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Un censimento per favorire i processi di integrazione

L'approvazione in consiglio comunale di una risoluzione presentata da Prc, Unaltracittà/Unaltromondo, Pdci, Verdi, Sd.
26 settembre 2008

Il comunicato stampa del gruppo consiliare di Rifondazione comunista:

Lunedì scorso il consiglio comunale ha approvato una risoluzione «in merito al censimento della popolazione dimorante sul territorio cittadino finalizzato a processi di integrazione». Il documento era stato presentato dai gruppi di Rifondazione Comunista, Verdi, Unlatracittà/Unaltromondo,Comunisti Italiani e Sinistra Democratica.

«Intendiamo impegna la nostra assemblea - ha spiegato Anna Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista - per favorire i processi di integrazione della popolazione dimorante sul nostro territorio, in particolare della popolazione rom.
A fronte della riduzione e soppressione operata dal Governo Berlusconi del fondo nazionale per l'inclusione sociale degli immigrati, introdotto dalla Legge 296/2006, e delle misure poliziesche contenute nelle ordinanze relative alla identificazione attraverso "rilievi segnaletici" come strumento per censire persone che vivono ai margine delle città, questo atto ribadisce invece la validità di un percorso del tutto diverso che attinga, come già avvenuto in anni passati, ad esistenti fondi europei per attivare processi di integrazione».


«Sono di questi giorni - ha concluso la capogruppo di Rifondazione Comunista - le rinnovate critiche europee alla politica del governo italiano nei confronti della sua politica discriminatoria nei confronti dei rom, emerse dal primo vertice europeo sull'inclusione dei rom. L'atto approvato lunedì scorso va nella direzione opposta e riafferma la volontà della città di Firenze di farsi promotrice di politiche di integrazione e inclusione». (fn)


Questo il testo della Risoluzione:

Risoluzione n. 533 approvata dal Consiglio Comunale
nella seduta del 22 settembre 2008

"In merito al censimento della popolazione dimorante sul territorio cittadino finalizzato a processi di integrazione"

Premesso:

- che nei primi anni '90 il Comune di Firenze, in collaborazione con la Prefettura ed in adempimento della Legge 390/92, ha effettuato un censimento della popolazione dimorante nei campi del Poderaccio del Masini e dell'Olmatello e che usufruendo dei finanziamenti individuati in tale legge è stato poi possibile procedere all'inserimento alloggiativo di molti nuclei familiari sia in Firenze che in Comuni della provincia che hanno accettato di partecipare al progetto come primo processo di reale integrazione;

- che in conseguenza di tale censimento è stato possibile definire la situazione di ciascuno in merito alla sua presenza sul territorio italiano e quindi attivare percorsi di regolarizzazione per la gran parte di loro al fine di eliminare quanto più possibile la condizione di clandestinità che anche allora determinava l'impossibilità di misurarsi con diritti e doveri che appartengono ai principi della cittadinanza;

Considerato come tale procedura di conoscenza non solo dei numeri, ma delle problematiche e delle provenienze, sia stata utile per l'individuazione di soluzioni specifiche nel rispetto della dignità e della storia delle persone e che tale modalità è da ritenersi una modalità indispensabile per gestire i problemi che possono emergere dalla presenza sul territorio comunale di persone con storie e culture diverse da quelli degli indigeni, non tralasciando che molte di queste persone provenivano da zone distrutte dalla guerra condizione tuttora presente in molti casi;

Valutato come da tali procedure e tali impostazioni politiche siano scaturite soluzioni positive per i soggetti direttamente coinvolti (esempio la costruzione del villaggio del Guarlone) che hanno incontrato, dopo una iniziale e pregiudiziale opposizione di parte dei cittadini, il consenso di tutti e come quindi sia indispensabile continuare con sistemi non sbrigativi e lesivi dei diritti e della dignità delle persone, ma piuttosto con sistemi approfonditi basati sul rispetto di ciascuno, al fine di innalzare il livello di coscienza civile di tutti e come a tal fine sia necessario destinare adeguate risorse per sostenere livelli di reale convivenza nella città;

Ricordato come il Commissario Europeo Frattini non abbia a suo tempo attinto ai finanziamenti europei per l'integrazione del popolo Rom;

Vista la riduzione e soppressione operata dal Governo del Fondo nazionale per l'inclusione sociale degli immigrati (introdotto dalla Legge 296/2006) e le misure poliziesche contenute nelle ordinanze relative alla identificazione attraverso "rilievi segnaletici" come strumento per censire le persone che vivono ai margini delle città;

IL CONSIGLIO COMUNALE

ribadisce la validità del processo avviato sulla base della Legge 390/92 e ripropone la necessità di destinare adeguati finanziamenti, sia verificando eventuale disponibilità residua sulla legge 390 che attingendo ai fondi europei, per aggiornare la conoscenza delle persone che vivono nella città, anche tenendo conto del mutato quadro europeo, e portare avanti processi di integrazione.

Palazzo Vecchio, 22 settembre 2008

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