Scheda 3 - Il primo dopoguerra e la dittatura fascista (1919-1939)

Il periodo tra le due guerre mondiali e la repressione fascista

Il dopoguerra è segnato dalla “vittoria mutilata” e da una crisi economica e sociale che getta le basi per l’ascesa del fascismo. Benito Mussolini, con il suo governo a partire dal 1922, e poi la dittatura instaurata nel 1925, trasforma l’Italia in uno Stato totalitario che esalta la guerra. La politica estera è aggressiva: nel 1935-36 la guerra d’Etiopia, nel 1936-39 l’intervento a fianco di Franco nella guerra civile spagnola, e nel 1939 l’invasione dell’Albania.

Lo strumento militare viene celebrato dal fascismo e l’Italia si avvicina sempre di più alla Germania hitleriana.

La propaganda di regime, il cinema con i cinegiornali dell’Istituto Luce e le canzoni popolari esaltano il duce e le imprese belliche.

Ogni voce di opposizione viene repressa.

Il movimento pacifista viene liquidato. La cultura della pace sopravvive solo in nicchie clandestine, nell’esilio di Sandro Pertini e nel pensiero solitario di Aldo Capitini.