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Un uomo in gabbia contro i Cpt: la protesta continua

Dopo tre giorni Saverio Tommasi è uscito dalla prigione allestita sopra il furgoncino parcheggiato al Piazzale Michelangelo. Prende il testimone Gigi Ontanetti, che spiega: "Il razzismo è solo una forma di dominio che garantisce il mantenimento del potere economico culturale politico e religioso, niente più"
18 luglio 2008

Saverio Tommasi in gabbia al Piazzale Michelangelo

IN CONTINUITA' CON L'INIZIATIVA DI SAVERIO TOMMASI, l'attore fiorentino
che si è chiuso in una gabbia per tre giorni al piazzale Michelangelo
per dire NO AI CPT,

dal 18 luglio dalle ore 18.30 fino a domenica 20 alle ore 19.00

si chiuderà nella stessa gabbia Gigi Ontanetti, nato a Firenze, cittadino
del mondo, membro del Movimento nonviolento, educatore scout ed ex
consigliere comunale fiorentino per affermare con forza il

SI ALL'ACCOGLIENZA IL NO AI CPT. No Cpt

Video della tre giorni di Saverio Tommasi


Ecco l'intervento con il quale Gigi Ontanetti spiega la sua scelta.


"All'inizio dell'incontro, Cin Ciun Cià mi chiede se avevo fatto la
doccia, dopo la mia risposta affermativa, mi dice: quando mi innamorerò
sul serio di un bianco devo ricordarmi che avete un odore diverso dal
nostro..."


E' una lezione che potremmo insegnare nelle scuole, nei luoghi di
incontro, di lavoro, quelli della politica tutta e che la comunità
cristiana potrebbe scrivere sui muri dei luoghi di culto lasciando che
il potere vaticano marcisca nelle sue contraddizioni.


Il razzismo è solo una forma di dominio che garantisce il mantenimento
del potere economico culturale politico e religioso, niente più.
Al tempo di stalin furono ammazzati o messi nei campi di
concentramento quasi 600.000 Rom parola che significa "uomo".

Motivo? Non erano affidabili perché chi costituisce il popolo Rom non aveva e
non ha il concetto di "nazione" inteso comunemente da noi, quindi
inaffidabile e ingestibile. Così è accaduto con il nazismo. Tutto ciò che si presentava
inaffidabile e ingestibile veniva soppresso nei modi più cruenti.
Prima i ghetti poi i lagher e le camere a gas...

Qualche storico si arrabbierà e dirà che questi passaggi sono
superficiali e incompleti. Sta di fatto che ciò che affermo è ciò che
è accaduto nella storia di ieri e non di ieri l'altro ancora. Chi
vuole intendere intenda.....

Io Gigi Ontanetti, cittadino del mondo, amico della nonviolenza,
lavoratore edile, educatore scout, dichiaro che sono illegittime tutte
quelle leggi pur " democratiche" che limitano la libertà di movimento
e permanenza di persone, uomini e donne non residenti in questo paese
.

Assecondare scelte discriminatorie di questo tipo, significa avviare
un processo tra l'altro già in corso, che porterà a ritenere illegale
la presenza di uomini e donne non più in grado di garantire la propria
sussistenza economica.

Siamo davanti a un quadro sociale che già presenta fenomeni diffusi di
miseria, cioè, uomini e donne che oltre a non avere più la forza e la
possibilità di poter garantire la propria sussistenza economica, ha
anche perso la propria dignità, situazione che porta le persone a
oltrepassare il limite.


Il sottoproletariato non è morto, ha solo cambiato volto ed aumenta
ogni giorno le proprie file. Come amico della nonviolenza, affermo che solo i processi decisionali
maturati e condivisi, possono aiutare la società a scegliere un'economia e una giustizia che abbia come fine il rispetto del diritto.

Nel pensare e sentire come educatore e formatore, affermo che due sono
gli obiettivi culturali che una società democratica dovrebbe avere
come riferimento; quello di educare alla dimensione della fraternità e
alla responsabilità individuale e collettiva perché NESSUNO E' PADRONE
MA TUTTI SIAMO CUSTODI DELLA "TERRA" IN CUI VIVIAMO.

piccolo uomo
Pierluigi Ontanetti

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