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Roma, la città più impaurita del mondo. E non è un caso

Una ricerca del Censis mostra un alto livello di "insicurezza percepita" fra i cittadini. E' l'esito inevitabile di mesi e mesi di campagne ossessive: gli imprenditori politici della paura hanno raggiunto il loro scopo. E l'uso della ragione diventa rivoluzionario
15 settembre 2008

La notizia che segue può essere interpretata in vari modi. Una ricerca del Censis sostiene che Roma è la città più impaurita del mondo. Gli imprenditori politici della paura saranno contenti, visto che la "insicurezza percepita" è il loro cavallo di battaglia, il grimaldello per le misure autoritarie che sindaci e governo da qualche mese non si stancano di inventare. La soddisfazione, per loro, dovrebbe anche essere doppia, perché l'ossessione per la sicurezza sta raggiungendo il suo scopo: impaurire la popolazione, creando un circolo vizioso utilissimo per mantenere il potere con politiche demagogiche.

Per noi, invece, la ricerca del Censis è la conferma delle denunce che non ci stanchiamo di ripetere: l'allarme continuo, la caccia al rom e all'immigrato, le grida scomposte che i politici lanciano e i media irresponsabilmente amplificano, stanno creando un disagio sociale enorme, che va ricondotto lungo i canali del buon senso e della razionalità. L'insicurezza percepita non può essere l'alibi per delibere liberticide e per ulteriori grida d'allarme. Se la gente ha paura, occorre intervenire con gli strumenti della conoscenza e dell'analisi spassionata. Andando a fondo, si scopre che certi timori sono infondati, frutto di un clima insano creato ad arte.

Non a caso anche i politici più spregiudictai, hanno smesso di citare cifre sulla criminalità per giustificare le loro prese di posizione più dure: si accontentano di invocare la necessità di dare una risposta alla insicurezza percepita dalle persone. Con questa contorsione si è giustificato lo schieramento di tremila militari in tre città.

L'uso della ragione sta diventando un atto rivoluzionario.

 

 CENSIS, ROMA `LA CITTÀ PIÙ IMPAURITA DEL MONDO'

Incerti, paurosi e sfiduciati. È il ritratto dei cittadini romani nella fotografia scattata dal Censis che, in un'indagine svolta su 10 metropoli del mondo, ha evidenziato come proprio Roma sia la `capitale del disagio´, quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, «il più alto tasso di inquietudine esistenziale». La ricerca è stata presentata dal Censis e dalla Fondazione Roma, in vista del World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre per discutere con studiosi italiani e internazionali di quali sono le paure che oggi interessano la società mondiale. L'analisi è stata condotta in 10 metropoli internazionali (New York, Bombay, Londra ,Parigi, Roma, Il Cairo, San Paolo, Mosca Pechino e Tokyo)per un campione rappresentativo di 5000 cittadini che rispecchiano 130milioni di abitanti. E Subito il dato che emerge è quello che riguarda l'Italia: alla domanda `quale sentimento
meglio descrive il suo rapporto con la vita?´ il 46% dei romani ha risposto con `incertezza´ mentre il 12% con `paura´. La somma di questi stati d'animo (58,2%) rimanda ad un'immagine della città più infelice tra quelle prese in esame a fronte di una media internazionale del 36%.

Se il disagio caratterizza i romani più che gli altri cittadini del mondo è anche perché «a Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale - ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma - mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi come la fame». Alla violenza, secondo gli studiosi del Censis e della Fondazione Roma, si affiancano la `paura in dimensione individuale´ cioè quella di non essere più autosufficienti; le paure materiali come perdere il lavoro o non trovarlo e quelle più generali, che si accomunano alle altre città del mondo ,come quella di disastri ambientali. La ricerca evidenzia come il sentimento di incertezza dilaghi soprattutto tra i giovani (18-29 anni) con il 51,2% dei romani, quota che crolla invece nella generazione più anziana (34,4%) che si dichiara più ottimista e fiduciosa. E se la paura delle violenze
caratterizza la capitale, questi livelli si accrescono nella periferia (14,2%) rispetto al centro (5%), e tra le donne (16,2% contro il 7,7% degli uomini).
«Le grandi paure del diverso e del nuovo creano vere e proprie pandemie - ha spiegato il presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Emanuele- e in questi tre giorni di studio l'obiettivo del World Social Summit è di riflettere sui possibili anticorpi alle angosce cercando anche nelle proprie radici sociali e culturali».

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