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Interventi

"Un regolamento repressivo, subalterno alla destra"

Le "osservazioni preliminari" dell'associazione Per una sinistra unita e plurale (Sup) al nuovo regolamento di polizia municipale proposto dalla giunta comunale di Firenze. Bocciato dalla Sup perché contrario, fra le altre cose, allo spirito solidaristico ed egualitario indicato dallo Statuto del Comune di Firenze
27 giugno 2008

 Osservazioni preliminari

 
1.
Senza dubbio un regolamento di polizia municipale (da ora regolamento) corrispondente alle esigenze della realtà di oggi era necessario; quello attualmente in vigore risale all´epoca podestarile e, anche se via via modificato, l´impianto è rimasto quello di un regolamento "repressivo".
La scelta di formulare una proposta di regolamento di polizia municipale in questo momento, caratterizzato dall´attuale clima di "tolleranza zero" non è però casuale; è un segnale politico della scelta di campo dell´Amministrazione comunale di Firenze ed ancora una volta, dopo episodi imbarazzanti (ordinanza sui lavavetri, la proposta di intervenire sui mendicanti, ecc.), manifesta una subalternità culturale alle politiche securitarie delle destre: peraltro in questi giorni il Sindaco, a differenza di altri rappresentanti istituzionali della provincia e della Regione, si è dichiarato disponibile finanche alla creazione di CPT. Graziano Cioni, assessore alla sicurezza del Comune di Firenze
 
2.
Purtroppo però non solo la proposta di regolamento si allinea al diffuso clima di intolleranza per la coincidenza temporale, ma anche per l´impianto generale; l´idea di città che la proposta nel suo complesso rappresenta è per molti aspetti inquietante; rappresenta una vita cittadina intessuta di divieti e di poteri discrezionali della P.A.; si ignorano la Costituzione ed i diritti costituzionali più elementari e soprattutto si capovolge l´idea di una società democratica in cui la P.A. si pone al servizio dei cittadini; si propone un´idea distorta di intervento della P.A. non per sostenere la fruibilità dei diritti e degli spazi di convivenza e di socialità, ma per limitarli.
 
La proposta peraltro contraddice lo stesso Statuto del Comune di Firenze che all´art. 6 afferma: "Il Comune informa la sua attività ai valori della partecipazione e della solidarietà e garantisce il diritto di pari dignità nella società e nel lavoro, operando per impedir qualsiasi forma di discriminazione legata al genere, all´orientamento sessuale, all´etnia, alla lingua, alla religione e all´handicap".
 
3.
Il messaggio che la proposta di regolamento lancia è chiaro: non tutto quello che non è vietato dalle leggi penali, è consentito; l´Amministrazione Comunale può introdurre ulteriori divieti, spesso contrastanti anche con i diritti sanciti dalla Costituzione o anche in modo indefinito e tale da lasciare ampio spazio alla discrezionalità ed alla valutazione arbitraria; il cittadino è un suddito.
 
I concetti di "serena e civile convivenza, "qualità della vita", "tranquillità sociale, ecc." sono concetti in astratto condivisibili, ma quando delimitano comportamenti consentiti diventano concetti fortemente ambigui se non sono indicati criteri certi e verificabili.
 
4.
Senza dubbio un regolamento di polizia municipale dovrà prevedere limiti e divieti, ma in un contesto in cui l´Amministrazione assuma impegni certi per rendere effettivamente fruibili gli spazi pubblici e sviluppi interventi volti a realizzare tutte le più opportune forme di socializzazione.
 
Peraltro in uno Stato di diritto eventuali ulteriori divieti oltre a quelli derivanti dalle leggi statali e regionali, devono essere definiti in modo da garantire al cittadino la certezza dei doveri e quindi dei diritti e nel contempo da evitare la discrezionalità della P.A. sulle limitazioni alle libertà individuali.
 
Coerente con tutta l´impostazione "poliziesca" della proposta è anche il sistema sanzionatorio; si è riproposto ill sistema previsto dall´art. 7 bis D.Lgs n.267/00 che prevede sanzioni amministrative e pecuniarie che oscillano, senza alcun criterio predeterminato o determinabile, da importi di € 50-80 a € 500; bisognerebbe, quanto meno, richiamare in modo esplicito i criteri indicati nell´art. 11 L. n. 689/1981.
 
Si deve infine osservare che mentre è giustamente che il regolamento è adottato dal Consiglio Comunale, tuttavia al comma 5 dell´articolo 1 si prevede però che "il Sindaco può emanare provvedimenti integrativi laddove siano necessarie specificazioni o precisazioni"; in tale modo si attribuiscono illegittimamente al Sindaco, sia pure per le "necessarie specificazioni e prescrizioni" un potere di intervento su un atto che è di competenza esclusiva del Consiglio.
 
5.
In questo clima politico e culturale una proposta di un nuovo regolamento di polizia municipale ha un senso se con essa si dà un segnale concreto di una città che risponde alle politiche repressive nazionali con un forte impegno per realizzare concrete condizioni di accoglienza e di convivenza.
 
Con questo spirito riteniamo anzitutto che la discussione sulla proposta formulata dalla Giunta debba essere collocata nell´ambito di un percorso più ampio volto a realizzare una città vivibile per tutti e soprattutto aperta all´accoglienza; nel contempo formuliamo alcune proposte di modifica del testo proposto dalla Giunta per rendere il regolamento in qualche modo più compatibile con gli interventi necessari per realizzare effettivamente una città della convivenza.

 

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