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"Antirazzismo, dopo San Rossore la Regione agisca"

La lettera aperta al presidente Claudio Martini sottoscritta da un gruppo di attivisti e operatori sociali
14 luglio 2008

Lettera aperta al Presidente della Regione Toscana Claudio Martini

Caro Presidente,

Siamo fermamente convinti della necessità di riaffermare con forza, a distanza di settant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, che “di razze ce n’è una sola, quella umana”.

Per questo aderiamo al “Manifesto degli scienziati antirazzisti 2008”, lanciato in occasione del Meeting di San Rossore, e crediamo che ne debba essere fatta un’ampia divulgazione, a partire dalle scuole.

Ma riteniamo anche che i principi acquisiscano piena validità quando ispirano leggi e provvedimenti amministrativi, si traducono in pratiche quotidiane nelle istituzioni e nella società, alimentano il senso comune.

Sappiamo bene che oggi in Italia sta crescendo un clima pericoloso che, in nome della sicurezza, produce atti intolleranti e xenofobi.

La paura fa sì che ci si accanisca contro i più deboli, capri espiatori di situazioni diffuse di disagio, di insicurezza, di sfiducia nel futuro.

Tutto ciò è stato denunciato con grande vigore, da voci di scienziati, di intellettuali, di esponenti dell’associazionismo e del volontariato, durante i due giorni del Meeting.

Ebbene, in noi aumenta ogni giorno di più la preoccupazione che anche nella nostra Regione, nella Toscana Porto Franco dei popoli e delle culture, un tale clima trovi spazio e dia luogo a comportamenti, anche da parte di amministratori locali, che contrastano con i progetti di accoglienza e d’inclusione faticosamente costruiti negli anni. 

E’ di questi giorni l’episodio (ma purtroppo il caso non è isolato) dello sgombero di un insediamento di Rom nella zona di Sesto Fiorentino, che ha privato dell’alloggio, seppur di fortuna, decine di persone – uomini, donne, bambini –, senza che si fosse capaci di trovare una qualche soluzione alternativa.

Queste situazioni ripropongono a tutte ed a tutti – alla società civile nel suo insieme ed a chi ha responsabilità di governo in prima istanza – il problema di come intervenire con prontezza e con efficacia quando si manifestano forme di esclusione e di emarginazione che colpiscono, magari in nome della tutela del decoro e della sicurezza, esseri umani in effetti non più riconosciuti come tali.

Abbiamo già vissuto in passato la sequela degli sgomberi degli insediamenti irregolari da un territorio all’altro ed abbiamo potuto verificare come ciò, oltre ad essere ingiusto ed umanamente inaccettabile, non risolvesse alcunché, anzi aggravasse i problemi. 

Allora una riflessione comune portò a dire tutti insieme - Regione, enti locali, associazioni, rappresentanti dei Rom – che occorrevano tavoli di confronto, programmi condivisi di inserimento, veri e propri progetti d’inclusione in grado di coinvolgere più soggetti, per uscire da quelle che si presentavano ogni volta come emergenze.

Ne scaturirono una buona legge regionale relativa ai Rom ed ai Sinti ed una serie di interventi d’inserimento, diffusi sull’intero territorio regionale, che furono portati avanti negli anni, superando le molte difficoltà che man mano si presentavano.

Chiediamo alla Regione di essere ancora una volta punto di stimolo e di riferimento perché si proceda in tempi stretti in tale direzione, da un lato varando finalmente le leggi che riconoscono i diritti di cittadinanza, compreso quello di voto, alle persone straniere che risiedono sul territorio toscano, dall’altro assumendo provvedimenti straordinari per far fronte alle gravi situazioni indicate in precedenza.

Presidente, vi è urgenza di intervenire in proposito perché anche gli sgomberi e l’indifferenza verso la sorte di bambini, donne, uomini considerati “nonpersone” fanno parte di quel clima generale che produce i pogrom di Ponticelli ed i provvedimenti governativi riguardanti le impronte dei bambini Rom, la moltiplicazione dei CPT – Centri di Permanenza Temporanea -, con il prolungamento fino a 18 mesi della permanenza dei migranti ivi detenuti, la trasformazione dell’irregolarità – la cosiddetta clandestinità – in reato.

Un clima da cui possono scaturire i mostri del passato.

Se, come Lei giustamente ha affermato in un suo intervento al Meeting, “il no al razzismo è senza se e senza ma”, occorre mettere in campo ogni energia e risorsa per operare una svolta, rilanciando, la strada dell’inclusione e del confronto, della costruzione - con impegni precisi e specifici della Regione, degli enti locali, della società civile attiva - di un sistema di accoglienza, rivolto ai richiedenti asilo, ai profughi, a quanti vivono in condizioni di emarginazione, dell’iniziativa per lo sviluppo dell’interculturalità.

 

Cordialmente.

Mercedes Lourdes Frias, Moreno Biagioni, Eros Cruccolini, Massimo Torelli, Udo Enwereuzor, Maria Omodeo, Corrado Marcetti, Nicola Solimano, Giuseppe Faso, Tiziana Chiappelli, Anna Meli, Camilla Bencini, Alessia Giannoni, Valentina Lombardo, Sara Cerretelli, Laura Vella, Massimo Colombo, Daniela Pasquini, Luca Bravi, Roberta Bianucci, Emily Tagliaro, Aurelia Nicolini, Valentina Bernardini, Lisa Tesi, Silvia Nerelli

 

11/7/2008


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