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Affitti altissimi e poche case popolari: ecco come si diventa poveri

Le cifre diffuse dal Sunia: 2100 euro per tre stanze in zona centrale, la metà in periferia. Intanto riapre il bando per gli alloggi pubblici: si prevedono 7000 domande, ma gli appartamenti disponibili sono un migliaio
6 settembre 2008

Quando si parla di accesso alla casa, di residenza, insomma dei diritti minimi d'esistenza e delle reali condizioni di vita in città, è bene avere presenti alcune cifre. Il Sunia fiorentino ne ha diffuse alcune. I prezzi degli affitti nell'ultimo anno sono saliti di oltre il 5%. Per tre vani in centro oggi servono mediamente 2100 euro al mese; si scende fino alla metà in periferia, ma si resta sempre su cifre altissime: come può una famiglia monoreddito, o anche con due redditi, ma bassi, permettersi di spendere tanto per l'affitto?

Condomini Nei prossimi giorni, a distanza di quattro anni dall'ultimo, si riapre il bando per l'assegnazione delle case popolari, che per molte famiglie rappresentano l'unica opportunità abbordabile. Anche qui le cifre sono eloquenti. Nel 2004 a circa 5000 domande (delle quali 3436 giudicate idonee) sono corrispose appena 408 assegnazioni. Stavolta accadrà più o meno lo stesso: in Comune prevedono di ricevere almeno 7000 domande (hanno preparato 9000 moduli) ma gli alloggi disponibili non sono più di mille.

E non basta. I requisiti per l'assegnazione continuano a prevedere un reddito massimo di 14120 euro. Anche sul piano formale, dunque, si definisce uno scenario ben chiaro: chi ha redditi sui 18-20 mila euro non può nemmeno partecipare all'assegnazione delle case pubbliche, ma non può nemmeno rivolgersi al mercato privato, perché i prezzi sono proibitivi.

E' di tutta evidenza che questa morsa - mercato inaccessibile, alloggi pubblici del tutto insufficienti - stringe un enorme numero di famiglie in condizioni di disagio e di povertà reale, anche se non dichiarata. Ci si arrangia convivendo con i genitori, trovando sistemazioni di fortuna, condividendo alloggi con altri; gli immigrati magari si rivolgono al Movimento di lotta per la casa.

Dovremmo tenere a mente queste cifre quando si parla di legalità di fronte a uno sfratto o a un'occupazione, e anche quando si discute delle condizioni di vita in città, del profilo sociale di Firenze.

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