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La Liguria rifiuta il Cie

La Regione approva una legge sull'immigrazione con la quale si dichiara "indisponibile ad avere centri che svolgono funzioni di identificazione personale". La destra annuncia l'impugnazione del governo
7 marzo 2009

Il governo, col suo pacchetto sicurezza, ha previsto l'apertura di un Centro di identificazione ed espulsione (Cie, un'evoluzione degli attuali Cpt), ma sta incontrando l'opposizione di molti enti locali. La Regione Liguria ha formalizzato il proprio no in una legge.

 Niente Cpt in Liguria. La Regione dice no ai Cpt

Modificata la legge sull'immigrazione: Liguria «indisponibile ad avere
centri in cui si svolgono funzioni preliminari di trattamento e
identificazione personale». Forza Italia e An: il governo impugnerà
questa legge

No del consiglio regionale ai Cie (i centri di identificazione ed
espulsione, gli ex Cpt) in Liguria.

Con 19 voti favorevoli, 10 contrari (il centrodestra e Roberta Gasco,
Gruppo misto) è stata approvata la proposta di legge «Modifiche alla
legge regionale numero 7 del 20 febbraio 2007 (Norme per l'accoglienza e
l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri
immigrati)», che ha come primo firmatario Marco Nesci (Rifondazione
Comunista).

Con la modifica alla legge regionale sull¹immigrazione si rafforza, nella
parte relativa ai principi, la determinazione della Liguria a eliminare
«ogni forma di razzismo o discriminazione, anche attraverso la manifesta
indisponibilità della Regione Liguria ad avere sul proprio territorio
strutture o centri in cui si svolgono funzioni preliminari di trattamento e
identificazione personale dei cittadini stranieri immigrati». Nesci ha
definito la legge una «norma di principio».

Tra le possibili sedi dei nuovi centri di detenzione per immigrati da
identificare, più volte si è parlato dell'ex arsenale militare della
Spezia.

Secondo Luigi Morgillo (Forza Italia) «tutta la maggioranza per
accontentare Nesci ha voluto portare il consiglio a votare una legge che
sarà impugnata perché la materia non è di competenza regionale». Gianni
Plinio (An) ha annunciato che «appena sarà approvata la legge,
trasferirò gli atti al ministro Maroni affinché il governo la impugni».

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