Le suffragette interventiste

All'interno dei comitati pro-suffragio convivevano diverse anime politiche. Con lo scoppio della guerra, una parte rilevante del suffragismo sposò la causa dell'interventismo democratico e irredentista.

Esponenti di spicco, come la filosofa Teresa Labriola, videro nella partecipazione al conflitto un'opportunità strategica: dimostrare il valore civico e il patriottismo delle donne attraverso il supporto al fronte interno per rivendicare, a guerra finita, il diritto di cittadinanza e il suffragio.

Nel Regno Unito, la principale organizzazione radicale, la Women's Social and Political Union (WSPU), guidata da Emmeline Pankhurst e dalla figlia Christabel, compì una drastica inversione di marcia passando da una critica al governo a un sostegno alla guerra. Distribuivano agli uomini che non volevano partire per la guerra una penna bianca, simbolo della codardia.

Non tutte le suffragiste condivisero questa scelta. L'altra figlia di Emmeline, Sylvia Pankhurst, rimase fermamente pacifista e internazionalista, rompendo i legami con la famiglia.