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    Immigrazione e pace: parlano Moni Ovadia e padre Giorgio Poletti

    Natale per tutti o solo per alcuni ?

    I temi dell'immigrazione e della pace ci interpellano nel nostro tempo chiedendoci di prendere posizione come uomini e donne e come cristiani. In questo tempo segnato da ideologie di guerra dobbiamo ritrovare la politica della pace e dell'accoglienza.
    24 dicembre 2003 - padre Giorgio Poletti
    Fonte: missionari comboniani

    NATALE PER TUTTI O SOLO PER ALCUNI ?

    Immigrazione e pace Pezzoli (Ro)

    Ho avuto il piacere di incontrare Moni Ovadia in un incontro organizzato dalla Parrocchia di Pezzoli in Provincia di Rovigo nel contesto dell’appuntamento culturale mensile. Il tema era: Immigrazione e Pace. Invitati Moni Ovadia, Gino Strada e Padre Giorgio. Il tema dell’immigrazione veniva affrontato da angolature diverse, in un incontro interreligioso. Moni Ovadia infatti è Ebreo, conoscitore e interprete delle Sacre Scritture, dell’Antico e Nuovo testamento come anche del Corano. Purtroppo Gino Strada, per un impegno sopravenuto non è potuto venire.

    L’incontro si è tenuto nella Chiesa Parrocchiale, per l’occasione gremita di persone venute anche dai paesi vicini, da Rovigo e Ferrara. Questi avvenimenti culturali fanno parte di una tradizione che Don Giugliano il parroco ha lanciato da anni.
    Moni Ovadia

    Moni Ovadia nel Giugno scorso, quand’ero incatenato alla Questura di Caserta, ha sostenuto la nostra comunità Comboniana di Castel Volturno in quell’Azione Ecclesiale Nonviolenta in difesa degli immigrati sottoposti ingiustamente ad azioni repressive della Polizia sul Litorale Domitio, tra Pozzuoli e Mondragone, Formia. Quella prima sera di “incatenamento” il sostegno di Moni e di tutta la comunità riunita di Pezzoli ci ha incoraggiati nell’azione intrapresa che si è protratta per diversi mesi con varie iniziative a carattere nazionale di cui l’ultima il rilascio dei “Permessi di soggiorno in Nome di Dio”.
    Dopo l’introduzione del Parroco Don Giugliano e un intervento musicale ho iniziato l’incontro descrivendo la situazione dell’immigrazione sul Litorale Domitio e come non si possa separare il tema immigrazione dal territorio facendo degli immigrati il capro espiatorio delle manovre economiche e politiche della zona.
    Gli immigrati chiamati in passato nella zona come forza lavoro per le varie iniziative economiche dei residenti: raccolta del pomodoro, manovalanza edile e oggi come assistenza agli anziani e braccianti agricoli, difatti molta dell’economia locale è basata sul lavoro “sommerso” degli immigrati, ora si ritiene che questi immigrati siano un ostacolo alla futura ricostruzione della zona. Attualmente il commercio vive prevalentemente della presenza degli immigrati che comprano nei negozi degli italiani della zona. Le molte villette e appartamenti per vacanze estive, Castel Volturno è sul mare, durante l’anno vengono affittate a prezzi altissimi agli immigrati un tanto a posto letto… Il denaro degli immigrati non ha colore e non ha odore. Gli stessi commercianti che vivono degli immigrati sono i primi a disprezzarli e a umiliarli in una forma di dissociazione schizofrenica.

    Sul Litorale si addensano sempre più pesanti prospettive per il futuro. La zona, una delle più belle d’Italia, in passato è stata depredata da costruttori senza scrupoli con la connivenza dei politici del passato (DC) che hanno permesso la costruzione di una cittadina, Pineta Mare, sul Demanio Marittimo, sul terreno Forestale, del Comune, provocando lo sconvolgimento di tutta la zona, l’inquinamento ambientale, la rottura degli equilibri ecologici …
    I costruttori di questo disastro, in causa da decenni con lo Stato, stanno ora beneficiando di un Accordo di programma di cui si capisce molto poco dove lo Stato, ancora una volta perdente, affida la ricostruzione a loro, i “predatori” del passato. Quest’Accordo che dovrebbe “bonificare” la zona va fondamentalmente a beneficio di gruppi di potere e di interessi privati. Arriverà molto denaro e già si “affilano le armi”. La prospettiva del molto denaro fa dimenticare a molti il vero benessere della gente, non importa se poi i figli moriranno di cancro… l’importante è il denaro.
    In passato i conniventi sono stati alcuni esponenti della DC; oggi ci chiediamo se possa succedere la stessa cosa: se gli esponenti locali dell’attuale corrente di governo, permetteranno l’irreversibile devastazione della nostra terra.
    Ancora una volta sono i cittadini i perdenti, ancora una volta sono le generazioni future a dover affrontare i crimini ecologici ambientali commessi dai loro padri.
    Mi chiedo dove sono le associazioni che dovrebbero proteggere l’ambiente e la qualità della vita del Litorale Domitio.
    Il Denaro finisce per prostituire… e crea coalizioni di potere : economia, politica e religione, è così facile comprare le persone… Padre Giorgio, Moni Ovadia, don Giuliano con alcuni amici


    In questo scenario di “predatori” gli immigrati sono il capro espiatorio e allora le autorità ricorrono a Roma… per invocare interventi repressivi, per cacciare via gli immigrati. E’ chiaro che a Roma trovano visioni e connivenze comuni.

    L’intervento di Moni Ovadia è stato molto bello, ampliando il discorso sull’immigrazione e soprattutto fornendo le basi scritturali prese dalle sacre Scritture: Bibbia e Corano, per affermare ancora una volta che nello “straniero” si identifica Dio, che non accogliere significa non accogliere Dio, come Lui nel nostro tempo sia dalla parte dell’immigrato. Moni ha anche ricordato come l’immigrazione italiana del passato non abbia solo esportato ignoranza e in qualche caso criminalità, ma come tanti italiani abbiano contribuito alla crescita di grandi nazioni come gli Stati Uniti e l’Argentina. Molti sono infatti i nomi del passato che hanno eccelso all’estero dando il loro contributo.
    Forti le parole di Moni quando ha detto che non accogliere gli immigrati significa non essere cristiani e si può aggiungere che non accogliere è rinunciare anche alla nostra comune umanità e rinunciare ad essere uomini e donne.
    Il tempo attuale, tempo di mercanti è di un’aridità spirituale e umana spaventosa per la proposta che parte proprio da coloro che invece dovrebbero essere i primi a curare la dimensione umana e spirituale e che invece riducono tutto a mercato e a denaro, che spingono gli italiani in una dinamica di guerra, creando l’ideologia che solo la forza e la violenza risolvono i conflitti ci spingono a ritrovare la nostra dimensione autentica di cristiani in questo tempo di assenza di istituzioni significative sia nel mondo civile come in quello religioso, a parte Giovanni Paolo II.

    Padre Giorgio

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