Campagna Kossovo

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INTERVISTA AI POSTPESSIMISTI

febbraio 2000

    Da Maria Carla Biavati, volontaria a Pristina per la Campagna Kossovo nell'ambito del "Progetto di appoggio alle locali (del Kossovo) ONG per capacitarle al dialogo, alla riconciliazione interetnica e alla promozione e protezione dei diritti umani" è stata raccolta la seguente intervista a Vigan Jashari, esponente dell'associazione studentesca "I Postpessimisti" attiva fin dal 1993.

    Il testo riporta notizie sull'associazione, che è attiva anche a Belgrado, e gli indirizzi e-mail per comunicare con gli studenti di Pristina.

    La Campagna Kossovo, che da anni è in contatto con questa associazione e prima della guerra ha invitato in Italia alcuni suoi esponenti, ha un progetto da realizzare unitariamente con le sezioni di Pristina e di Belgrado e fornirà quanto prima anche gli indirizzi telematici di quest'ultimo gruppo.



Campagna Kosovo: "Tu fai parte dei Postpessimisti. Ci puoi parlare di loro?"

Vigan: "I Postpessimisti hanno iniziato nel 1993. Inizialmente non era una organizzazione legalmente riconosciuta. Una signora ha fatto un gruppo con suo figlio e altri ragazzi e ragazze. Giocavano; avevano dei computers; poi hanno iniziato alcuni progetti di aiuto, educativi e così via."

Campagna Kosovo: "Albanesi e Serbi?"

Vigan: "Solo Albanesi. Dopo un pò, essi sono andati dalle autorità [Serbe] e hanno raccontato quello che stavano facendo, per avere un riconoscimento come organizzazione giovanile, e hanno acquisito uno status ufficiale. Le autorità hanno detto, "Dovete avere dei membri serbi se volete esistere"; e dunque venne fatto. Ma allora la situazione diventò difficile."

Campagna Kossovo: "La situazione generale a Pristina?"

Vigan: "Sì. E i nostri membri non potevano venire, perchè i loro genitori erano spaventati."

Campagna Kossovo: "Prima che succedesse questo, vi incontravate nella stessa stanza allo stesso tempo?"

Vigan: "Sì, tutti insieme."

Campagna Kossovo: "Erano solo i genitori serbi che avevano obiezioni?"

Vigan: "Sì. Dopo ciò, alcuni ragazzi più vecchi sono venuti nel gruppo, avevano 22, 23, 24 anni. Noi [albanesi] avevamo dai 14 ai 18 anni. Così c'era una grande differenza tra le nostre età. E poi la situazione è diventata molto difficile."

Campagna Kossovo: "Nel vostro gruppo?"

Vigan: "No, a causa della situazione generale. Il bombardamento è incominciato e abbiamo dovuto fermarci. E dopo ciò siamo andati in Macedonia, ci siamo incontrati con degli amici, siamo andati in alcuni campi..."

Campagna Kossovo: "Dei campi profughi in Macedonia?"

Vigan: "Sì. Alcuni di noi hanno fatto delle interviste e abbiamo fondato un nuovo gruppo, all'interno dei campi, con persone di ogni parte del Kossovo."

Campagna Kossovo: "Tutti Albanesi?"

Vigan: "Sì, non c'erano Serbi rifugiati in Macedonia. Avevamo un grande gruppo. Eppoi, quando siamo tornati a casa [a Pristina], ci siamo incontrati per un pò al Children's Center, dopo un pò ci furono problemi e così adesso c'incontriamo ogni giovedì al palazzo dell'Unicef."

Campagna Kossovo: "Pensi che sia possibile nel futuro - e se fosse possibile, quando pensi possa succedere - di avere ancora dei Serbi nel vostro gruppo?"

Vigan: "Ah, non lo so. Devo parlare per me stesso. Io penso che all'inizio non possiamo avere Serbi, perchè ci sono molte persone che ancora non capiscono le cose. Dopo che la situazione diventa migliore, potremo avere ancora dei Serbi."

Campagna Kossovo: "Come pensi che vivano oggi la situazione i giovani Albanesi di Pristina?"

Vigan: "Per me, dobbiamo essere amici. Il Kossovo deve essere multietnico, perchè il mondo è così."

Campagna Kossovo: "Quanto tempo pensi ci voglia per questo tipo di cambiamento?"

Vigan: "Dopo un pò, se la gente conoscerà il mondo, il cambiamento sarà praticabile. Ma prima, la guerra deve fermarsi [riferito ai recenti fatti di Mitrovica]. Non so."

Campagna Kossovo: "Hai qualcosa da dire ai giovani italiani, americani, o di altri paesi?"

Vigan: "Vorrei avere contatti con loro."

[L'indirizzo e-mail di Vigan è <viganjashari@hotmail.com>. L'attuale presidente dei Postpessimisti si chiama Dora Basha; ha 17 anni; il suo e-mail è <doribasha@hotmail.com>]


Ulteriori informazioni:

In aggiunta agli incontri del giovedì e alle feste e ai concerti che organizzano occasionalmente, i Postpessimisti hanno tre tipi di progetti:

  • arti visive: mostre e progetti di gruppo in diverse discipline artistiche
  • giornalismo; un giornale mensile e una rivista trimestrale
  • lavoro sociale: raccolta di libri per donarli alle biblioteche; visite scolastiche con incontri e conferenze; organizzazione di dibattiti; inchieste sociali; pulizia delle strade, riparazione di fontane pubbliche ecc.

Il Progetto di appoggio alle ONG del Kossovo... sta organizzando un soggiorno in Italia di un gruppo dei Postpessimisti con studenti serbi e albanesi, che saranno ospitati dal Comune di Riccione, ma speriamo anche da altri Comuni.

Per informazioni: <a.alba@areacom.it>