Campagna Kossovo

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circolare n. 2/2001

Cari amici,

questa circolare vuole informarvi circa gli argomenti discussi durante la riunione di Bologna del 20 gennaio u.s. e comunicarvi che l’intenzione espressa dai presenti è stata quella di continuare dall’Italia il lavoro per il Kossovo, nei modi che verranno presentati in seguito, ma sempre con le finalità proprie della Campagna Kossovo e cioè nonviolenza e riconciliazione.

Pertanto, a coloro che condividono questa linea, desiderano continuare a ricevere la circolare per il corrente anno e vogliono sostenere le iniziative della Campagna, si chiede di inviare un contributo per le spese di segreteria di £. 20.000 (o più se possibile) per mezzo dell’allegato ccp. Quanti hanno già provveduto a inviare in dicembre o gennaio il loro contributo, e che ringraziamo, non tengano conto di questa richiesta.

La data della prossima riunione sarà fissata e comunicata non appena si saranno ricevute le disponibilità per avviare le diverse iniziative, così che la riunione stessa possa costituire l’occasione per avviare il coordinamento (vedi paragrafi seguenti).

URANIO

               L’allarme per le conseguenze negative dei bombardamenti Nato all’uranio impoverito su Kossovo e Serbia non può essere ignorato e mette in serie difficoltà un eventuale lavoro della Campagna in Kossovo dal momento che i volontari hanno ritirato la loro disponibilità. Tuttavia se l’argomento uranio ha avuto un’eco vasta in Italia e in Europa a causa del cancro che ha colpito i militari e se costituisce per la Serbia un motivo per attaccare la politica internazionale, non altrettanto avviene in Kossovo dove lo stesso Rugova avrebbe affermato che i pericoli di cui si parla sono invenzioni di chi è contrario alla Nato, posizione non molto dissimile da quella dell’Uck riportata sul trafiletto accluso.

             A tale proposito l’Ambasciata di pace a Belgrado (Berretti bianchi) informa, attraverso Alberto, che la questione uranio in Serbia è molto sentita e che le zone gemellate e le scuole che partecipano a progetti di triangolazione sono oggetto di particolare attenzione e sono tenute sotto controllo. Invece i volontari della Campagna hanno riferito che in Kossovo non c’è nessun allarme, probabilmente non perchè il problema non esista ma perché sarebbe scattata una forma di autocensura.

             Padre Cavagna, del Gavci, comunica di aver sollecitato, con l’associazione che presiede, serie misure di precauzione da parte del Governo Per informarsi su questo problema: rete telematica Peacelink, Internazionale n.368 del 12-18 gennaio e Famiglia cristiana n.3 del 21 gennaio. Come Campagna e senza volontari sul posto è veramente limitato ciò che possiamo fare, ma l’attenzione a questo problema da parte nostra rimane e così pure la disponibilità a sostenere iniziative di altri gruppi che si mobilitino per questo problema.

TRAINING

Alberto informa che si stanno ultimando i preparativi per il training interetnico di Firenze che si concluderà il 10 febbraio e con il quale si conclude questa fase del progetto iniziata un anno fa. A questo incontro partecipano 28 persone - albanesi, rom, gorani, serbi musulmani e serbi di Belgrado, funzionari dell’Osce -, i quali tutti hanno già partecipato ai 4 training precedenti di Pristina e Ocrid (Macedonia). L’obiettivo è quello di far redigere ai partecipanti, sotto la guida dei trainers, un piano di azione comune che i partecipanti attueranno nelle rispettive sedi nei prossimi mesi. Si prevede per settembre una riunione di verifica in Kossovo o in altra località, organizzata dalla Campagna Kossovo.

             E’ stato anche richiesto più volte un training dall’associazione kossovara dei disabili, che si terrà probabilmente in settembre. Comunque, ogni eventuale impegno della Campagna dipenderà dalle richieste dei partecipanti al training di Firenze e dalle risorse umane ed economiche di cui si potrà disporre.

SITUAZIONE ATTUALE E INDICAZIONI SUL FUTURO IMPEGNO DELLA CAMPAGNA

              La situazione è sempre critica a causa delle tensioni sia tra gli albanesi e i serbi del Kossovo, sia tra albanesi ultranazionalisti e moderati, sia tra albanesi e altre minoranze non serbe (gorani, rom, serbi musulmani).  A questo si aggiungono i gravi e abbastanza frequenti atti di violenza anche nei confronti delle stesse forze della Kfor. Si riporta quanto hanno riferito i volontari Zef e Maria Carla e le considerazioni che ne sono scaturite anche riguardo ad una eventuale presenza della Campagna in Kossovo.

             Viene riferita la posizione di Mirje Rusciani, già ministro dell’istruzione del Montenegro e da sempre vicina alla Campagna, la quale confida nell’economia come principale mezzo di risoluzione dei conflitti nell’area balcanica, posizione che i presenti hanno ritenuto perlomeno limitata dal momento che qualsiasi interesse economico non può prescindere dalla tutela e dal rispetto dei diritti umani fondamentali.

             Zef riferisce che gli albanesi tendono a capitalizzare quanto è successo precedentemente e che la scoperta di fosse comuni e la detenzione a Belgrado, senza processo o con processi sommari, di 800 albanesi a oltre un anno dalla fine della guerra e di cui non si hanno notizie, costituisce un grave motivo di tensione. La violenza della fazione ultranazionalista albanese, che agisce soprattutto al Nord del paese dove sono presenti enclaves serbe, costituisce un altro pericolo per la stabilità del paese. Per quanto riguarda i possibili sviluppi politici, Rugova chiede un protettorato internazionale a tempo indeterminato, mentre non è gradita agli albanesi l’ipotesi di Galtung del Kossovo come terza repubblica della Federazione Jugoslava.

               Inoltre Zef fa presente che la situazione dei serbi rimasti in Kossovo è abbastanza delicata, ma che per loro si prevede comunque un ruolo nella regione dopo le prossime elezioni locali speciali (differite da quelle di ottobre alle quali i serbi kossovari non hanno partecipato) in cui i serbi potranno designare i loro rappresentanti. Naturalmente questo non è gradito alle fasce ultranazionaliste sia serbe che albanesi, tanto è vero che il vescovo ortodosso Artemje è stato fatto oggetto di un gravissimo attentato dopo aver partecipato insieme al vescovo cattolico Sopi alla riunione di una commissione preparatoria di queste elezioni.  Infine Zef mette in guardia la Campagna dal pericolo costituito da queste fasce ultranazionaliste sia serbe che albanesi le quali, essendo ancora molto lontane da qualsiasi possibilità di dialogo e di riconciliazione, potrebbero rivolgere la loro violenza anche contro coloro che promuovessero o sostenessero iniziative in tal senso, come testimonia l’aggressione al vescovo ortodosso e quella avvenuta in questi giorni nei confronti della forza multinazionale Kfor.

             Maria Carla ribadisce che l’azione della Campagna, anche a prescindere da una sua costante presenza sul territorio, può tuttavia consistere, come è già avvenuto in passato, nel sostenere dall’Italia, mediante iniziative diversificate, quanto c’è di buono (gruppi di solidarietà, esperienze di convivenza interetnica, lo stesso lavoro dei formatori che hanno partecipato ai training organizzati dalla Campagna) e nel mantenere desta l’attenzione sui problemi di questa regione e dell’intera area balcanica riprendendo e intensificando la nostra azione in Italia sia a livello di informazione, sia a livello di sollecitazione politica, sia mediante la collaborazione con altri gruppi italiani sensibili al problema dei Balcani. E indica come impegni prioritari un’azione di sensibilizzazione nei confronti di Albin Kurti, già aiutante di Rugova e leader del movimento degli studenti,  e il sostegno alle iniziative umanitarie di don Lush Gjergji che ha iniziato in Kossovo un programma di promozione umana nei confronti delle vedove di guerra gravemente penalizzate dal diritto consuetudinario musulmano che le priva di ogni diritto di educazione dei figli la cui formazione è affidata esclusivamente alla famiglia paterna.

             Maria Chiara, segretaria del Movimento Internazionale della Riconciliazione, in riferimento a quanto è stato riferito sulla situazione del Kossovo, ribadisce la duplice necessità di un lavoro di riconciliazione anche con la parte serba mediante la collaborazione con l’associazione Berretti Bianchi presente a Belgrado e di iniziative che in Kossovo tutelino la dignità dei più deboli, cioè delle minoranze rom, goraniche, ortodosse ecc., dal momento che il diritto all’autodeterminazione deve procedere di pari passo con la tutela del diritto umano puro nei confronti di tutti senza alcuna distinzione. Riguardo all’impegno della Campagna, indica la necessità di riprendere le iniziative di sensibilizzazione e informazione nei confronti dei parlamentari italiani, di mantenere i legami con i partecipanti ai training e di seguire il loro lavoro in loco, di mantenere o intensificare i rapporti con i movimenti promotori (Mir, Pax Christi, Agimi, Beati i costruttori di pace) per un loro migliore o maggiore coinvolgimento nelle prossime iniziative della Campagna, di collegarsi con altri gruppi italiani che si interessano dei Balcani.    

             Etta, coordinatrice della Campagna, auspica un coinvolgimento di tutta l’area nonviolenta per una azione di riconciliazione nei Balcani che non faccia morire o degenerare in conflitto armato l’esperienza di oltre un decennio di resistenza nonviolenta degli albanesi del Kossovo e ricorda che è stato anche grazie all’impegno unitario delle forze nonviolente italiane che hanno avuto buon esito negli anni ’70 e ‘80 se hanno avuto buon esito le campagne nazionali per il riconoscimento del diritto alla obiezione di coscienza e al servizio civile e contro l’installazione delle centrali nucleari. Inoltre ribadisce la necessità di riprendere e intensificare l’azione di sensibilizzazione svolta negli scorsi anni nei confronti dei parlamentari italiani per la difesa dei diritti umani e per una soluzione nonviolenta dei problemi del Kossovo e dell’intera area balcanica tanto più necessaria quanto più si va rivelando nefasta per la salute, per l’ambiente  e per gli stessi rapporti internazionali l’azione di intervento armato della Nato.

VOLONTARI

             Alberto e Etta riferiscono che a causa del pericolo-uranio la disponibilità di tutti i volontari è venuta meno e che quindi è difficile per il momento per la Campagna mantenere una presenza fissa in Kossovo.

PROPOSTE

             Dall’incontro di Bologna è emersa la decisione di utilizzare l’esperienza acquisita in tanti anni di attività (la Campagna è attiva dal ’93) per proporre e coordinare alcune iniziative specifiche rispondenti alle finalità della CK. Ogni iniziativa è di seguito riportata con l’indicazione del responsabile o del referente pro tempore che si è offerto di farla conoscere. I gruppi o i singoli che accetteranno di portare avanti le diverse iniziative dovranno reperire i fondi necessari, mentre la Campagna metterà a disposizione l’esperienza acquisita e i contatti mantenuti in Italia e in Kossovo durante questi anni di attività oltre a coordinare tra loro le varie iniziative. I singoli amici o i gruppi che sono interessati alle varie proposte e si rendono disponibili alla loro realizzazione, ne diano comunicazione alla Campagna.

             Questo diverso modo di lavorare, solo in parte finora sperimentato, è dettato dalla impossibilità di mantenere una presenza in Kossovo a causa del difficile reperimento dei volontari e dalla volontà di continuare comunque ad aiutare tutto il popolo del Kossovo. Naturalmente si potranno attuare solo quelle iniziative che troveranno gruppi o singoli disposti a sostenerle.

             La CK continuerebbe a svolgere il lavoro di informazione, a mantenere i contatti con le istituzioni politiche (soprattutto Commissioni estere di Camera e Senato e Ministero degli Esteri), ad attivarsi per iniziative particolari dettate dalla necessità del momento come per esempio quella per la scarcerazione di A.Kurti e degli altri prigionieri di guerra o quella per l’istituzione di una borsa di studio per la figlia di A.Cetta (vedi paragrafi seguenti).

 Le iniziative proposte sono le seguenti:

· appoggio a Ong e gruppi kossovari e serbi disponibili alla formazione di formatori che operino per il dialogo e la riconciliazione in Kossovo e possibilmente anche a Belgrado, per questa iniziativa si può contare sulla disponibilità di A.L’Abate, M. Frediani e A.Sapio

· progetto di triangolazione con le scuole, già in atto a Belgrado per opera dei Berretti bianchi e che potrebbe iniziare in Montenegro e solo in seguito a Pristina dove per il momento un’azione di questo genere sembra difficile a causa della situazione politica / si chiederà al Centro S.Regis di Torino di attuare questa iniziativa

· training in Italia del gruppo giovanile dei Postpessimisti, presente sia a Pristina che a Belgrado, da realizzare durante l’estate secondo il programma messo a punto lo scorso anno e non realizzato per difficoltà burocratiche / referente è G.Fabbri di Agimi e sponsor sono il Comune di Riccione e il Centro Agimi di Otranto

· redazione di un dossier su esperienze positive di solidarietà interetnica attuate prima, durante e dopo la guerra e sulle quali già sono state raccolte dalla Campagna alcune testimonianze / si propone al gruppo di Aosta (G.Rosso?) di occuparsi di questa iniziativa

· appoggio alle iniziative di solidarietà interetnica e di sostegno alle vedove di guerra, che don L.Gjergji sta portando avanti in diverse zone del Kossovo / attraverso M.Chiara ed Etta si chiederà al gruppo di Alba e alla diocesi di Caserta una collaborazione per questa iniziativa

· progetto di formazione e di intervento di Corpi Civili di Pace secondo quanto proposto tempo fa e reperibile nel sito web della Campagna ospitato dalla rete Peacelink / Alberto riferisce che il Man francese (Movimento di Azione Nonviolenta) è interessato ad intervenire nella zona di Mitrovica / referente è Alberto che mantiene questo contatto col Man.

            Le azioni urgenti sono le seguenti:

· campagna per la liberazione di Albin Kurti, leader studentesco albanese, e campagna di informazione sui prigionieri di guerra albanesi (circa 800) ancora detenuti nelle carceri serbe: la CK si è messa in contatto con il Centro di iniziativa politica sui Balcani che lo scorso anno promosse una raccolta di firme, al fine di avviare iniziative comuni di cui sarete prossimamente informati

· borsa di studio per la figlia di Anton Cetta: Zef -ultimo volontario della CK rientrato il 30 nov. scorso- riferisce circa le difficili condizioni economiche in cui versa la famiglia di Anton Cetta, promotore con Rugova e con L.Gjergji  negli anni ’80 dell’iniziativa di riconciliazione nazionale che portò centinaia di famiglie albanesi divise dalla vendetta del sangue a rappacificarsi; la borsa di studio consentirebbe ad una delle sue figlie di completare gli studi artistici e di conseguire un diploma di perfezionamento che le offrirebbe maggiori possibilità di lavoro. La CK è disponibile, nel caso ci siano fondi residui come si prevede, a metterne a disposizione una parte per avviare la formazione di questa borsa di studio; chi vuole contribuire può utilizzare il ccp n.11570744 intestato a Casa per la pace-Grottaglie o il ccb n.666666-00 del Credito italiano ag. di Taranto, coordinate ABI 02008 CAB 15800, con la causale “borsa di studio”.

NOTIZIE

· Hanno fatto pervenire il loro saluto: F.Perna che ha inviato anche un piccolo dossier fotografico sul suo viaggio a Pristina effettuato lo scorso anno con la CK; G. Fabbri dell’associazione Agimie volontario della CK; Massimo Corradi già volontario nel ’94; don G. Colavero presidente di Agimi di Otranto che ha inviato la lettera che si acclude e che è stata letta durante la riunione, sul contenuto della quale i presenti si sono trovato d’accordo.

· Dal mondo dell’Università:

- si ricorda che presso l’Univ. Di Firenze sarà attivato dal prossimo a.a. 2001-2002 il corso di laurea breve triennale per la preparazione di “mediatori di pace”; per informazioni:labate@unifi.it 

- anche l’Univ. di Pisa sta studiando la possibilità di istituire un corso di laurea in “Scienze per la pace” che si aggiungerà al già esistente “Centro interdipartimentale di ricerche per la pace”

- è già attivo il Comitato nazionale universitario “Cooperazione - Sviluppo - Pace” promosso dai docenti L’Abate, Salio, Allegretti, Riccardi, Drago.

· Durante il training di FI, il 10.2, è stato organizzato un seminario cittadino sul tema “Dopo la guerra del Kossovo: una strategia per la nonviolenza interetnica e la riconciliazione”.

· Il Centro S. Regis di TO, con il Movim. Nonviolento e la Campagna Kossovo ha organizzato per l’11-12/2 c.a. un convegno sul tema “Nonviolenza nella ricerca, nell’educazione, nell’azione”.

· L’on. Luisa Morgantini, parlamentare europeo, ha organizzato a Roma il 16.2. c.a. un convegno sul tema “Riarmo atomico e convenzionale in Europa”.

· Zef riferisce che in Kossovo è in atto un’azione di ritorno al cristianesimo da parte di un consistente numero di albanesi musulmani (si ricorda che l’Illiria fu cristianizzata già nel I sec. d.c. e che la dominazione turca iniziò nel XVI sec.).

· Nel caso dovessimo svolgere iniziative in Kossovo, è stato proposto e accettato di mantenere il simbolo ma di cambiare la sigla CK con la sigla CNRK (acronimo di Campagna Kossovo per la nonviolenza e la riconciliazione) perché la prima è troppo simile a quella ultranazionalista UCK.

· La CK ha inviato alla Tavola Valdese e alla regione Toscana la documentazione economica per ottenere l’ultima rimessa dei rispettivi contributi concessi alla CK (rispettivamente di 25ml sui 40 assegnati e di 3,5 milioni sui 7 assegnati).

· Nella riunione di BO E.Ragusa, coordinatrice della CK e responsabile legale del  “Progetto di appoggio alle ONG del Kossovo per capacitarle al dialogo, alla riconciliazione interetnica e alla promozione e protezione dei diritti umani” ha dato lettura di entrambi i bilanci 2000, di cui si acclude un estratto (i bilanci dettagliati possono essere richiesti alla CK o consultati sulla pagina web ospitata da Peacelink).

                Nella fiducia che le decisioni prese e le iniziative proposte trovino consenso e sostegno presso gli amici ai quali giungerà questa circolare, invio a tutti un cordiale saluto di pace.

 Etta Ragusa

Grottaglie, 9.2.2001

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Bilancio della CK 2000

· residuo 1999:    + 2.369.300

· entrate:              + 2.341.700

· spese:                 - 4.911.000

· in cassa

al 31.12.2000:          + 800.000

Bilancio riassuntivo, aggiornato al 22.4. 2001, del

Progetto di appoggio alle ONG del Kossovo per capacitarle al dialogo, alla riconciliazione interetnica e alla promozione e protezione dei diritti umani

· entrate:                                               +  90.942.000

· spese effettuate e saldate (*):               -  86.654.099

· spese da saldare                                                           -11.220.000

· spese previste e da effettuare:                                    - 14.970.000

· rimborsi attesi e contributi promessi:                       +  28.534.400

(*) Le spese per le circolari, la posta, il telefono e quanto necessario per il coordinamento in Italia della Campagna, sono registrate con un bilancio a parte, quello precedente, e sostenute con contributi liberi.