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Dalla parte dei migranti

Un documento, sottoscritto da numerose organizzazioni, che denuncia il razzismo istituzionale e le politiche di compressione dei diritti sociali per effetto della crisi economica in atto. In vista c'è una manifestazione nazionale a maggio
24 aprile 2009

Pubblichiamo un documento che contiene importanti riflessioni sul razzismo e sulle tendeneze sociali in atto. In fondo l'elenco delle associazioni che lo hanno sottoscritto.

DA CHE PARTE STARE

La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini,
italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo
produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge
Bossi-Fini e il "pacchetto sicurezza" inseguono il sogno di una forza
lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla
perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa
integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di
vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari
con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per
primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà,
sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la
clandestinità è una minaccia più vicina, l'espulsione una possibilità
sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

Manifestazione a Milano per Abdul

Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la
Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad
una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i
"clandestini" ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro
sfruttamento. La proposta di un "contributo" per il rinnovo dei
permessi - che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e
pensionistici che non possono essere ritirati - mostra che il salario
dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di
denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di
identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si
legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi
popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al
welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura
domestiche, riservando alle migranti solo un posto da "badanti". Per
questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.

La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce
differenze
: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l'incubo del giorno
dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare
persino nelle già povere "misure anticrisi". Ammortizzatori sociali,
piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e
farlo in silenzio. L'abolizione del divieto di denunciare i migranti
irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l'espressione
più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità
politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei
figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un'ipoteca
sulle prossime generazioni
. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE
STARE.

Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la
risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE
PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le
organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto
alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i
movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci
contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno
esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di
ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una
nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco
alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non
solo i migranti.

Neonati

È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo,
facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e
le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di
questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una
mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale entro
il mese di maggio in una città del nord, dove più evidenti sono le
caratteristiche dell'offensiva del razzismo istituzionale e più
marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge
Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:

- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di
licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;

- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono
di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a
ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno
versato;

- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui
in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i
lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo
che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore
clandestino;

- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti
che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di
registrare la nascita dei loro figli;

- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed
espulsione
, l'utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di
tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma
che preveda l'allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei
CIE.

- la garanzia di accesso al diritto d'asilo e il blocco immediato dei
respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una
legge organica in materia.


Coordinamento immigrati Brescia
Coordinamento migranti Bologna e provincia
Rete migranti Torino
MayDay Milano
Impronte - Rete per la libertà di movimento Roma
ADL-COBAS Federato RDB/CUB Padova, Treviso, Rovigo
Rete 28 aprile
Associazione Città migrante - Reggio Emilia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL - Parma
Coordinamento lavoratori immigrati CGIL - Reggio Emilia
Coordinamento immigrati CGIL - Brescia
Coordinamento migranti FIOM-CGIL - Bologna
Associazione diritti per tutti - Brescia
Sportello Illegale CSOA Gabrio - Torino
Razzismo Stop Padova e Venezia
Cittadinanza globale - Verona
Ya Basta! - Bologna
Coordinamento migranti Terza Italia - Senigallia
Coordinamento migranti basso mantovano
Sinistra critica - movimento per la sinistra anticapitalista
Laboratorio femminista Kebedech Seyoum
CSOA Casaloca - Milano
Coordinamento Nord sud del mondo
Associazione culturale "Carlo Giuliani" - San lazzaro - Ozzano (BO)
Comitato di solidarietà con profughi e migranti - Torino
Asociación Real Juvenil - Milano
Case di Plastica - Milano
Assocafé (Asociación Cultura Arte Fuerza al Exterior) - Milano
Associazione Antigone - Milano Città Aperta
Sinistra Critica - Milano
Rete Antirazzista Campana

 

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