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L'estrema destra che s'insinua e poi minaccia

Un'inchiesta sul neofascismo in Toscana di Saverio Tommasi e Ornella De Zordo, la denuncia dell'assuefazione della società e la risposta sotto forma di minacce e intimidazioni. Con un comunicato di An che è la più chiara conferma delle tesi sostenute nel documentario
27 gennaio 2009

Simbologia fascista Un attore-attivista (Saverio Tommasi) e una consigliera comunale indipendente (Ornella De Zordo) girino un video-documentario - "Razzisteria: destra estrema e fascista in Italia e nella rossa Toscana"  - collocato su YouTube e diffuso per vie militanti, dedicato a un tema ormai tabù, ossia la tacita accettazione, nel senso comune, della cultura fascista. Tommasi e De Zordo denunciano l'assuefazione in corso e realizzano una piccola inchiesta sul radicamento dell'estrema destra in Toscana.

Per quanto i canali di diffusione siano ristretti, il documentario è stato  notato e immancabilmente sono arrivate le reazioni: un video di minacce su YouTube e la micro sala teatrale di Saverio Tommasi sigillata nottetempo con il silicone ad opera di ignoti. Non sono episodi infrequenti di questi tempi in Italia, tanto che la reazione più rivelatrice - e che più dimostra quanto la tesi sostenuta in "Razzisteria" sia fondata - è nel comunicato diffuso dal gruppo consiliare di AN al Comune di Firenze, il quale ha rifiutato di esprimere solidarietà a De Zordo e Tommasi, sostenendo che «Troppi sono stati i silenzi ipocriti nel corso degli anni, quando militanti di destra subivano minacce e aggressioni fisiche. Per esigere rispetto e solidarietà occorre in primo luogo essere coerenti ed esserlo sempre. La solidarietà non è un elastico da tirare solo quando le minacce le ricevono i propri compagni».

Non è chiaro a quali episodi si riferiscano i consiglieri di An e che cosa non abbiano fatto, o avrebbero dovuto fare, De Zordo e Tommasi, fatto sta che An nemmeno sceglie di tacere ma interviene per rifiutare la propria solidarietà a una consigliera minacciata e a un attore intimidito.

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