Epistolario tra Maria Marchesi e Odoardo Focherini

"Con tutta l'angoscia del mio cuore di sposa" - Recensione

Lettere inedite a Odoardo Focherini, con annotazioni del nipote Odoardo Semellini. Introduzione di Brunetto Salvarani. Recensione di Laura Tussi. Edizioni Dehoniane Bologna. Collana Lampi
18 luglio 2019

Epistolario di Maria Marchesi con Odoardo Focherini - Recensione

Epistolario tra Maria Marchesi e Odoardo Focherini

 

"Con tutta l'angoscia del mio cuore di sposa"

 

Lettere inedite a Odoardo Focherini, con annotazioni del nipote Odoardo Semellini. Introduzione di Brunetto Salvarani. Recensione di Laura Tussi.

Edizioni Dehoniane Bologna. Collana Lampi

 

Leggendo le lettere di Maria Marchesi, nel libello dal titolo "Con tutta l'angoscia del mio cuore di sposa" - Edizioni Dehoniane Bologna, in cui si dipana la breve e tragica vita del marito Odoardo, un giusto che si adoperò con tutte le forze per salvare ebrei nel periodo della Repubblica di Salò e dell'occupazione nazista del nostro Paese, ho compreso che Odoardo, che talora nelle lettere dalla prigionia si firmava Odo, era un uomo normale, non un eroe, non un eletto, ma un uomo innamorato della moglie e che adorava i suoi figli.

Odoardo Focherini trovò normale rischiare la propria vita e accettare il martirio fino alla morte che gli derivò dall'impegno, dall'attivismo, testimoniando che l'urgenza di tendere la mano al più debole, all'oppresso, in sostanza, al prossimo perseguitato, non insorge da uno stato di eccezionalità, ma piuttosto da un impulso di insopprimibile umanità.

Maria Marchesi, moglie di Odo e nonna materna del curatore del testo, Odoardo Semellini, tramite una caparbia passione, spinta dalla forza della verità, è la protagonista dello sconvolgente epistolario con il marito, per guidarci nella vicenda emblematica e nella storia esemplare di un uomo, come tanti, non un eroe, non un eletto, ma un giusto che deve trovare un posto nella memoria di tutti noi.

Nell'epistolario trapela la storia di un uomo arrestato e deportato, con l’unica colpa di aver posto in salvo oltre un centinaio di perseguitati ebrei.

Odoardo Focherini, negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, faceva parte di una rete clandestina di soccorso in provincia di Modena, per aiutare gli ebrei perseguitati dal nazifascismo, insieme ad altri uomini di diversa appartenenza politica e fede religiosa, che non esitarono a sacrificare la propria vita per salvare centinaia di persone, altrimenti destinate alla morte nei campi di concentramento e di sterminio nazifascisti. Odoardo Focherini (1907-1944) era un giornalista cattolico e padre di sette figli. Venne arrestato, deportato e troverà la morte nel campo di lavoro di Hersbruck.

Odoardo Focherini, insignito della medaglia di giusto fra le nazioni e della medaglia d'oro al merito civile, beatificato dalla Chiesa cattolica nel 2013, viene raccontato, in questo libello, tramite le lettere inedite con la moglie Maria Marchesi, raccolte a suo tempo dalla figlia primogenita Olga Focherini, con la sapiente introduzione di Brunetto Salvarani.

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