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Un Regolamento autoritario, sulla scia della caccia ai lavavetri

A una anno di distanza dall'ordinanza che suscitò tanto clamore, il consiglio comunale approva una "legge" che ne riprende lo spirito e i contenuti, allargando l'area dei divieti e delle punizioni per "irregolari" e lavoratori occasionali. Stavolta non c'è stata né ci sarà la reazione che ci fu allora, ma la nostra protesta non è mancata
25 luglio 2008

Alla fine il consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento di polizia municipale, proposto qualche mese fa con grande clamore dall'assessore alla sicurezza Graziano Cioni. In questi mesi il testo originario è stato corretto, alcune parti - molto dure sotto il profilo autoritativo e molto dubbie sotto il profilo costituzionale - sono state accantonate, ma l'impianto non è cambiato. L'obiettivo della nuova normativa è imporre una stretta a tutto ciò che potrebbe nuocere a una certa idea di decoro e tranquillità, aumentare i controlli, allontanare e punire i lavoratori occasionali (come i lavavetri) e rendere la vita impossibile ai venditori ambulanti. Lo spirito di questo Regolamento è di tipo autoritario, in perfetta sintonia con le tendenze in atto nel sistema politico nazionale.

La protesta con i cartelli "I prossimi siamo noi" pubblicata su City Firenze

Un anno fa l'approvazione dell'ordinanza contro i lavavetri suscitò scandalo sia in città sia nel resto dell'Italia e cominciarono mobilitazioni che ancora si protraggono (l'Assemblea Autoconvocata nacque in quel frangente). Oggi il nuovo Regolamento fa proprio lo spirito e la lettera di quell'ordinanza, sancendo una presa di posizione molto netta dell'amministrazione comunale sul tema delle libertà, dei rapporti fra autorità costituite e diritti dei cittadini, sul modello di società che si intende affermare. Questa presa di posizione non suscita più lo scandalo di un anno fa: lo scenario politico è cambiato, l'accettazione passiva di prassi di tipo autoritario è diffusa.

Il Regolamento è stato votato dalla maggioranza consiliare (Pd, Ps, Verdi, Pdci, Sd), a fronte del no opposto dalle destre e da Prc e Unaltracittà/Unaltromondo: queste ultime hanno proposto anche una lunga serie di emendamenti, tutti bocciati col voto contrario o l'astensione anche di Verdi, Pdci, Sd.

Durante la seduta del consiglio comunale alcuni attivisti - alcuni di noi - hanno esposto cartelli con su scritto "I prossimi siamo noi", per rendere evidente che il nuovo Regolamento si pone sulla scia di quei provvedimenti - locali e nazionali - che stanno mettendo in discussione l'universalità dei diritti e le garanzie di libertà riconosciute dalla Costituzione.

Negli allegati gli articoli usciti sul Firenze. A parte le prese di posizione di Ornella de Zordo (Unaltracittà/Unaltromondo) e della Sinistra unita e plurale.

Allegati

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