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L'occupazione del Meyer e un'emergenza senza fine

Un gruppo di famiglie ha trovato un riparo con l'appoggio del Movimento di lotta per la casa, che ora punta gli occhi sugli alloggi comunali sfitti. Un video dal Corriere Fiorentino e un articolo da Repubblica
9 gennaio 2009

La notizia di questi giorni è che un gruppo di famiglie, sostenute dal Movimento di lotta per la casa, ha occupato l'ex ospedale Meyer, scatenando i soliti toni scandalizzati dei benpensanti di palazzo. Il Movimento non si stanca di ricordare al Comune che le occupazioni sono frutto di uno stato di necessità: la politica degli sgomberi (in questo caso le famiglie provengono da una ex scuola che deve essere abbattuta per i lavori dell'alta velocità ferroviaria) riproduce all'infinito l'emergenza.

Condomini La questione della casa, una volta di più, svela le reali dinamiche sociali e politiche della città. La cementificazione procede a pieno regime, si costruiscono palazzine e quartieri interi, ma prestando pochissima attenzione ai senza casa e alle famiglie a basso reddito. C'è una fetta di popolazione che è considerata fantasma. Possibile che una città benestante e che si crede politicamente progressista, possa continuare lungo questa fallimentare strada? Il Movimento "promette" l'occupazione dei moltissimi alloggi sfitti: una "minaccia" che spaventa le autorità, ma che indica l'incontestabile esistenza di una gigantesca emergenza sociale.

Qui sotto un articolo ripreso da Repubblica-Firenze, e un video di Marco Bazzichi dal sito del Corriere Fiorentino.

Il video "Scusa, occupo l'ex Meyer" di Marco Bazzichi

Il Movimento: pronti a rioccupare

 EX MEYER, la corrente elettrica dovrebbe arrivare oggi. L´assessore al patrimonio di Palazzo Vecchio Tea Albini ha chiesto due giorni fa all´Enel di riallacciare la luce nell´immobile di via Buonvicini, occupato da 150 persone, in gran parte rumeni e nordafricani, che ancora ieri hanno dovuto patire il freddo e hanno continuato a riscaldarsi accendendo lo spirito, cioè l´alcol, nelle pentole in modo da produrre piccoli falò. «Spero che oggi quelle persone abbiano la corrente», dice Albini.

Il Movimento di Lotta per la Casa, che aiuta gli occupanti, lancia intanto una sfida al Comune: «Siamo stati costretti ad occupare il vecchio Meyer perché quelle persone sono state buttate fuori dalla scuola media Ottone Rosai di via Circondaria, che doveva essere abbattuta per far posto ai cantieri dell´Alta velocità», spiega il portavoce Lorenzo Bargellini, lasciando intendere che non c´è nessuna intenzione, da parte degli occupanti, di cambiare ancora "casa". «Ma ora basta con le prese di giro: o si risolve entro un mese il contenzioso tra il Comune e la Regione, che blocca diversi milioni di euro per la ristrutturazione di centinaia di alloggi popolari, oppure siamo pronti ad occupare quegli appartamenti oggi vuoti per colpa delle istituzioni e della politica», annuncia il Movimento di Lotta per la Casa, che si dice pronto a mobilitare decine di famiglie, soprattutto italiane, per andare a prendere possesso di almeno 160 case popolari. Dove? In via Rocca Tedalda, via Canova, via Carlo del Prete, via Da Tolentino, via Bronzino. «La lista è lunga, se quegli alloggi, che potrebbero dar casa a decine di famiglie e di senza tetto non si liberano, noi li occupiamo», dicono dal Movimento.

Ieri intanto in via Buonvicini si è recato il consigliere provinciale dei Verdi Luca Ragazzo per un sopralluogo. «Non è stata ancora attaccata la luce - sottolinea - queste persone vivono in condizioni disumane, sono molto preoccupato». Ragazzo si dice però anche in allarme per la sicurezza nel quartiere: «Mi preoccupano le comprensibili inquietudini dei cittadini residenti legate alla possibilità che, insieme a tante persone bisognose ed oneste, possano esserci infiltrazioni di micro-delinquenza o comunque tensioni tra gli occupanti e con i residenti», dice il consigliere provinciale dei Verdi. «E´ necessario incrementare la presenza della forza pubblica nel quartiere a tutela di tutti, dei residenti ma anche degli occupanti stessi, che potrebbero essere oggetto di violenze e di episodi di intolleranza da parte dei gruppi di estrema destra sempre più numerosi nella nostra città», chiede.

di Ernesto Ferrara (da Repubblica-Firenze)

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