Campagna Kossovo

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Notizie della C. K.

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CAMPAGNA KOSSOVO PER LA NONVIOLENZA E LA RICONCILIAZIONE

già Campagna per una soluzione non violenta in Kossovo

ATTIVITÀ 1993-2003
La Campagna nasce ufficialmente nel giugno 1993, promossa da Agimi, Beati i Costruttori di Pace, Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR) e Pax Christi. Ad essa aderiscono nei primi anni circa una ventina di associazioni.

Il suo impegno prioritario è stato rivolto a sostenere e a far conoscere la resistenza non violenta del popolo albanese del Kossovo, che ha costituito il più notevole esempio di difesa civile non violenta in Europa, a portare solidarietà alla resistenza non violenta mediante l'invio in Kossovo di delegazioni qualificate, ad agire sul governo italiano con interrogazioni parlamentari e appelli rivolti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, a collaborare con gruppi e movimenti internazionali al fine di evitare l'isolamento della popolazione.

Dal 1993 al 1994 vengono inviate quattro delegazioni, delle quali una di sindaci e una con due vescovi che hanno incontrato autorità politiche e morali sia albanesi che serbe; sono stati realizzati incontri con parlamentari italiani; è stato diffuso materiale di documentazione; è stata chiesta la partecipazione della Campagna Kossovo al colloquio internazionale I paesi dell'Est tra transizione pacifica ed esplosione dei conflitti promosso dalla Regione Veneto.

Dal 1995 al 1997 è stato realizzato il progetto Ambasciata di Pace a Pristina per:

  • stabilire contatti con i leader e i gruppi di base non violenti e svolgere azioni di mediazione tra la popolazione sia albanese che serba;
  • sviluppare rapporti di conoscenza e collaborazione tra alcune Università italiane e le Università di Belgrado e Pristina;
  • svolgere azione di monitoraggio.

Questo progetto è stato finanziato dalla Campagna internazionale per l'obiezione di coscienza alle spese militari e il prof. Alberto L'Abate dell'Università di Firenze, che ne è stato l'ideatore e il principale realizzatore, è stato invitato per due volte a Bruxelles dal gruppo dei Verdi del Parlamento Europeo per parlare di questa esperienza.

Nel 1996 la Campagna ha inviato un dossier informativo a tutti i componenti delle Commissioni Esteri di Camera e Senato insieme ad un appello in cui si chiedeva che il Parlamento invitasse Rugova e i rappresentanti dei principali partiti politici del Kossovo e offrisse la mediazione italiana per l'avvio di concrete trattative di pace. Inoltre ha stampato cartolina

10.000 cartoline che sono state spedite al Ministro degli Esteri italiano e al Presidente del Consiglio d'Europa con la richiesta di impegnarsi per affrontare nelle sedi istituzionali la risoluzione pacifica del conflitto in Kossovo e la difesa dei diritti umani in quella regione. Alle iniziative di carattere politico si sono affiancati interventi umanitari come adozioni a distanza di famiglie, gemellaggi tra scuole, aiuti all'associazione paraplegici del Kossovo che assiste disabili albanesi e serbi.

Nel 1997 sono stati diffusi il documento-appello Lotte non violente a Belgrado e in Kossovo e il comunicato stampa Urgenza di un intervento europeo civile non armato anche per gli albanesi di Kossovo, Macedonia e Montenegro; è stata allestita e presentata in diverse località una mostra fotografica, in pannelli e diapositive, sulla esperienza della lotta non violenta del popolo kossovaro; il 10 ottobre è stata organizzata una manifestazione Roma

manifestazione a Roma, alla quale hanno partecipato oltre 300 kossovari, provenienti da tutta Italia, per chiedere una risoluzione giusta e senza armi del conflitto.

Nel 1998 la Campagna ha invitato alcuni leader del movimento degli studenti che hanno tenuto incontri in diverse città italiane e ha organizzato a Bolzano, con il patrocinio dell'omonima provincia autonoma, un seminario al quale hanno partecipato cinque ONG europee. Durante le elezioni parallele del 22 marzo ha inviato in Kossovo un gruppo di volontari che ha svolto azione di monitoraggio e, in occasione dell'incontro a Roma del Gruppo di contatto, ha stilato un documento indirizzato alle competenti istituzioni italiane, in cui si ribadiscono proposte concrete per la risoluzione pacifica ed equa del conflitto. Ha collaborato alla stesura del progetto umanitario della Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti di Firenze (COSPE) che è stato attuato fino allo scoppio della guerra. Ha aderito, con l'invio di 5 volontari, alla marcia per la pace

marcia della pace a Pristina del 10 dicembre (progetto I Care) organizzata dalle associazioni Papa Giovanni XXIII, Beati i Costruttori di Pace e Pax Christi. Ha partecipato al corso di formazione La diplomazia è nostra, ruolo dei cittadini nella risoluzione dei conflitti internazionali promosso dalla sede di Padova del Movimento Internazionale della Riconciliazione, e al convegno internazionale Il Kossovo tra guerra e soluzioni politiche del conflitto promosso dall'Università di Lecce.

Nel 1999 ha redatto l'appello Kossovo: responsabilità della comunità internazionale nella degenerazione del conflitto e urgenze per una soluzione pacifica, che è stato inviato ai responsabili della conferenza di pace di Rambouillet e all'ONU e ha mantenuto contatti con partiti, personalità e gruppi che in Kossovo non hanno abbandonato la non violenza. Dopo il conflitto armato, avendo deciso di continuare ad operare in Kossovo per promuovere il dialogo e la riconciliazione, ha assunto l'attuale denominazione, ha organizzato in Italia un campo di formazione alla non violenza e ha elaborato il Progetto di appoggio alle locali ONG per capacitarle al dialogo, alla riconciliazione interetnica e alla promozione e protezione dei diritti umani, cui hanno partecipato anche operatori dell’OSCE, e  tuttora in corso (vedere rapporto-programma riportato di seguito); i fondi  per realizzarlo sono provenuti dalla Campagna internazionale di obiezione di coscienza alle spese militari, dal fondo OPM (otto per mille) della Chiesa Valdese, da alcune istituzioni cattoliche e da libere sottoscrizioni .

Nel 2000, a febbraio, è stata avviata la prima fase, con  l'apertura a Pristina per tre mesi del Centro per l'amicizia tra i popoli per attivare o riprendere i contatti (interrotti a causa della guerra) con i gruppi di base democratici e con i leader culturali, politici e religiosi, e per elaborare uno studio di fattibilità sulle iniziative da attivare. La somma necessaria alla realizzazione di questa prima fase è stata reperita grazie alla generosità della Caritas di Aosta, della Diocesi di Alba (CN), di alcuni privati, mentre il Comune di Riccione ha donato un'automobile e il Comune di Palermo, in base alla normativa vigente, ha distaccato un suo dipendente che da anni collabora con la Campagna, per svolgere servizio di volontariato nell'ambito del progetto.

Nel 2001 e 2002, due delegazioni si sono recate in Kossovo per visitare diverse realtà in cui erano attive esperienze di riconciliazione interetnica e sono stati avviati il Progetto di scambio interscolastico e il Progetto di solidarietà con la parrocchia di Bice/Vitina, coordinati dalla Campagna Kossovo ma elaborati e realizzati rispettivamente dal Centro “D.Sereno Regis” di Torino e dalla Diocesi di Alba (CN). Il primo si conclude nel prossimo marzo 2003 con incontri in Kossovo tra la delegazione di alunni italiani (due classi del Liceo Scientifico di Aosta) e le due classi (una albanese e una serba) di due scuole superiori di Pristina; il secondo sostiene esperienze di riconciliazione interetnica in atto nel territorio e ha in atto aiuti umanitari ad un ambulatorio sanitario.

Nel 2003 la CK prosegue l’attuazione del Progetto di appoggio alle locali ONG per capacitarle al dialogo, alla riconciliazione interetnica e alla promozione e protezione dei diritti umani, che ha preso il nome di Progetto per la continuazione di training per trainers al dialogo interetnico e alla riconciliazione e continua a coordinare due progetti di solidarietà: uno promosso dalla diocesi di Alba (CN) nella parrocchia e nelle città di i Bice/Vitina (iniziative di riconciliazione e sostegno al locale centro santinario), e una di scambio culturale promossa dal Centro “D.Sereno Regis” di Torino e dal Liceo scientifico di Ivrea; a gennaio e febbraio ha svolto due azioni di sensibilizzazione a livello istituzionale inviando un documento alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato (sui persistenti problemi del Kossovo), che costituirà materia di un’interrogazione parlamentare, e il libro “Kossovo: una guerra annunciata” ai presidenti e ai membri delle medesime commissioni oltre che alle massime autorità dello Stato, come stimolo di riflessione sul pericolo di guerra in atto.

In tutti questi anni di attività, 5 pubblicazioni e 3 dossier sono stati pubblicati da o con la partecipazione della Campagna Kossovo:

· Salvoldi-Gjergji “Resistenza nonviolenta nella ex Jugoslavia…” EMI 1993

· Agesci “Kossovo, dalla riconciliazione alla nonviolenza” 1995

· Progetto Ambasciata di pace “Kossovo, per non dimenticare e per prevenire il conflitto armato”, 1996

· A.L L’Abate “Kossovo, attività e proposte per  la mediazione e la risoluzione nonviolenta”, 1997

·      “    “Prevenire la guerra in Kossovo per evitare la destabilizzazione nei Balcani”, La Meridiana 1997

· AAVV “La diplomazia è nostra”, Padova 1998

· T.Benedikter “Il dramma del Kossovo” , Datanews 1998

· P.Fumarola – G.Cartelloni “Il Kossovo tra guerra e soluzioni politiche del conflitto. I Care!”, Sensibili alle foglie 2000