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    Cittadini o Cristiani ?

    Il dilemma non è così semplice, e la risposta non è così facile. E’ necessario prima di tutto trovare termini comuni per intenderci. Spesso si pensa che l’essere buoni cattolici includa automaticamente l’essere anche bravi cittadini, e può essere anche vero.
    18 luglio 2007 - Comboniani Castelvolturno

    Soprattutto secondo una determinata idea di cattolicesimo. Però non bisogna cadere nell’errore di chi fa corrispondere l’espressione ‘cattolico’ con ‘cristiano’, questa infatti è un’equazione del tutto illegittima. Si può essere ottimi cristiani infatti, e decidere di diventare cattivi cittadini di fronte a leggi non calibrate su valori evangelici.
    Può sembrare una contraddizione ma non è così. Per essere buoni cattolici basta rispettare le norme della Chiesa comportandosi bene e osservando i criteri che la religione propone. Si può paradossalmente essere cattolici e non avere fede, o addirittura esser preti e non avere fede. Ma nonostante questo si può essere buoni cittadini, rispettosi delle leggi.
    Scrivo queste cose perché si può vivere la “religione” e non aver fede. Sento queste contraddizioni anche dentro di me. Ci può essere la dissociazione tra fede e religione. Ieri notte prima di addormentarmi ho letto un po’ della vita del grande profeta Geremia e del suo ministero. Geremia e gli altri Profeti è una lettura che faccio da un po’ di tempo prima di spegnere la luce. Sento il bisogno di un po’ di spirito di Dio, soprattutto in questi tempi di “silenzio della Parola”. Viviamo in tempi dove l’istituzione prevale, in un bisogno di ordinare tutto nell’illusione che questo ordine sia ispirato. I tempi del Concilio Vaticano II sono lontani… Abbondano i “ripetitori” di un messaggio che non ci appartiene ma che spesso noi ripetiamo senza quel ascolto e adorazione dello Spirito che lo rende vivo. Spesso non entriamo nella “storia” con le sue vicende e contraddizioni. Chiusi nel nostro mondo non ci accorgiamo che la storia ci passa vicino e ci interpella. E la storia è spesso fatta di sangue e lacrime, di volti umani.
    Da anni mi dedico agli immigrati, cercando di fare del mio meglio. Vivo nelle contraddizioni di questo mondo, luci e ombre di questo ambiente. A volte sento parlare di integrazione raggiunta e dal mio osservatorio di Castel Volturno proprio non ci credo. Viviamo in Italia in mondi sommersi e paralleli che si incontrano ogni tanto perché ci sono dei bisogni reciproci. Si fa un gran parlare sull’immigrazione, si organizzano tanti convegni ma molto è fumo e poco arrosto. Ormai sappiamo tutti che l’immigrazione -insieme con l’acqua naturale- è il businnes degli anni 2000. L’immigrazione è un mondo in cui molti fanno denaro, anche le istituzioni. In questi ultimi anni associazioni, gruppi, istituzioni e realtà ecclesiastiche ci si sono buttate sopra come avvoltoi su una preda. Si moltiplicano i progetti, le iniziative, anche se tutti sanno che di fatto è un accaparrarsi di denaro facile. Progetti fantasma delle istituzioni dove si seguono logiche politiche convenienti. Siamo all’interno di un sistema politico-economico-religioso che si sostiene. E’ il sistema di potere che non lascia molto spazio ai poveri, e gli immigrati oggi sono realmente tra i poveri. Il colonialismo del passato, io in Africa sono vissuto diversi anni, continua ancora qui e là. Il sistema, non quello della camorra, ma quello del potere continua a fare le sue vittime. Ho studiato negli Stati Uniti, ho fatto pastorale negli ambienti più poveri e degradati di Chicago tanti anni fa e mi rendo conto di come il potente di turno abbia traghettato in Italia il peggio della società americana. Basta aprire la televisione per vedere programmi di decine di anni fa doppiati e ora dati in pasto quotidiano agli italiani. La logica dei “vincenti è perdenti” l’ascoltavo in America più di trenta anni fa. L’ideologia del Grande Fratello con la sua visione della società è vecchia. Siamo un paese anche noi di colonizzati anche se sempre in ritardo. Noi non siamo entrati ancora nell’era dell’elettronica, solo pochi la possiedono, gli americani sono nell’era dell’ingegneria genetica da molto tempo.
    Siamo colonizzati…
    Oggi le catechesi le fanno le televisioni. Le previsioni peggiori di Mc. Luhan del Villaggio Globale si vanno realizzando. E’ un indottrinamento e una produzione di pseudo valori che opera sulle masse. Pochi sono i decodificatori del messaggio mediatico e logicamente purtroppo non vengono ascoltati. Basta guardare alla politica, quale prostituzione delle parole e della politica stessa. Oggi la televisione parlava della Bindi come candidata al futuro Partito Democratico. Anni fa ho avuto occasione di mangiare con lei e ho scoperto un volto molto umano di questa persona che stimo e certamente voterò per lei. Non sto facendo politica, è solo un piccolo tributo ad un vecchio ricordo di questa persona che ritengo saggia e seria.
    Se sei contrario all’immigrazione perché accampi tutte le motivazioni che i massmedia ti propinano
    penso che ti dovresti interrogare sul tuo essere cristiano. Puoi essere un buon cattolico ma cristiano mi viene da dubitare… Dubito molto di me stesso perché nei geni costitutivi sono maschilista, paternalista, razzista: sono figlio di questa società, ne ho ereditato molto. Potrebbero questi essere gli impulsi, le passioni, ma noi non ci identifichiamo con questi. Nella crescita della consapevolezza e della “sapienza” ci rendiamo conto che noi siamo persone umane, uomo-donna nella misura che progettiamo la nostra vita e superiamo pure a fatica le nostre passioni e impulsi. Dico pure con molta fatica. Qui inizia il nostro essere persone responsabili e non dei clonati, condizionati.
    Può succedere che per essere fedeli al Vangelo sia necessario andare contro delle leggi dello Stato che non difendono i diritti fondamentali della persona. Una logica leghista non è certamente cristiana, forse cattolica, ma non cristiana. L’egoismo e la chiusura rispetto all’ ” Altro” sempre visto o come nemico o come ladro dei miei diritti non ha niente a che fare con il Vangelo che va contro la maniera comune di pensare della gente. Allora anch’io devo decidere se devo ragionare con il Vangelo o con la mia logica egoista incapace di riconoscere l’altro come fratello e sorella.
    Gli immigrati in passato li abbiamo sfruttati in Africa e io c’ero… Continuiamo a sfruttarli qui e io ci sono… E’ vero le nostre strade sono piene di ragazze africane e dell’Est, un triste spettacolo, ma ancora una volta chi è lo sfruttatore…. Come prostituiamo l’Africa!
    Mi accorgo verso la fine di non aver messo in evidenza gli aspetti positivi della nostra società e sono tanti. Ma in questo articolo volevo sottolineare la grande fatica di conciliare il Vangelo e il pensiero della società corrente, la maniera comune di pensare così influenzata dai massmedia, che sono produttori non solo di ideologie ma anche di personaggi che squallidamente giungono alla ribalta e vengono presentati come modelli ai giovani di oggi.

    Padre Giorgio Poletti
    Castel Volturno

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