi (Agenzia del territorio) Mario Andrea Guaiana (Agenzie delle dogane). Risparmi previsti anche su Ambiente e Patrimonio culturale. Tagli ovunque, anche se il testo sarà modificato da un decreto che verrà varato oggi dal governo. Non ci sarà la super-Consob, che perde oltre un milione di euro, l’Istat dovrà rinunciare a 5,97 milioni.
Il Consiglio superiore della Magistratura (presieduto da Ciampi) avrà 1,09 milione in meno. Alla Corte dei conti quasi 9 milioni in meno, che si aggiungono ai 155 milioni tagliati in generale alla Giustizia.

COLPO SU COLPO LA DIFESA E' DISARMATA

PIANGE più di tutti Antonio Martino. Anche se oggi Silvio Berlusconi gli asciugherà un po’ le lacrime. Piange Raffaele Ferrara, direttore generale dell’Agenzia delle entrate. Ma non possono sorridere nemmeno Massimo Sarmi (Poste), Elio Catania (Ferrovie), Mario Picardi (Agenzia del territorio) Mario Andrea Guaiana (Agenzie delle dogane). Attenzione alle frane, all’ambiente in genere e al patrimonio culturale. Anche su di loro si è abbattuta la scure della manovra correttiva dei conti pubblici, il cui decreto attualmente è all’esame della Camera. Tagli ovunque, a tutti i ministeri, anche se il parte il testo sarà modificato da un nuovo decreto che verrà varato dal governo oggi. Un provvedimento che dovrebbe restituire un po’ di soldi alla Difesa (ecco perché Martino dovrebbe avere un contentino visto che gli è stato tolto 1,8 miliardi), il dicastero più colpito dal tagliaspese. Nella speciale classifica dei più «sfoltiti» dalle forbici di Tremonti (che ha preparato il provvedimento, che poi è stato approvato sotto la guida di Berlusconi) subito dopo c’è proprio il ministero di via XX settembre. Che però, va detto, gestisce anche i fondi di altri ministeri, persino della Presidenza del Consiglio. Poi, staccati, batoste sono arrivate anche per Altero Matteoli (Ambiente) e Pietro Lunardi (Infrastrutture).
Un terzo in meno. In generale sono state operate falciate che vanno dal 30 al 36 per cento. Sono state decurtate di tanto tutte le dotazioni previsionali di base per quest’anno.
La SuperConsob? Avremo la mini. Ricordate tutte le polemiche seguite ai crac finanziari Parmalat e Cirio? Si disse che era necessario creare un’autorità di controllo sul risparmio, la Super Consob. Insomma, di rafforzare l’attuale commissione di controllo sulla Borsa presieduta da Lamberto Cardia. Ricordate? Era appena l’inizio dell’anno. Ebbene, avremo l’esatto contrario. Alla Consob è stato tagliato 1,11 milione d’euro. Sforbiciate anche alla Scuola Superiore della Pubblica amministrazione (400mila euro), al Cnel (150mila). Botta invece all’Istat (tolti 5,97 milioni).
Magistrati, attenti alla cassa. Un bel taglio è stato preparato anche al Csm. Il Consiglio superiore della magistratura (presieduto da Ciampi) avrà 1,09 milione in meno. Anche alla Corte dei Conti non è andata tanto bene, via quasi 9 milioni. A cui vanno aggiunti anche i 155 milioni tagliati alla Giustizia in generale con una rasata generalizzato.
Maroni batte Castelli. Il Guardasigilli piange anche perché ha preso una sonora bastonata nel derby interno. Se al lui sono stati tolti 155 milioni, al suo collega di partito, Roberto Maroni, che presidia il Lavoro, appena 13 milioni, meno di un decimo. Una spiegazione c’è, visto che dalla riduzione globale è stata esclusa la spesa sociale. Motivo per il quale a Girolamo Sirchia (Salute) e Letizia Moratti (Pubblica Istruzione) sono stati tolti appena 65 milioni euro in due.
Demanio risparmiato. Se l’Agenzia delle entrate è l’ente pubblico più penalizzato (sforbiciata per 80 milioni euro), non se la passano tanto meglio le altre agenzie economiche. A quella del Territorio sono stati tolti quasi 14 milioni, a quelle delle Dogane poco più di 11. Quella del Demanio, guidata brillantemente da Elisabetta Spitz (moglie di Follini, nodo centrale della verifica) sono stati tagliati appena 4,68 milioni.
Berlusconi taglia Berlusconi. Il ministro interinale dell’Economia ha tagliano il presidente del Consiglio stabile oltre 12 milioni euro del fondo unico di Palazzo Chigi.
Addio solidarietà. Pesante al scure sul fondo di solidarietà nazionale (50 milioni in meno), dal quale si attinge per le emergenze, come alluvioni, terremoti, siccità.
Alt alle emergenze. È stato «accorciato» il fondo di difesa ambientale, è il più colpito visto che vede sparire quasi duecento milioni euro. A cui vanno aggiunti anche i quasi ottanta milioni del fondo per la difesa del suolo, i quattro e mezzo per le calamità naturali e i 410mila euro del fondo incendi boschivi. Nel complesso, c’è solo da fare gli scongiuri che non accada nulla di grave dei prossimi mesi. Ci sarebbe troppo poco da spendere, forse è anche per questo che Berlusconi proprio ieri ha fatto tanti complimenti al numero uno della Protezione civile Bertolaso...
Arriva l’estate, turismo fai da te. Piangeranno quest’anno le strutture turistiche visto che vedranno decurtati i fondi a loro disposizione per circa 37 milioni. E all’Enit (l’Ente Nazionale Turismo) avrà in cassa un milione in meno. È la voce maggiore del tagliaspese sul dicastero di Antonio Marzano.
Messico & nuvole con pioggia. Volge a brutto tempo il barometro dell’istituto latino-americano che ha quasi quarant’anni: via diecimila euro dal suo capitolo. E via in generale 1,14 milione per i contributi agli organismi e agli enti della Farnesina. Ridotto di dieci milioni invece il fondo per la cooperazione allo sviluppo. Un altro milione (1,25 per l’esattezza) è stato levato ai comitati italiani all’estero. Non sarà d’aiuto per le elezioni.
Università che cadono a pezzi. Aspettiamoci proteste degli studenti nel prossimo autunno. Sì, è vero: ce ne sono sempre state, sono aumentate con il governo di centrodestra. Ma questa volta gli universitari avranno un motivo in più. Per edilizia, grandi attrezzature e ricerca delle accademie ci saranno tre milioni e mezzo in meno.
Brutta aria per l’Ambiente. Brutta botta come abbiamo visto per Matteoli. E anche per i fondi di natura ambientale come quelli di emergenza. Nello specifico del dicastero di via Colombo ci saranno meno 25 milioni da distribuire alle Regioni, 21 in meno per i Parchi, 12 in meno per i programmi pilota (accordi con organismi internazionali) e quasi quattro in meno per l’agenzia nazionale per la difesa dell’ambiente.
Meno opere per tutti. Non ci saranno quasi novanta milioni (88,05 per la precisione) per le opere viarie varie. Taglio di 2,54 milioni per l’Enac, presieduto da Vito Riggio, ex capo della segreteria politica del ministro Lunardi.
Oscurate le tv locali. Addio a 37 milioni di euro per la radio-diffusione locale. È il taglio maggiore operato al ministero presidiato da Maurizio Gasparri che tuttavia è tra quelli meno colpiti. Nella classifica di quelli che l’hanno scampata viene subito dopo i ministri sociali: Maroni, Sirchia, Moratti.
Semaforo rosso all’agricoltura. Taglio pesante, 103,55 milioni, al fondo di investimento del settore che opera su agricoltura, foreste e pesca. Alla pesca poi è stato tolto un altro milione e duecentomila euro dello specifico piano annuale. Via anche parte dei fondi per la bonifica e lo sviluppo fondiario del fondo di solidarietà nazionale.
Città uliviste sotto torchio. Addio ai due milioni e mezzo di contributo per il teatro dell’Opera di Genova. E tanti saluti anche a una serie di interventi infrastrutturali per Venezia.
Musei da preservare. Ridotto di oltre 80 milioni il fondo unico per gli investimenti a favore del patrimonio culturale. E altri 17 sono stati tolti agli interventi per i beni e le attività culturale che comprende anche azioni sul patrimonio libraio e per gli impianti sportivi.
Enti culturali in rosso. Cambia la musica anche per il finanziamento per gli enti e gli organismi culturali. Via altri 2 e mezzo da un altro e un altro e mezzo da un altro ancora dedicato particolarmente alle fondazioni.
Lirica senza voce. Ridotto di sei milioni e mezzo il fondo per per le fondazioni liriche dalle quali dipendono i teatri. Bisognerà fare ricorso sempre più al finanziamento privato, che in Italia non è mai pienamente decollato.
Stop agli spot anti-fumo. Altro che niente più sigarette, più facile che vedremo meno campagna per smettere di fumare. E in generale tutte le campagne di informazione e prevenzione: i fondi sono stati decurtati di quasi venti milioni. Forse sul loro utilizzo ci saranno meno polemiche.
Poveri cani randagi. C’è un taglio di tre milioni di euro anche per la prevenzione del randagismo. Anche questi forse non erano del tutto necessari.
Sempre più fondini. Se il fondo di difesa ambientale (192 milioni in meno) e quello per gli investimenti di Agricoltura (103) e quello degli incentivi alle imprese (quasi 91) sono i più colpiti.
Ce ne sono altri che possono sorridere, o forse non piangere. L’ha scampata per esempio il fondo incendi che ha avuto la riduzione minore (solo 410mila euro). Mezzo milione in meno per il fondo della nautica da diporto, poco più di uno per quello dei comitati all’estero e quasi due per la difesa del mare. Sono i settori che possono almeno tirare un sospiro di sollievo. Per ora.

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