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il Manifesto

Il modello Alemanno? Un po' Firenze, un po' Venezia

Il sindaco di Roma espone le sue scelte in materia di ordine pubblico e cita Firenze per le sue ordinanze e i suoi regolamenti contro lavavetri e mendicanti
8 luglio 2008

Il modello Alemanno? Un po' Firenze, un po' Venezia
No a mendicanti e ambulanti, trecento soldati in città, allargamento del cpt e reato di prostituzione su strada
Stefano Milani

ROMA
Chiamatelo effetto Alemanno. Quello "dei pochi fatti e delle tante parole", come lo ha ribattezzato Rutelli. Parole "magiche" però, perché solo a pronunciarle avrebbero già spezzato la pericolosa tendenza. "Il numero dei crimini commessi a Roma negli ultimi due anni è in progressiva diminuzione perché dall'ottobre 2007, data dell'omicidio Reggiani erano circa 18.962, e nel maggio 2008 sono scesi a 14.271. Quasi 4.700 crimini in meno". Sciorina questi dati con un pizzico di orgoglio il sindaco di Roma, di fronte all'aula Giulio Cesare, convocata per il consiglio straordinario sulla sicurezza in cui erano presenti anche il prefetto di Roma Carlo Mosca, il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone e i rappresentanti di alcuni campi nomadi accompagnati dal presidente nazionale dell'Opera Nomadi Massimo Converso.


Nonostante il trend in diminuzione, rimane alta l'insicurezza nei romani. Lo sa bene Alemanno che dalle parole è costretto ora a passare ai fatti. Prima, però, chiede rinforzi al governo centrale. Più soldati in città: "C'è bisogno di almeno 300 militari nella Capitale che presidino la città" e che collaborino con altre "divise" come quelle "dei vigilantes, del personale dell'Atac e degli ausiliari del traffico". E più soldi nelle casse comunali: "Aspettiamo i 500 milioni promessi dal governo nel Patto per Roma". Solo con questi presupposti si potrà mettere in campo la politica sulla sicurezza ideata da Alemanno.


Non una ricetta precisa, inedita, ma tanti ingredienti, tanti modelli a cui attingere qua e là nello Stivale. Ma tutti come comun denominatore la "tolleranza zero". Da Firenze prenderà la famigerata ordinanza Cioni, dal nome dell'assessore alla sicurezza che ha bandito, nella città gigliata, prima i lavavetri e poi i mendicanti. A Venezia imiterà la mano pesante usata dal collega Cacciari contro i venditori ambulanti, rei coi loro borsoni di intralciare la strada ai passanti. E poi scopiazzerà Milano creando la "Sala sistema Roma" che servirà "a mettere in rete tutto il sistema di controllo nella Capitale", una sala operativa che sfrutti sistemi informatici sul modello di quella già in funzione nel capoluogo lombardo.


Sorvola sul censimento dei nomadi, che partirà il prossimo giovedì, ma ribadisce la lotta dura contro l'immigrazione. Che sia una prostituta "introducendo un reato ad hoc", che sia un clandestino in cerca di fortuna per il quale il sindaco ha già in mente un cpt più grande, quello di Ponte Galeria, prossimo all'ampliamento. Poi finalmente anche una promessa che ha il sapore della buona notizia: "Nessuna guerra contro i centri sociali in quanto tali", sempre che "non diventino luoghi di avvio di meccanismi di intolleranza".

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