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La rissa a San Niccolò e la vera insicurezza

Una lettera dell'assemblea rionale sulla condizione di un quartiere nel quale regole e divieti sembrano fatti apposta per essere violati, alimentando la sfiducia e il disagio fra i cittadini
11 settembre 2008

 

La situazione nel rione di San Niccolò sta diventando ogni giorno più preoccupante e, purtroppo, la rissa avvenuta domenica sera tra un gruppo di fiorentini e uno di albanesi, con i vigili che non intervengono e la polizia o i carabinieri che non arrivano non è che l'ultimo episodio di una lunga storia di abbandono in cui è stato lasciato il rione, nonostante le ripetute denunce, le proteste e i progetti per la sua rivalorizzazione che residenti e commercianti hanno presentato al Quartiere 1 e all'Assessore alla mobilità e su cui stiamo lavorando.

San Niccolò, Firenze Crediamo che non si possano veramente scongiurare episodi del genere se non si capisce cosa sta avvenendo in San Niccolò. San Niccolò è da anni “zona franca”.

Tutti sanno, hanno imparato per esperienza o passaparola, che qui tutto “è permesso”: “si può” transitare in zona pedonale con auto e motorini, "si può" perfino sostare in tale area, "si può" violare la ZTL notturna mai sorvegliata, “si può” parcheggiare davanti ai portoni dei residenti, impedendo loro di entrare in casa, “si può” parcheggiare sulla pista ciclabile del Lungarno Serristori, “si può” trasformare la bella Piazza Poggi (quella della torre) in un parcheggio per motorini a cielo aperto. Si può, per arrivare vicino al centro, si può per andare senza problemi a riempire i locali notturni del rione e dei dintorni, per riversarsi sulle strade con il bicchiere in mano, senza che ci siano strutture o servizi per accogliere un tale numero di persone e nonostante questo devasti la vita dei residenti.

Tutti sanno, ma la parola programmazione è ormai fuori dall'agenda politica e la situazione scappa di mano. Il cittadino è abbandonato a se stesso, con una lista di numeri di emergenza poco utili perché le pattuglie sono poche, le chiamate sono tante, ma soprattutto perché non si sa come intervenire in una situazione su cui si è chiuso gli occhi per troppo tempo per poter invertire la rotta con qualche multa, o per esigere il rispetto di regole che rischiano di valere solo per i residenti, perché i vigili – come ci hanno confessato in alcune occasioni – hanno timore di intervenire (magari solo in 2) contro centinaia di persone che ritengono che divertirsi ignorando le regole e gli altri sia un loro sacrosanto diritto.

Questa è la vera insicurezza, questo il vero degrado di una città, quello di cui non si parla, ma che scivola profondamente nella quotidianità delle persone (più dei panni stesi, più dei mendicanti, più dei bambini che giocano a pallone) e semina sfiducia nelle istituzioni e nella politica che sembrano altrove, ad inseguire il successo mediatico con slogan di una finta sicurezza che si occupa di marginalità e dettagli del decoro, ma che non dà risposte alle situazioni complesse del vivere, che stanno trasformando e impoverendo la nostra città.

Crediamo urgente riprendere il confronto avviato da tempo con il Quartiere 1 e l'assessore Matulli, estendendolo anche ad altri assessorati ed autorità competenti per dare al più presto concretezza ai progetti che abbiamo proposto grazie alla partecipazione attiva dei residenti, dei commercianti, delle associazioni presenti sul territorio, convinti che solo attraverso percorsi capaci di includere tutti i soggetti coinvolti si possano elaborare soluzioni efficaci e durature, che fanno bene ai territori, alle comunità, eppure alla politica!

 

                                                                                            Assemblea rionale di San Niccolò

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