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Intervista al Dott. Riccardo Orioles

di Salvatore Mica (Indymedia)
27 agosto 2003 - Salvatore Mica

R : Riccardo Orioles
S : Salvatore Mica


R : […] Tutta questa cosa qui dell'intervista di Ciancio…Mi sono divertito molto a leggere! Servono cose così: "scientifiche", non incazzate, capisci? Oltretutto nel frattempo nella famiglia Ciancio succiriu casino (ndA: è successo un litigio), no? Ad un certo punto, alcuni anni fa si era creata un ' ala con la figlia di Ciancio…Credo Angela

S : Si: Angela Ciancio

R : Che aveva cercato di riprendere l'azienda e aveva in realtà recuperato alcuni ex compagni che le avevano fatto un ottimo lavoro soprattutto nel multimedia, tipo Escher questa gente qui…Molto pericolosi. Ora praticamente è tornato tutto in ordine, in particolare questo (Domenico Ciancio Ndr) è il caporale di sua sorella adesso, l'ala destra diciamo che ha ripreso il sopravvento.[…] Comunque…Sotto il profilo strettamente aziendale - editoriale Ciancio è…Un 'editore bi partisan. Tanti anni fa quando Berlusconi cercò di scalare per la prima volta "Repubblica", fu speronato da Ciancio. Perché Ciancio aveva una piccola quota di minoranza nell'editoriale "Espresso" il 3% mi pare. Per via di giri di massoneria soprattutto. Questo 3% per ironia della sorte divenne determinante, Ciancio si schierò con Caracciolo contro Berlusconi. Più di recente, quattro cinque anni fa, fece società con Romiti, l'ex fiat. Con Romiti mise in piedi da almeno cinque anni una società di multimedia che per un periodo di tempo rimase in fondo poi cominciò a produrre Mai Tv a Milano. Che è una cosa grossa. E poi Ciancio come sappiamo diventò presidente della Fieg. E' interessante notare che è diventato presidente all'unanimità.Ha avuto un solo voto contrario, quindi è stato sostenuto da Romiti, da Caracciolo e dalla Fininvest. Un punto d'incontro. Quando salì Berlusconi ora, Ciancio ha avuto un suo ruolo in questo senso cioè…Ti ricordi che c'è stata la polemica Agnelli - Berlusconi? Prima che salisse Berlusconi...

S : Si, certo

R : Poi la polemica si sgonfiò. Evidentemente avevano già fatto un' accordo. E si sgonfiò tanto che ad un certo punto addirittura si parlò ufficialmente del genero di Agnelli come possibile ministro di Berlusconi. Quello che era alla Ferrari, no? Berlusconi vince le elezioni fa un governo e però c'è la sollevazione del popolo ferrarista. Al che quello molto dispiaciuto disse "purtroppo non posso andare al governo" (ride). E immediatamente dopo 48 ore viene nominato Montezemolo nuovo presidente della Fieg. Interessante questa cosa qui! Come presidente della Federazione Editori tu sei incompatibile con un qualunque incarico politico,no? Quindi se tu vai alla Fieg in ogni caso non puoi andare a fare il ministro di chicchessia. Secondo: 'Sta nomina avvenne in 48 ore! Cioè uno dice "Vorrei fare il presidente della Fieg" "Si accomodi!". Terzo punto - e questo è molto strano - lui ottenne un'altra volta l'unanimità. La Fieg raramente è unanime. La Fieg gestisce interessi precisi. L'Ansa è della Fieg,per dire…E invece no, stranamente nessuno fece casino contro Agnelli ne Caracciolo ne Berlusconi ne Romiti. Questo Montezemolo evitò la posizione mediatrice di Ciancio. Quarto ed ultimo punto: questa operazione è molto veloce - 48 ore - da che doveva fare il ministro a che è diventato della Fieg. In 48 ore è strano che sia passata la candidatura all'unanimità ma è altrettanto strano che nelle stesse 48 ore Ciancio si mette educatamente da parte e pacificamente dice "s'accumudasseru"(ride). La mia ipotesi è che queste traversie Berlusconi - Agnelli, Ciancio abbia avuto un ruolo importante, di mediazione o di che altro. Perché queste trattative potessero andare avanti c'era bisogno dell'assenso di Ciancio che dice "Vabbè quando è io mi alzo e me ne vado." E per tutto il governo Berlusconi Ciancio ha goduto di ottima salute, mantenendo la sua tradizionale posizione "super partes" un po' con Bianco un po' con la destra…Cioè senza scontentare nessuno. Improvvisamente quasi un anno fa, Ciancio comincia a perdere colpi: si fa un altro consiglio della Fieg e lui viene completamente escluso, è l'unico editore italiano a cui non viene data una minchia (ndA: non viene dato nulla)! Tutti gli altri hanno avuto chi questo chi l'altro incarico lui proprio è andato fuori. Secondo: Lui aveva in corso la scalata del mattino di Napoli, improvvisamente lo mandano a fare in culo. Terzo : entra in crisi con il "Gazzettino di Bari" e nessuno lo aiuta, tanto che il "Gazzettino di Bari" prima licenzia e poi passa di proprietà. En Passant il manager di Ciancio al Gazzettino finisce anche sotto processo. E poi un paio di episodi minori: Nell'inserto del Corriere escono un paio di pezzi antipatizzanti verso Ciancio, uno dei quali fa riferimento addirittura al suo grande interesse per i reperti archeologici. Infine si sfalda l'alleanza con Romiti. Ciancio come editore è passato in otto mesi dalle stelle alle stalle. Nel senso che ad Aprile - Maggio lui era l'ago della bilancia, comunque un personaggio importante di mediazione fra Agnelli e Berlusconi, poi era nel buco del culo (ndA: non valeva nulla). Come editore dico, non come politico o come altro…Ufficialmente dico. A questo si aggiungono le traversie della sua impresa editoriale ma questa poi è un'altra storia.[…] Contestualmente a questo ci sono stati casini all'interno della famiglia di Ciancio, quella storia di…

S : Angela?

R : Si. Questo probabilmente saranno cazzi loro. Per il resto no, il resto è oggettivo e anche macroscopico, voglio dire non è mai successo che improvvisamente da che uno è presidente della Fieg a che lo cacciano come un cane,no?

S : Secondo te perché?

R : A me non piacciono le ipotesi strane o campate in aria.
Ipotesi a) Imprenditoria. Potrebbe essere stato un periodo di grande sfiga!
Ipotesi b) Qualche vecchia mina vagante è tornata a galla, in due direzioni, uno alle cose che gli stanno andando contro vento quindi per esempio la questione del "Gazzettino di Bari"…Dell'incriminazione del suo manager, però mi sembra strano perché di solito in Italia la gente non si spaventa se ti mettono un manager in galera! Oppure può essere anche un'altra cosa, può essere che in tribunale periferico ad un certo punto spuntano cose contro di lui per reati minori ma…Probabili, per esempio qualcosa sul traffico dei reperti archeologici di una ventina d'anni fa. E può essere che la sua barca ha cominciato ad affossare. Perché ognuno si spaventa di essergli troppo vicino. Ma questa è solo un'ipotesi. Potrebbe essere anche fisiologico. Ma mi sembra troppo per essere fisiologico. Troppa sfiga! Come storie grosse, storie di mafia che sono uscite fuori non credo…Ne hanno coperte di peggiori. Quello del Gazzettino era uno scandalo però non era una cosa tale da doverlo penalizzare più di tanto.

S : Qual è la storia del Gazzettino?

R : Ad un certo punto il manager del gazzettino va sotto processo per intrallazzi vari, lui è un catanese comunque. Ma non per storie legate al gazzettino.[…] Questo era incriminato a Catania per la questione del Garibaldi (ndA: un importante ospedale di Catania).[…]Lui manager ne ha pochi, prima aveva il padre di Merlo quello che ora scrive su Repubblica, che era molto bravo, poi ne ha tre quattro, uno di questi è finito sotto processo. Ma questo fatto non credo che possa causare tutto…Anche perché tutte le storie di Ciancio in un modo o nell'altro vanno a finire sotto copertura, compresa la questione del Garibaldi - caso Catania. Io ho sperimentato che in questo caso lui ha avuto copertura sia da Repubblica che dall'Espresso quindi il gruppo Caracciolo. Quindi non può essere per questa ragione…Penso che a monte ci sia qualcosa, magari qualcosa di fesso,non sotto i riflettori, che possa averlo bloccato. C'è un inchiesta a Perugia, su sti traffici suoi…La classica inchiesta babba fatta da un magistrato a cui non frega niente di Ciancio…Pero c'è l'ha la. Ed è difficile fermarla proprio perché è una fesseria. Come la storia di Al Capone che poi l'hanno fermato per evasione fiscale! Comunque secondo me lui (Ciancio Ndr) come imprenditore nell'ultimo anno presenta elementi che possono suscitare curiosità giornalistica. Ufficialmente quindi.

S : Ufficialmente quindi è in calo…Certo interessante sarebbe chiedergli il perché.

R : Lui è in calo da un sacco di tempo ormai. Ciancio i soldi non li ha fatti con il giornale ma con i libri. Tu hai mai visto quei libriccini tipo " Etna : storia del vulcano" quelle minchiate li?

S : Si

R : Ecco. Lui faceva questi libri e poi Merlo - padre gli e li faceva comprare dalla regione siciliana e dalle amministrazioni pubbliche e quello è un bell'incasso.

S : Prima che diventasse direttore del"La Sicilia"?

R : Anche durante. "La Sicilia" è stata attiva verso il '96-'97. Ha avuto un momento difficilissimo nel '93 quando noi dovevamo fare il quotidiano, perché le loro aziende di pubblicità erano andate male. Quindi è stato in questi anni in calo, ma ormai "La Sicilia" vendeva assai,no? Scoperto di pubblicità ma con il boom che si allargava sempre di più. Poi è riuscito ad entrare grazie a Romiti, in Pubblikompass. Nel '97-'98 è riuscito a sopravvivere a tutti i cambiamenti politici navigando molto bene, favorito anche dal fatto che a Catania il centro sinistra era Bianco per cui la sopravvivenza era facilissima. Ora non so…Mi dicono che c'è crisi a Telecolor,però non so se è vero. La Sicilia galleggia, hanno migliorato il giornale, hanno fatto restyling…

S : Benanti mi aveva detto che con te avrei dovuto approfondire il legame "La Sicilia" - mafia e Ciancio - "I Siciliani"

R : L'abbiamo avuto sempre come avversario. E' forte. Loro hanno fatto copertura alla Mafia, ora si sono"civilizzati" ma ci sono stati almeno quattro episodi in passato di copertura, proprio copertura ufficiale, alla mafia:[…] Due pentiti vennero fuori sull'omicidio Fava ed uno lo intimidirono pubblicando nomi cognomi indirizzo ecc…Quello poverino si dileguò. Ed un altro di recente che accusava Graci a cui loro fecero una campagna di disinformazione tecnica, loro pubblicarono cioè che questo diceva un sacco di cazzate,che aveva dato altre testimonianze che non aveva mai fatto…E' chiaro che la sua credibilità era diventata zero. Loro furono salvati dal fatto che morì Graci perché noi avevamo contrattaccato, bene anche, con la morte si estingue ogni reato.L'inchiesta è rimasta arenata

S : Graci era il presunto…

R : Graci era un costruttore catanese che secondo noi aveva a che fare con la morte del direttore e che comunque il pentito in questione esplicitamente accusava, un certo Avola, diceva chiaramente "Fu Graci".Ci fu questo scontro, poi Graci è morto e con lui è morto il procedimento. Quindi le dichiarazioni del pentito in ogni caso non erano probanti e quindi è finita. Ma comunque ci sono moltissime cose: l'esempio del necrologia di Montana è agghiacciante perchè c'erano riferimenti alla mafia e quindi non venne pubblicata. Oppure quella volta in cui quella ragazza aveva scritto di Ercolano e lui gli fece trovare Ercolano in redazione…

S : Me ne aveva parlato Benanti, il fatto che avevano rimproverato il redattore perché…

R : Si,l'ha rimproverata davanti al mafioso! Qualche anno fa c'era questa apertura diciamo…Che però si è interrotta, non ha portato da nessuna parte. Lui è un uomo molto intelligente per altro.

S : Perché lo pensi?

R : Intanto perché ce l'ha messa nel culo per tutti questi anni a noi e a tutta Catania. Secondo perché lui ha un ruolo molto superiore a quello dell'imprenditore locale questo credo che sia un fatto di massoneria, lui però non appartiene alla massoneria ufficiale.Poi perchè è colto. Per esempio la sua perversione è l'archeologia oppure per esempio quando è uscita l'enciclopedia di Voltaire, Diderot, quella classica diciamo…Fu l'unica a comprarla sotto Roma. E' un personaggio strano. E' molto più sveglio dei politici catanesi, io credo che l'abbiamo sempre sottovalutato, credo io stesso.Ha un ruolo molto più pesante e meno "catanese" di quello che noi gli attribuivamo.

S : Quando parli della massoneria ti riferisci ai rapporti che aveva con i cavalieri del lavoro negli anni '80?

R : No.Quella è un'altra storia. Per massoneria sono successi molti casini,massoni deviati, queste cose qui io penso che sia stata operata un'infiltrazione in alcuni settori di massoneria….Mettiamo che io sono brigatista e devo fare la colonna di brigatisti a Catania, reclutiamo gente e facemu i brigatisti,però a catania non ci sono brigatisti ma c'è "Potere Operaio", che non fa la lotta armata però usano le molotov per esempio inoltre hanno un'ideologia decisamente nemica della questura,no? Allora tra il motivo culturale e tra un motivo pratico - cerchiamo di non farci acchiappare per 'ste molotov- noi siamo organizzati in maniera compartimentata. Noi quindi condividiamo una piccola parte di valori, e siamo obbligati a condividere delle tecniche di compartimentazione e di segretezza, perché in realtà potere operaio è clandestino.Non sono pericolosi, sono quattro cretini, ma sono quattro cretini che si vogliono passare il piacere di buttargli le molotov nelle vetrine. Da questo punto di vista sono obbligati però ad essere clandestini come se dovessero fare saltare in aria mezza città. Infine alla fine se tu gli dici "Ah i poliziotti sono delinquenti!" qua e la, loro ti accolgono con grande piacere,tu ti infili in "Potere Operaio" zitto zitto, alla prima occasione commetti un atto terroristico, per esempio dal corteo parti e ammazzi ad uno, a questo punto esce fuori la storia primo:che hai ammazzato quello li, secondo : hai compromesso tutti quelli di Potere Operaio,loro all'interno possono anche darti dello stronzo ma dall'esterno ti devono proteggere, perché tu eri nel corteo di Potere Operaio!Quindi se tu la pigli in culo la pigliano in culo anche loro. Lo possono fare perché sono già compartimentati. Hanno la capacità di estendere la protezione con cui si stanno difendendo, loro si difendono per le minchiate, tu ti difendi per le cose gravi. Però tecnicamente funziona, sei a posto. A partire da quel momento tu hai un certo peso sopra potere operaio primo: perché hai avuto il coraggio di sparare, secondo: tu li hai compromessi, non so se rendo l'idea.,li puoi vendere alla questura, li puoi minacciare, quindi visto dall'esterno io che sto indagando su questi di potere operaio che fanno ste minchiate non riesco a collegare con i brigatisti, al massimo dirò "A Catania c'è una sede di Potere Operaio particolarmente estremista". Invece è un 'altra cosa, "Potere Operaio" è ininfluente, l'unica cosa è che c'è un brigatista dentro potere operaio che non dipende dalla sede nazionale di Potere Operaio, ma dai Brigatisti!Infiltrato…La massoneria è una cosa che più babba non può essere.Prima della P2 c'era la P1 ovvero la loggia "Propaganda 1",Giosuè Carducci per intenderci, ovvero quattro babbasunazzi.

Qui c'è un grosso stacco, dovuto alla mia inesperienza tecnica. Comunque la discussione concerneva ciò che Orioles pensava della massoneria; nulla, quindi, a che fare con Ciancio. Si riprende parlando in generale di Mafia.

R :[…] A Palermo si è avuto un potere decisamente vischioso. Negli ultimi decenni era schiettamente mafioso ma anche prima quando la Mafia restava in campagna, avevi quelle venti famiglie che erano come un blocco,no? E viceversa a Palermo si è sempre avuto una forte opposizione. Ovvero un forte partito comunista dal dopo guerra in poi. O sono comunisti o sono equiparati, oppure fanno parte di quelle venti famiglie. C'è un muro che taglia nettamente Palermo, che ti posso dire? L'alberghieria ed il cantiere navale sono due cose nettamente diverse.

S : Sono ambienti a tenuta stagna…?

R : Anche il sindacato…Ora il sindacato s'è sputtanato ma per altri motivi. Quello che voglio dire è che se ti iscrivevi al sindacato dovevi rinunciare ad una serie di cose culturali, parenti che non ti salutano più.Per esempio. A Catania no. A Catania non c'erano confini. Era una mafia meno evidente ma il sistema di potere era quello e non si poteva fare nulla,non c'era nulla al di fuori di questo mondo. Oltretutto qui l'opposizione non c'è qui il partito Comunista ha sempre fatto ridere.[…]Io mi sono sempre ritenuto un moderato,non ho mai voluto tutto e subito,ma ho visto cose…Scandalose!(Ride)Il sindacato da Costanzo (ride ancora)era un qualcosa di…Erano i capi cantieri di Costanzo, mafiosi temibili, che erano anche esponenti della CGIL e degli altri sindacati!

S : Quindi praticamente non c'era sindacato…

R : C' era ma…Molto molto molto debole…Perché Catania come storia di sinistra ha le campagne e non le città, Adrano, Paternò,ma Catania città non ha una storia molto brillante dal punto di vista della sinistra…A Palermo no, era un po' come Napoli.

S : Devi scusarmi per la mia ignoranza…

R : No, no! Dimmi pure…

S : Quando dici che Ciancio non era inizialmente implicato con la Mafia…

R : A Catania i mafiosi erano Costanzo e Graci, di cui Costanzo era un coglionazzo che era probabilmente formalmente di cosa nostra ma non era uno importante. Graci invece si, Graci era uno importante è venuto da Agrigento con un grosso pacchetto di protezioni mafiose molto importante. Costanzo invece no, Costanzo era un delinquente più delinquente degli altri che quindi diventò mafioso. Mentre sia Rendo che Finocchiaro nascono come imprenditori. Rendo fece i soldi con la ricostruzione del Belice. Lui ebbe i soldi dalla Regione che era ovviamente in mano a Cosa Nostra.Il fatto è che Catania già allora era molto molto più vivace di Palermo, a Palermo gli appalti erano presi da mafiosi si, ma da mafiosi che erano grandi per Palermo, non in generale, Rendo era uno che era grande proprio!Aveva ricostruito tutto il Belice. Costanzo aveva fatto la metropolitana di honk kong.[…] Palermo era lenta e Catania era veloce, a Catania i soldi giravano mentre a Palermo giravano solo quelli dei politici.


La discussione con Riccardo Orioles proseguirà ancora a lungo, ma verterà principalmente sull'evoluzione della Mafia in Sicilia; seppur ritengo che le opinioni di Riccardo Orioles su quest'argomento siano di enorme interesse, ho dovuto tralasciarle per evidenti ragioni di spazio e di pertinenza con l'argomento preso in esame.

Chiudo questo studio su Ciancio, evitando giudizi di valore o facili conclusioni.
Ringrazio Orioles, Benanti e Domenico Ciancio per la disponibilità concessami.

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