Catena di Sanlibero

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Catena di SanLibero n. 250

27 settembre 2004 - Riccardo Orioles (giornalista antimafia)

La foto delle due ragazze - un primissimo piano dei due visi, uno verso
l'altro, due sorrisi - ricalca esattamente quella famosa di Falcone e
Borsellino. E, come quella, e' ormai un'icona popolare: le facce
normali, l'ironia, l'amicizia, l'essere in due - tutto parla
esattamente come allora. Nel caso dei due amici giudici, c'era la
maturita' di due quarantenni, due uomini come da ragazzi si vorrebbe
diventare. Sconfitti sul piano immediato (tradita l'antimafia,
rinvigliacchito il popolo siciliano) essi pero' vinsero sul piano della
storia profonda. Tutta una generazione, in un certo senso, si formo' su
quella foto; se non tutta, nella sua parte egemone e civile. Molti
trentenni che oggi s'incontrano nei movimenti, nella societa' civile o
semplicemente nelle professioni, *sono* Falcone e Borsellino; non
sarebbero mai nati, senza quella foto. E questo fu il punto d'arrivo di
dieci anni, dall'83 in poi, in cui da una societa' apparentemente
normalizzata e rifluita sgorgo' improvvisamente il movimento antimafia,
la prima contestazione civile di massa dopo il Sessantotto.
Cosi', questa foto tranquilla, di due ragazze qualunque - bisogna
leggere la didascalia per sapere di che si tratta - e' in realta' il
punto di coagulo di un processo lungo e profondo. Come il "common
sense" antimafioso, anche il pacifismo di ora non e' affatto
improvvisato. Comprende valori antichi, a volte contadini (Placido
Rizzotto, don Milani) e trend postmoderni, da seconda urbanizzazione e
nuova borghesia. Si traduce alla fine in visi comunissimi, "banali", in
cui la medieta' delle emozioni e' pero' a un livello alto e nuovo, e
segna uno spartiacque fra il dopo e il prima. La pace, ma anche la
novita' delle donne che hanno completato il percorso e sono a pieno
titolo in prima fila. Rassicuranti e solide, persone da imitare e
seguire, esattamente come i due quarantenni coi baffi della generazione
prima.
Io ho incontrato Falcone e Borsellino parecchie volte, in questi anni.
In Veneto, in Sicilia, a Bologna, a Roma - quanti giovani uomini ho
visto che lo erano, senza saperlo. E chi e' piu' fresco di me e ha gli
occhi aperti ora non avra' difficolta' a riconoscere, io penso, le
centinaia di Simone di ogni giorno. Il mondo cambia, gli esseri umani
cambiano, cambia l'approccio umano e, per quanto insolente e
incredibile possa sembrare dirlo qui e ora, cambiano complessivamente e
alla lunga avanti e in meglio.
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Gheddafi e' diventato democratico e questa, naturalmente, e' una gran
bella notizia. Ci aiutera' a fermare gli emigranti, rifinanziera' la
Juventus, verra' alle feste dei Vip in Costa Smeralda: s'e'
civilizzato, insomma. Personalmente, ho sempre pensato che Gheddafi,
piu' che un tiranno fanatico, sia sempre stato un capopopolo goffo e un
po' cialtrone. Ai primi degli anni Ottanta, la Sicilia era piena di
emissari libici che offrivano largamente denari a chiunque volesse
parlar bene di lui sui giornali. A noi dei Siciliani offrirono cento
milioni, in cambio di un'articolessa sulla bonifica del deserto sirtico
o qualcosa del genere. L'emissario, che era un giornalista catanese, fu
sdegnosamente respinto. Devo ammettere tuttavia che a volte, quando non
c'erano i soldi neanche per le fotocopie, ci rinfacciavamo a vicenda di
non aver accettato tutti quei bei denari.
Un giorno, dall'emissario catanese di Gheddafi, si presenta un altro
giornalista catanese. Ma non come giornalista, in questo caso, bensi'
come capo di un movimento rivoluzionario siciliano, volto a liberare
con le armi il generoso popolo di Sicilia dall'okkupazione italiana e a
far riprendere all'isola il suo giusto posto fra i popoli del
Mediterraneo. Purtroppo, le contingenze storiche non permettevano
l'immediata realizzazione dell'obiettivo. Nell'attesa, i patrioti
siciliani - frementi di sdegno rivoluzionario e ma non privi di
disciplina - intendevano offrire il loro braccio a pro' di un popolo
oppresso, uno qualunque: i libici, i palestinesi, chiunque. Si sarebbe
formata una Brigata Siciliana all'estero e il mondo avrebbe veduto
quanto valesse il coraggio siculo. D'altronde, e' quanto avevano fatto
Santorre di Santarosa, Lord Byron e lo stesso Garibaldi, valorosi
combattenti per la liberta' dei popoli che non s'erano lasciati
smontare da qualche difficolta' materiale.
A questo punto, il nostro rivoluzionario tira fuori un fascio di
fotografie, in cui si vedono due dozzine di giovanotti, la maggior
parte in mimetica e qualcuno senza, che sgambettano su e giu' per le
sciare (le colline laviche), con grinte militaresche ma ahime'
senz'armi. Questo era il nucleo della Prima Brigata, uomini scelti,
pronti a combattere e a morire ovunque. Purtroppo, per le armi
mancavano i soldi. Certo il governo libico, l'amico dei popoli, il
colonello... Dopo un paio d'incontri, i libici (altri emissari, giunti
appositamente da Tripoli) stanziarono un po' di dollari, che
consegnarono fiduciosamente al nostro. "Ci rivediamo in Palestina!".
Il catanese parti' invece per Parigi, dove si dette alla bella vita. Al
sesto mese, torno' tranquillamente a Catania, dove nessuno - i libici
men che mai - gli dette la minima noia. Al massimo, quando ogni tanto
s'incontravano in qualche occasione mondana, l'agente di Gheddafi lo
fissava, senza salutarlo, con malinconia.
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Cultura. Catania. Presentato il libro di Salvo Barbagallo "L'avvenire
che non venne. Una storia di Sicilia dall'avvento del fascismo sino
agli impenetrabili misteri dei giorni nostri". Hanno presenziato il
presidente della provincia Raffaele Lombardo ed altri rappresentanti
delle Istituzioni. Intervenuti giornalisti avvocati e intellettuali.
L'autore, vent'anni fa, era stato chiamato in causa da un pentito
nell'ambito del background dell'omicidio Fava ma scagionato insieme ad
altri giornalisti ed editori, tutti indagati per favoreggiamenti,
violazioni del segreto istruttorio ecc.
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Sicilia. Ondata di intimidazioni e minacce contro numerosi
amministratori di centrosinistra (Crocetta a Gela, Scala ad Alcamo,
Merlino e Giunta a Termini, Di Girolamo ad Altofonte, Fricano a
Bagheria) colpevoli a vario titolo di attivita' antimafiosa. Dei leader
nazionali, l'unico a segnalare la gravita' del fatto e' stato
l'antipatico D'Alema. La vicenda viene peraltro seguita con attenzione
dai vertici governativi, fra cui si diffonde la preoccupazione di una
possibile revoca del patto fra Mafia e Stato con cui la prima si
impegnava a non commettere piu' stragi eccessivamente sanguinose e il
secondo a concederle un congruo numero di attivita' economiche sul
territorio.
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Ordine. Milano. Non sono stati nemmeno interrogati i quattromila e
duecento tranvieri condannati in massa per gli scioperi dell'anno
scorso. Il motivo del mancato interrogatorio consiste nella perdita di
tempo che, il numero degli interrogandi avrebbe causato
all'amministrazione della giustizia. E' stato pertanto deciso di
condannarli collettivamente e per decreto. L'ultimo precedente analogo
risale al tribunale istituito per ragioni analoghe, sempre a Milano,
dal generale Beccaris nel 1898. Stavolta tuttavia non e' stata
comminata alcuna fucilazione e agli scioperanti e' stata lasciata la
scelta fra il carcere e una forte multa.
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Economia 1. Il milione di posti di lavoro. Secondo il Ministero delle
Attivita' Produttive le imprese italiane, al gennaio 2004, di posti di
lavoro ne hanno creato non un milione ma addirittura un milione e
centomila. disgraziatamente tutti questi posti non sono stati creati in
Italia, ma all'estero: il trentacinque per cento in Romania, Ungheria,
Slovacchia e altri nuovi paesi europei, e il sessantacinque per cento
direttamente fuori dell'Europa. Diversi esponenti industriali (Illy,
Zoppas, Carraro) hanno recentemente dichiarato che "la fuga delle
imprese non dev'essere demonizzata" e che la delocalizzazione delle
attivita' produttive e' una forma di modernita'. La Zoppas, ad esempio,
ha appena esuberato seicentoventi operai in Italia per aprire nuove
fabbriche in Cina. Tutto questo, naturalmente, e' colpa di Berlusconi e
la prima cosa che fara' il centrosinistra sara' di rimproverare questi
industriali poco patriottici e persuaderli a riportare le loro
fabbriche in Italia. No?
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Economia 2. Secondo un'indagine Mediobanca, la maggior parte dei
movimenti di Borsa degli ultimi dieci anni sono serviti essenzialmente
a privatizzare beni pubblici dismessi - anche a costo di massicci
indebitamenti delle imprese - e non a finanziare attivita' produttive.
In queste ultime sono stati investiti circa duecento miliardi di euri,
ma le partecipazioni alle privatizzazioni ne avrebbero invece assorbiti
ben duecentocinquanta (di cui oltre novanta di debiti). Tutto cio' al
lordo, considerando cioe' degli investimenti ancora s/tanziati (non
ancora gravati cioe' dalle tangenti e regalie modello Tanzi) e non gli
stessi investimenti gia' tanzizzati.
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Economia 3. Rotolando rotolando, il petrolio e' arrivato a quarantanove
dollari al barile. Prezzo record della benzina in Italia.
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Economia 4. E' di dieci centesimi ogni mille euro circa di spesa -
secondo i conteggi degli istituti di ricerca - il "risparmio"
effettivamente concesso dai supermercati con la grande campagna "prezzi
bloccati" di settembre.
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Forze Armate. Quelle della Regione Siciliana, come di altre regioni
devoluscionate, consistono in un Corpo Forestale che veglia sulla
sicurezza delle patrie foreste contro qualunque nemico. Purtroppo,
nonostante gli sguardi avidi che da ogni parte si tendono sulle nostre
Patrie (siciliana, padana, ecc.) i responsabili del Corpo non hanno
ancora provveduto a dotare le loro truppe ne' d'artiglieria pesante ne'
di cacciabombardieri. Con quali risultati, in caso d'invasione svizzera
o tripolina, e' facile prevedere.
In Sicilia, i fondi stanziati per la difesa sono stati invece investiti
nell'istituzione di un apposito Ufficio del Cerimoniale del Corpo delle
Guardie Forestali. Esso e' preposto all'organizzazione delle parate,
allo scambio di ricevimenti con le Ambasciate delle altre regioni,
all'esecuzione solenne dell'Inno Siciliano, all'addobbo degli alberi di
natale, alla celebrazione delle Festivita' Civili e Militari dell'isola
e in genere a tutte le forme di rappresentanza di cui una Regione cosi'
importante non puo' fare a meno. Responsabile dell'Ufficio e' stata
nominata la N.D. Colonnella Maria Cristina Speziale, gia' assessoressa
all'agricoltura del governo Cuffaro e consorte del capogruppo Ds al
Parlamento Siciliano don Calogero Speziale. Nessuna divisione di
partito di fronte all'onore di servire le gloriose Forze Armate
Siciliane.
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Donne. Le violenze domestiche sono la prima causa di morte delle donne
fra i 16 e i 44 anni in Europa, piu' degli incidenti stradali e dei
tumori. La percentuale di donne seviziate in famiglia oscilla, a
seconda dei paesi, fra il venticinque e il cinquanta per cento. Record
in Portogallo, dove il cinquantadue per cento delle donne dichiara di
aver subito violenze dal marito. In Germania i casi di donne
assassinate dai conviventi sono circa trecento l'anno, quasi una al
giorno. Una ogni tre giorni in Inghilterra, una ogni quattro giorni in
Spagna, una ogni sei giorni in Francia. Delle vittime, circa due terzi
vengono uccise con armi da taglio o da fuoco, le altre pestate a morte.
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Welfare. Non dipende - secondo il governo - dai sottomarini nucleari
della base americana la radioattivita' segnalata nelle acque de La
Maddalena.
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Politici. Rinvenuta in Finlandia una rara registrazione "familiare" di
Adolf Hitler. Ci erano finora pervenute solo quelle dei discorsi
ufficiali, dal timbro veramente hitleriano, al confine fra il
capopopolo e il pazzo furioso. In questa invece Hitler parla a voce
normale, come un qualsiasi politico che prometta riforme e smentisca
stangate.
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Turchia-Europa. Piu' nessuna notizia del leader curdo Abdullah Ocalan,
catturato all'estero dai servizi segreti turchi dopo che non aveva
ottenuto (da un governo di centrosinistra) l'asillo politico in Italia.
Secondo la Corte europea dei diritti umani, che si e' formalmente
occupata del suo caso, il processo da lui subito in Turchia e' stato un
processo-farsa, privo di effetti legali. Con tutto cio', nessuno
solleva il caso nel momento in cui il governo turco, pur di entrare in
Europa, e' disposto ad accettare qualunque condizione.
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Tobin tax: novita'. Tassare le transazioni finanziarie a livello
internazionale, usare i capitali ricavati per finanziare le politiche
di sviluppo. L'idea non e' nuova (si tratta della famosa Tobin tax, uno
dei cavalli di battaglia noglobal): la novita' e' che stavolta a
proporla e' stato Chirac, a un vertice newyorkese sui temi dello
sviluppo. La tassa, secondo la proposta originaria di Tobin, potrebbe
essere anche minima (0,02 per cento) ma avrebbe un effetto virtuoso
perche' sottrarrebbe le transazioni all'arbitrio assoluto dei grossi
operatori. Si eviterebbero, fra l'altro, le "bolle" puramente
speculative degli ultimi anni, considerate da molti la causa principale
della recessione. L'adesione di un liberista classico come Chirac alla
Tobin tax puo' essere considerata come una risposta d'emergenza
all'erosione da parte delle multinazionali dei tradizionali meccanismi
di mercato.
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Ragazze. Atefeh Rajabi, sedici anni, provincia di Mazandaran, Iraq, e'
morta il giorno di Ferragosto per aver commesso "atti incompatibili con
la castita'". Il ragazzo che era con lei e' stato frustato a sangue e
mandato via. Lei e' stata impiccata a una gru. Il "giudice", il mullah
Haji Reza, ha voluto metterle la corda al collo con le sue mani. Poi ha
dato ordine di sollevare il braccio della gru. La ragazza, durante il
"processo", s'e' difesa con rabbia, senza paura, svergognando i suoi
giudici e accusandoli a gran voce. "Un coraggio inaudito" dice un
testimone, rintracciato da Amnesty. La sentenza e' stata approvata non
solo dal tribunale islamico del Mazandaran, ma dalla corte suprema di
Teheran e dal ministro della giustizia in persona.
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A chi vuoi piu' bene, al papa' o alla mamma? Sono piu' vittime i
bambini ceceni o quelli russi? E' piu' terrorista chi sgancia le bombe
o chi manda i kamikaze? Peggio decapitare o peggio torturare? Le solite
domande sceme dei grandi.
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Vietnam. "Non tutto e' perfetto nella vita" dice il ministro della
difesa Rumsfeld: percio' le elezioni in Iraq potranno anche essere
delle mezze-elezioni, e soprattutto gli americani potranno anche
ritirarsi prima di aver "pacificato" completamente il paese.
Traduzione: la guerra e' fallita, andiamocene finche' ce ne possiamo
andare, sbrighiamoci a trovare qualche generale sudvietnamita a cui
sbolognare la patata bollente visto che l'Onu o l'Europa, che non sono
nate ieri, difficilmente muoveranno le chiappe per levarci dai guai.
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Come ti erudisco il pupo. "Gli uomini della Destra erano aristocratici
e grandi proprietari terrieri. Essi facevano politica al solo scopo di
servire lo Stato e non per elevarsi socialmente o arricchirsi; inoltre
amministravano le finanze statali con la stessa attenzione con cui
curavano i propri patrimoni. Gli uomini della Sinistra, invece, sono
professionisti, imprenditori e avvocati disposti a fare carriera in
qualunque modo, talvolta sacrificando perfino il bene della nazione ai
propri interessi. La grande differenza tra i governi della Destra e
quelli della Sinistra consiste soprattutto nella diversita' del loro
atteggiamento morale e politico".
("I nuovi sentieri della Storia. Il Novecento", De Agostini 2003, libro
di testo per le scuole medie ai tempi della riforma Moratti)
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Su un muro di Catania. "Cosa nostra/ voi siete/ il potere/ lo stato e'
nulla/ trovate/ la piccola Denise".
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Alleanza Nazionale. Il partito di Alleanza Nazionale celebra il 3
ottobre la sua maggiore gloria. Fu in quel giorno che il fondatore del
partito - il giornalista antifascista Lauro De Bosis - realizzo'
un'impresa quasi impossibile: partendo da una base clandestina in
Francia, supero' con un piccolo monomotore le munitissime difese
antiaeree di Roma e lancio' su piazza Venezia nubi di volantini che
invitavano gli italiani a ribellarsi all'oppressivo governo di una sola
persona. De Bosis non ritorno' mai dalla sua impresa - abbattuto dalla
caccia fascista o precipitato in mare - ma il suo appello contribui' a
dar fiducia, in un momento buio della nazione, a coloro che ancora
credevano nella liberta'. Lo riproponiamo di seguito, certi di far cosa
gradita agli attuali coraggiosi dirigenti di Alleanza Nazionale.
* * *
< Roma, 3 ottobre 1931, Anno VIII dal delitto Matteotti. Chiunque tu
sia, tu certo imprechi contro il regime e ne senti tutta la servile
vergogna. Ma anche tu ne sei responsabile con la tua inerzia. Non
cercarti un'illusoria giustificazione col dirti che non c'e' nulla da
fare. Non e' vero. Tutti gli uomini di coraggio e d'onore lavorano in
silenzio per preparare un'Italia libera. Anche se non vuoi esser dei
nostri, vi son sempre dieci cose che tu puoi fare da solo. Puoi, dunque
devi.
1. Non assistere a nessuna cerimonia del regime.
2. Non guardare nessuna tv (nell'originale: "nessun giornale" - ndt).
Son tutte bugie.
3. Non fumare. (Il fumo rende al regime oltre 3 milardi l'anno, tanto
di che pagare tutti i suoi sbirri. Fa contro il nuovo Radetzky quel che
fecero i milanesi contro l'antico).
4. Non far nessun atto ne' dir nessuna parola che suoni ossequio al
regime.
5. Boicotta nei rapporti personali e d'affari i servitori del regime.
Sono i tuoi sfruttatori.
6. Boicotta o intralcia con l'ostruzionismo tutte le iniziative
fasciste. Anche le migliori servono a ribadirti addosso le catene.
7. Non accettare nulla dal regime. Qualsiasi cosa ti dia e' il prezzo
della tua prostituzione.
8. Diffondi le circolari dell'Alleanza. Diffondi ogni notizia vera che
puoi ghermire. La verita' e' sempre antifascista.
9. Forma una catena di amici fidati su cui contare per ogni evenienza.
10. Abbi fede nell'Italia e nella Liberta'. Il disfattismo degli
italiani e' la vera base del regime. Comunica agli altri la tua fede ed
il tuo fervore. Siamo in pieno Risorgimento. I nuovi oppressori son
piu' corruttori e piu' selvaggi di quelli antichi, ma cadranno
egualmente >
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Cronaca. Palermo. Un po' alticcio, un invitato rompe una vetrata del
ristorante in cui si festeggia il matrimonio: arriva il padrone e vuol
essere risarcito. Ma da chi? "L'avete invitato voi!" urla al consuocero
il padre dello sposo. "E dovremmo pagare pure per gli ubriachi?".
Scoppia una megarissa, cinque invitati e una poliziotta all'ospedale,
denunce per lesioni, interrogatori. Gli sposi (che erano appena partiti
per il viaggio di nozze) ancora non lo sanno.
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Cronaca. Messina. Migliora il cane - un bastardino di tre anni -
cosparso di catrame rovente e abbandonato per la strada da ignoti.
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Cronaca. Palermo. Insultato e poi aggredito - del tutto a freddo - da
un passante un anziano zingaro che chiedeva l'elemosina in via Ruggero
Settimo. Il vecchio e' stato salvato da un poliziotto richiamato dalle
grida disperate della nipotina.
________________________________________
Cronaca. Gela. Le imprese che, per paura della mafia, si rifiuteranno
di demolire gli edifici abusivi verranno escluse per tre anni da ogni
rapporto di lavoro col comune. Lo ha deciso il sindaco Crocetto, lo
stesso che l'altra volta ha ordinato tutte le gare d'appalto si
svolgano in presenza dei carabinieri.
________________________________________
Cronaca. Roma. Carabinieri a scuola (alla media Rossini al Casilino)
per identificare i professori che hanno aderito a uno sciopero.
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Cronaca. Palermo. Rapina al Banco di Sicilia di via Dante. I
rapinatori, arrestati subito dopo, avevano sedici e diciassette anni.
"Ci servivano - hanno dichiarato - i soldi per comprarci le scarpe
firmate".
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Cronaca (banale). Agrigento. Cadavere rinvenuto fra gli scogli a Capo
Russello. Si ritiene trattarsi di emigrante morto durante la traversata
clandestina.
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Reprint. Settembre 2001. E' ormai senso comune l'idea che l'attacco alle
Due Torri sia stato anche (e forse soprattutto) una fase di un piu'
complessivo attacco, da parte di un potere illegale, al sistema
finanziario occidentale. Su questo aspetto pero' - a differenza che su
quelli ideologici, militari, ecc. - il dibattito stenta a
concretizzarsi, a sedimentare proposte operative. In Italia, e' quasi
completamente assente.
Eppure proprio l'Italia, sul terreno dello scontro finanziario con
poteri illegali, puo' essere considerata un caso da manuale. Alla fine
degli anni 70 una yakuza, Cosa Nostra, aveva accumulato somme
ingentissime mediante il monopolio del commercio di droga; giunse a
disporre di alcuni dei principali banchieri del Paese (Sindona, Calvi)
e a infitrarsi in alcune banche centrali (l'Ambrosiano), operando
contestualmente per il controllo del territorio in alcune province (in
uno dei capoluoghi regionali, per un periodo di alcuni anni, i
principali funzionari dello Stato venivano regolarmente assassinati
appena entravano in funzione. Gli osservatori piu' tradizionali
attribuivano tutto cio' ad alcune tribu' tagliate fuori dello sviluppo
e legate a culture arcaiche. Alcuni analisti (Chinnici, Giuliano,
Colombo, Falcone e altri ) sottolineavano invece le dimensioni
raggiunte dal background politico-finanziario dell'organizzazione.
La situazione raggiunse livelli di drammaticita' tali da sviluppare un
ampio dibattito pubblico sull'argomento, e da indurre addirittura lo
Stato a intervenire pesantemente e a tenere sotto pressione per alcuni
anni il meccanismo illegale. Poi, sotto la spinta di influenze di varia
natura, si decise invece che i costi generali di questo fronteggiamento
erano troppo elevati, e si fece marcia indietro. Le strutture antimafia
vennero smantellate, si rinuncio' a qualsiasi forma di controllo dei
background finanziari e tanto il dibattito pubblico quanto l'azione
investigativa vennero circoscritti ai soli aspetti piu' direttamente
terroristici dell'organizzazione mafiosa.
Nel giro di pochi anni, naturalmente, la situazione precipito'. Nel
2000, secondo la Confcommercio, il quindici per cento del prodotto
lordo italiano avrebbe avuto in maggiore o minor misura relazione con
attivita' finanziarie della criminalita' organizzata. Quest'ultima,
sempre secondo Confcommercio, nello stesso anno avrebbe "fatturato" nei
suoi vari settori un giro d'affari di circa trecentomila miliardi di
lire.
Un soggetto finanziario di tali dimensioni non puo', ovviamente,
mancare di avere una qualche influenza sulla determinazione degli
indirizzi generali di un paese. Si instaura un circolo vizioso che,
fino a questo momento, non e' stato mai spezzato in alcun paese del
mondo e che in alcuni casi (Colombia, Russia) ha finito per essere
accettato dall'opinione pubblica come un fatto normale.
* * *
L'America, piu' in grande, forse sta ripercorrendo adesso la stessa
strada dell'Italia. Ancora pochi mesi fa, per esempio, i rappresentanti
statunitensi si erano opposti a forme di maggiore controllo sui
"paradisi fiscali" per i quali transita la maggior parte del denaro
riciclato o destinato ad usi illegali o anche terroristici. Nomi come
Panama, Belize, San Vincent, Bahamas, Bermuda, Isole Vergini, Barbados,
Santa Lucia, Malta, Monaco, Mauritius, Liechtestein, Cipro, Guerseney,
Samoa, non corrispondono in realta' a governi territoriali con una
qualsiasi forma di controllo sul materiale finanziario in transito,
comunque diretto. Indicano semplicemene dei luoghi sottratti a
qualsiasi giurisdizione che non sia quella dei soggetti finanziari. Fra
i quali rientrano, a pari titolo con gli altri, le yakuza. Nel caso di
Montecarlo - per citarne uno - si e' avuto un intervento ufficiale
della magistratura francese che ha dichiarato di essere stata impedita
nella prosecuzione di indagini.
Un sistema di venti o trenta "buchi neri", di citta'-stato finalizzate
solo a questa funzione, poteva produrre dei danni ieri, all'epoca delle
economie nazionali. Oggi, con la globalizzazione, diventa un elemento
determinante.
* * *
Il caso Laden avrebbe potuto indurre a maggiori controlli sul sistema
di gangli finanziari nel quale, a quanto sembra, e' stato possibile
alla multinazionale Laden operare come background di una strategia
terrorista. In particolare, avrebbe potuto indurre all'applicazione -
come misura d'emergenza - di norme relative alla trasparenza delle
proprieta' azionarie e dei meccanismi bancari, le stesse che in Italia
erano state invocate - invano - dai magistrati impegnati contro le
yakuza.
Questo avrebbe potuto permettere di acquisire elementi d'indagine sul
terrorismo, e soprattutto di bloccare le strategie di terrorismo
finanziario che sono l'altra faccia del terrorismo materiale. Ma
avrebbe avuto costi altissimi, sul piano politico e culturale. E
dunque, come a suo tempo in Italia, le autorita' hanno finito per
rinunciare a questa opzione e permettere che si sedimentassero tutti
gli elementi esattamente opposti ad essa: l'incontrollabilita' dei
grandi soggetti finanziari, la non-trasparenza, la giungla.
E' l'acqua in cui nuota il terrorismo: quando fa gli attentati e quando
usa gli attentati per accelerare crisi. I "paradisi fiscali", che prima
erano il polmone finanziario di Cosa Nostra, ora lo sono nell'identica
maniera di una "mafia" ben piu' ambiziosa, che va molto ma molto oltre
i talebani.
________________________________________
Toti O'Brien wrote:
< Mi e' piaciuta la definizione del "re buono" come forma "incivile"
di coscienza politica. Come incoscienza politica. Sento molto questo
concetto, in questo momento, rispetto alla disastrosa attitudine degli
americani, in genere convinti dell'"Abba" (Anithing But Bush Again),
come piu' audace forma di cambiamento possibile. I Democratici non sono
mai sembrati tanto identici ai Repubblicani. La conversione democratica
di alcune fasce medioborghesi riflette la delusione per il re poco
riuscito, il desiderio di dare la chance a un campione meno deludente.
Null'altro. Per fortuna, c'e' il successo di Arundhati Roy, nel suo
discorso a S.Francisco, trasmesso e diffuso da Democracy Now (una
trasmissione radiofonica che presta voce anche a chi non la dovrebbe
avere). In quel discorso, A.R. ha detto chiaramente che gli americani
potrebbero votare tanto George Kush che John Berry, perche' i due sono
intercambiabili. Qualcheduno ha capito. I democratici, sono coloro che
credono alle guerre giuste e necessarie, i repubblicani, quelli che
sprecano vite in guerre sbagliate. E' un po' come giocare piu' o meno
abilmente allo stesso gioco. E' importantissimo in questo momento
guardarsi intorno per scoprire chi sono gli americani che non voteranno
per nessuno, e che hanno applaudito Arundhati Roy, perche' sono
numerosi, e in essi risiede l'unica speranza di crescita di questa
disastrata nazione, credo >
________________________________________
Giuseppe wrote:
< Sempre a proposito di Bush e soci, c'e' una notizia che mi piacerebbe
poter controllare; non ricordo la data ne' il periodo (non ricordo
neppure se fosse la guerra contro l'Iraq o quella contro l'Afganistan)
ma so che Bush, in quei giorni, si trovava in Germania. Infatti, mentre
lui si affannava a ripetere ai tedeschi e noi europei tutti che i
sauditi sono i piu' fidati amici in medioriente, lo stesso giorno
(notizia di quelle che, se data per sbaglio, scappa solo una volta) la
Cia asseriva che i soldi per l'attentato dell'11/09 erano transitati
attraverso un conto intestato alla moglie dell'ambasciatore Saudita
(credo quel tizio che compare un paio di volte nel film di Moore). La
cosa mi colpi' proprio per la strana sequenza (casuale) con cui mi
capito' di sentire le due notizie (dichiarazione di Bush in Germania, e
dichiarazione Cia). E' possibile controllare la seconda delle due? Se
poi l'ambasciatore, sul conto della cui moglie sono transitati i fondi,
fosse proprio quello che compare nel film di Moore, il cerchio si
chiuderebbe in maniera perfetta >
________________________________________
Alessandro wrote:
< Ma perche' ci sono decine di migliaia di docenti disoccupati, e
CONTEMPORANEAMENTE licenziano gli insegnanti di sostegno? Perche' coi
soldi dei "buoni scuola", finiti nelle tasche dei ricchi, non hanno
pagato invece gli insegnanti di sostegno? O la ristrutturazione dei due
terzi degli edifici scolastici pubblici non agibili? Perche' hanno
diminuito le ore di tempo pieno - non sono piu' obbligatorie, ma "solo
se ci sono i fondi"? Perche' un ragazzo di prima media spende 280 euri
di libri? Non era gratuita la scuola dell'obbligo? Perche' volete
crescere una generazione di ignoranti? >
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Mauro wrote:
< Pubblicita' Regresso. Fra le tante: sulla facciata del bellisssimo
convento di Trinita' dei Monti (in restauro) una gigantografia di
Gandhi con una scritta "ogni messaggio deve essere un messaggio
d'amore". Ma e' una pubblicita' Telecom. E poi gli spot Lancia:
possibile che per vendere qualche macchina in piu' si debbano dire
tante idiozie? Gia' TUTTI gli spot di auto, telefonini e alcolici
mandano messaggi chiarissimi: possederli significa essere "fichi" e
rimorchiare delle donne sempre formose e mezze nude. Ma la Lancia e'
andata anche oltre, con quello spot sintetizza una "filosofia" per
cosi' dire neo-cartesiana: "guido ergo sum" >
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Luigi B. wrote:
< Qualche giorno fa mentre mi accingevo ad entrare in autostrada al
casello di Maccarese (Roma), un cartellone informava la gentile
clientela che "superare i limiti di velocita e' un crimine". Ritengo
utile (ma non tanto) che il pannello ricordi le penalita di una guida
scorretta, ma correre un po' di piu' per raggiungere il posto di lavoro
magari dopo un rallentamento causato dai lavori di manutenzione
autostrale, non mi sembra un crimine. E' sicuramente un crimine rubare
o uccidere, ma non superare il limite di velocita'. Dovrebbe essere un
crimine anche parcheggiare in doppia o tripla fila per salire in
ufficio dopo aver posto un foglietto sul cruscotto con il numero di
telefono, mentre tu cerchi disperatamente di uscire dal parcheggio, ma
i vigili spesso lo tollerano. Dovrebbe essere un crimine parcheggiare
davanti la rampa inclinata dei marciapiedi per i portatori di handicap
ma a volte si chiude un occhio alla faccia di chi deve salire sul
marciapiede, oppure nascondersi dietro un cespuglio, una rientranza o
altra copertura per installare un autovelox la cui vista innesca una
frenata mostruosa tale da mettere in repentaglio la vita di chi ci sta
dietro. Viviamo purtroppo una vita frenetica dove ti senti soddisfatto
se nell'arco della giornata sei riuscito a fare due o tre appuntamenti
in citta' ma ti senti deluso o amareggiato quando un imbecille fa
scrivere a caratteri cubitali che sei un criminale se superi il limite
di velocita anche di un solo Km/h. Scrivo qui questa email solo perche
non so a chi comunicare il mio senso di rabbia. Cordiali saluti >
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amicidiradio3@yahoo.it wrote:
< Dal 15 maggio la Rai ha smesso di trasmettere Radio 2 e Radio 3 dalle
onde medie e molti ascoltatori sono stati privati di questo servizio.
Quanti sono? L'Audiradio non ha ancora pubblicato i dati, ma sembrano
in molti, secondo le testimonianze sul nostro sito. Vittorio Bongiorno
ha messo a disposizione un contatore/sondaggio che ci consentira' di
segnalare il livello di ricezione di Radio 3 in modulazione di
frequenza e di tracciare una mappa della ricezione di Radiotre in tutta
Italia. Per partecipare al sondaggio clicca su
http://www.socialcounter.it >
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Pierfrancesco wrote:
< Come ogni mattina mi sono alzato alle 6:00am per andare a lavoro.
Tipico freddo, nebbia e buio londinese. Mi metto sul treno e afferro
una delle copie del tabloid gratuito che distribuiscono nei treni al
mattino. In quinta pagina vedo le foto di Simona Pari e Simona
Torretta, titolo: Two Italian women killed. Da siciliano mi ricordo lo
scalpore che fece l'omicidio di quei ragazzini uccisi dalla mafia negli
anni ottanta rei di avere scippato la madre del boss dei boss e che se
non sbaglio tu avevi intervistato poco prima della loro morte. Poi Cosa
Nostra inizio' ad uccidere donne e bambini senza scrupoli, come Santino
Di Matteo (se non erro) a Catania la cui unica colpa fu quella di
essere nipote di un pentito, o come la madre e la moglie di un altro
pentito. Ora anche i fondamentalisti Islamici infrangono i loro codici
comportamentali uccidendo donne e bambini, Iraq ed Ossezzia come
esempi.
Mi chiedo che avra' di fondamentalista gente che non ha piu' ne'
fondamenti ne' riferimenti sia religiosi che culturali. Una volta solo
i nazi uccidevano donne e bambini cosi' indiscriminatamente, ma loro
erano cattivi e se ne vantavano pure. Poi arrivarono gli Americani (ma
loro erano buoni e combattevano contro "l'evil empire" comunista), i
quali andavano in giro per il mondo a combattere la loro guerra fredda
alle spese di chiunque fosse contro di loro (Vietnam etc.) a
prescindere da sesso ed eta' E poi Urss, Israele, Iraq, Iran ed infine
loro i Mujahiddin, gli ultimi ma non diversi carnefici, forse anche per
reazione, ma sicuramente non diversi, non diversi neanche dai marines
americani responsabili delle torture ad Abu Graib.
Ore 8:00am entro in ufficio, come ogni mattina digito il link di
Repubblica e vedo che di sicuro riguardo la sorte degli ostaggi ancora
non c'e' nulla, Palazzo Chigi smentisce e definisce il proclama poco
attendibile. A quel punto mi fermo e penso, penso a come il giornalismo
sia morto, morto con la politica, con la diplomazia, con la
correttezza, con l'onore, con le tradizioni, con la pieta', con la pace
e con Dio... >
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Claudio wrote:
< "Le streghe hanno smesso di esistere quando abbiamo smesso di
bruciarle". Anche Karl Marx ha qualcosa da dire in proposito:
"In Inghilterra hanno smesso di bruciare le streghe quando hanno
cominciato a impiccare i falsari" >
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AntonellaConsoli wrote:

La torpedine

< Se fossi una torpedine ocellata
vedrei le cose come elettrizzata
Se fossi un fungo porcino
mi coprirei di foglie come un baldacchino
Se fossi innamorata
si aprirebbero cancelli insospettati
non rimano perche' non son baciati >

* * *

Satisfation

< Cosa ci fa sentire soddisfatti?
e' un mistero che fa divenatare matti
Sembrano nostri desideri
ma sono sociali fattucchieri >

* * *

Preghiera

< Solo tu ci puoi guidare
in questo variegato mare
tu che ci hai fatti
amati e custoditi
e ancora oggi
proteggi i nostri nidi >

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