- Status speciale: concessione di un'autonomia temporanea alle regioni separatiste ucraine durante lo svolgimento di elezioni locali.
- Voto democratico: monitoraggio elettorale gestito dall'OSCE per garantire la trasparenza.
- Status permanente: introduzione definitiva dell'autonomia se l'OSCE giudica le elezioni libere e regolari.
- Sicurezza: ritiro simultaneo delle truppe e controllo dei confini riaffidato all'Ucraina.
Appena eletto, Zelensky cercò di sbloccare gli Accordi di Minsk per porre fine alla guerra nel Donbass. Il piano concordato con Mosca (la "Formula Steinmeier") prevedeva un disimpegno reciproco controllato: l'esercito ucraino e le milizie filorussa avrebbero dovuto arretrare di un chilometro in tre settori chiave (Stanytsia Luhanska, Zolote e Petrivske) per creare zone cuscinetto demilitarizzate, propedeutiche a un vertice di pace a Parigi con Vladimir Putin. [1, 2, 3, 4]
- L'avamposto abusivo: decine di militanti e veterani armati si recarono a Zolote, aggirando i checkpoint della polizia. Presero posizione in città, istituendo un "ultimo checkpoint" abusivo. I nazionalisti dichiararono che, se l'esercito regolare si fosse ritirato, loro avrebbero occupato fisicamente le trincee lasciate vuote per continuare a combattere e impedire l'avanzata russa. [2, 3]
- La campagna nazionale: contemporaneamente a Kiev e in altre città ucraine scoppiarono enormi manifestazioni di piazza sotto lo slogan della campagna "Nessuna capitolazione!". [1, 2]
L'episodio di Zolote e Petrivske nell'ottobre 2019 rappresenta uno dei momenti di massima tensione politica interna in Ucraina prima dell'invasione su larga scala del 2022.
La tensione divenne così alta che il 26 ottobre 2019 Zelensky decise di compiere una visita non annunciata a Zolote per affrontare di persona i militanti barricati. Durante l'incontro, documentato in un video diventato virale, il presidente ebbe un duro scontro verbale con Denys Yantar, un leader locale del Corpo Nazionale ed ex combattente di Azov. [1, 2, 3, 4]
"Ascoltami, Denys, sono il presidente di questo Paese. Ho 41 anni. Non sono un perdente. Sono venuto qui per dirti: rimuovete le armi". [1]