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Convivenza, inclusione, no alle discriminazioni: a confronto con gli aspiranti sindaco

Giovedì 21 maggio l'incontro nella sede dell'associazione L'Aurora. Ecco il documento che riassume i temi all'ordine del giorno: il pacchetto sicurezza in via di approvazione; le proposte delle reti antirazziste
18 maggio 2009

Incontro di Giovedì 21/5 presso l'Associazione Aurora (Via de' Macci, 11) alle 17,30

con le/i candidate/i a Sindaco di Firenze: Bonafede, De Zordo, Lascialfari, Renzi (in attesa di conferma), Spini. Coordina: Domenico Guarino (redaz. Controradio)

 

Neonati Confronto aperto per una politica comunale di inclusione e di convivenza, nel pieno rispetto dei diritti delle/dei migranti, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione.

 

I gravi provvedimenti governativi attualmente in discussione in Parlamento e le campagne mediatiche all'insegna dei pregiudizi e dell´intolleranza creano un clima diffuso di ostilità verso le immigrate e gli immigrati.

Si registra, inoltre, una ripresa di atti violenti, di matrice fascista, contro chi è impegnato sul terreno della solidarietà e della tutela dei diritti.

Si intaccano così in modo preoccupante i livelli di democrazia e di civiltà sanciti dalla Costituzione Italiana.

La situazione si va sempre più degradando.

Mentre sono già state approvate norme più restrittive per i ricongiungimenti familiari ed i richiedenti asilo e nella scuola si prospettano le "classi ponte" - meglio definibili come "differenziali" - (una indicazione parzialmente rientrata, ma che comunque resta dannosa per i positivi processi d´inserimento avviati in molte realtà locali), il "pacchetto sicurezza" che la Camera sta approvando con il voto di fiducia prevede misure, di chiaro sapore razzista, quali:

- il divieto di iscrizione all´anagrafe dei figli degli immigrati senza permesso di soggiorno (per

cui l´esistenza di quelli nati in Italia non risulta da nessuna parte - non appena venuti al

mondo divengono dei "desaparecidos" -),

- l´introduzione di una tassa che va dagli 80 ai 200 euro per il permesso di soggiorno,

- l´introduzione del permesso di soggiorno a punti,

- l'introduzione del reato di immigrazione clandestina..

Due misure bocciate al Senato (l'aumento fino a 6 mesi della permanenza nei CIE - Centri di Identificazione e di Espulsione - delle persone che vi vengono rinchiuse e l'istituzione delle ronde come forma legalizzata di controllo del territorio affidato a privati cittadini) sono state reintrodotte dal Governo nel testo sottopososto alla discussione della Camera.

Matteo Renzi Anche se è stata cancellata l'abolizione del divieto per i medici di segnalare le/i migranti che si rivolgono alle strutture sanitarie, va rilevato come il solo "effetto annuncio" di tale provvedimento abbia già prodotto notevoli guasti (in primo luogo, una forte diminuzione delle/degli immigrati che vanno a farsi curare, con conseguenze drammatiche, come nel caso della giovane Joy Johanson, morta di tubercolosi per il timore di essere denunciata) e si prefiguri un futuro in cui le donne, pur di evitare l´espulsione e/o di vedersi portare via il bambino, ricorreranno ai circuiti illegali per partorire o abortire, rischiando la vita.

Si è fatto un passo indietro pure sull´indicazione per i dirigenti scolastici (dopo i "medici-spia" i "presidi-spia") di segnalare i genitori dei minori iscritti a scuola non in regola con il permesso di soggiorno.

Però si tratta di retromarcie illusorie in quanto l´introduzione del reato di immigrazione clandestina fa sì che ogni incaricato di pubblico servizio (sia esso preside, medico, infermiere o impiegato comunale) avrà l´obbligo di denunciare l´immigrata/o irregolare.

La crisi economica in atto rende ancor più precaria e difficile la condizione delle/dei migranti, che, perso il posto di lavoro, hanno solo 6 mesi di tempo per trovarne un altro e mantenersi così in condizioni di regolarità.

Perciò va riproposto con forza il superamento del cosiddetto "contratto di soggiorno", che lega la permanenza regolare dell'immigrata/o al fatto di avere un contratto di lavoro, ed occorre, comunque, aumentare il periodo per la ricerca di una nuova occupazione, con il congelamento del permesso di soggiorno in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro (e con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati ad ogni misura di sostegno, la salvaguardia dei contributi versati, la possibilità di rinegoziare i mutui ed il blocco degli sfratti).

Come bisogna riprendere e rilanciare gli obiettivi che le realtà autorganizzate delle/dei migranti, i sindacati, l'associazionismo si sono dati da tempo, e cioè:

- l'abrogazione della Bossi-Fini,

  • l'attribuzione del diritto di voto alle cittadine ed ai cittadini non comunitari,

  • il passaggio di competenze in materia di soggiorno dalle questure agli enti locali,

  • la garanzia di accesso al diritto di asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia,

  • una nuova normativa per il conseguimento della cittadinanza italiana,

  • l'abolizione dei CIE (Centri d'identificazione ed espulsione) luoghi di detenzione e di sospensione dei diritti, al di fuori delle direttive della Costituzione, per le/i migranti,

  • il definitivo superamento, attraverso processi d'inclusione, dei cosiddetti "campi nomadi", in cui attualmente vive, in condizioni di emarginazione, gran parte delle popolazioni Rom e Sinti, (che vanno anche riconosciute come "minoranze linguistiche").

Ornella De Zordo Va sottolineata anche l'urgenza di intervenire rispetto alla situazione delle/dei migranti (per lo più donne) che svolgono il lavoro di cura nelle famiglie italiane - con condizioni di lavoro che non permettono loro di avere una propria vita familiare affettiva, di relazioni -.

Anche alle istituzioni locali - anche al Comune di Firenze, quindi - spetta il compito di contrastare la deriva in atto, dichiarando la propria contrarietà ai CIE, abbandonando la strada dei provvedimenti "securitari" (tipo le ordinanze contro i lavavetri ed il regolamento di polizia urbana adottato nel recente passato da Palazzo Vecchio), sviluppando efficaci politiche inclusive, dando soluzioni positive, nel segno appunto dell'inclusione, alle situazioni di emarginazione esistenti, operando perché non abbiano effetto i provvedimenti che negano diritti come quello alla salute, riconosciuto universalmente ad ogni essere umano, ed all´istruzione, proprio di ogni minore, al di là della condizione giuridica dei genitori.

 

Perciò chiediamo alle candidate ed ai candidati a sindaco di pronunciarsi rispetto ad alcuni punti chiave (che danno il segno degli interventi relativi alle/ai migranti che essi intendono portare avanti),

e cioè:

  • se intendono sottoscrivere la Carta d´intenti relativa all´Immigrazione elaborata dalla Consulta per l´Immigrazione dell´ANCI Toscana (Carta che indica una serie di impegni precisi degli amministratori al fine di sviluppare una politica inclusiva e contro le discriminazioni);

 

  • se hanno l´intenzione di esprimere una netta contrarietà all´apertura di un CIE in Toscana -

 

  • se è nei loro propositi proporre al Consiglio comunale il riesame del Regolamento di polizia urbana approvato nel 2008 al fine di abrogarlo e di elaborarne uno che si ponga nell´ottica della mediazione, dei progetti educativi, dei processi di convivenza (e non dei divieti discriminanti), esprimendo chiaramente, nel contempo, il proprio rifiuto di accettare sul territorio comunale le ronde previste dal "pacchetto sicurezza" ;

 

  • se ritengono di promuovere azioni finalizzate al sostegno degli inserimenti scolastici dei minori stranieri - compresi i figli di migranti irregolari - ed a favorire gli interventi socio-sanitari rivolti alle immigrate ed agli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno (senza che ciò comporti, nell´un caso e nell´altro, alcun tipo di denuncia); Valdo Spini

 

  • se pensano che vadano potenziati gli interventi per l´accoglienza e l´ inclusione di richiedenti asilo, profughi, persone in condizione di emarginazione, dando pieno appoggio a processi di riconversione di strutture pubbliche in disuso - quale quello che si prospetta , in concorso con la Regione Toscana, per il complesso ospedaliero del Luzzi -, e promuovendo una politica per la casa in grado di dare risposte positive a quanti, italiani e migranti, sono privi di alloggio;

 

  • se valutano giusto ed opportuno che il Comune di Firenze dia pieno riconoscimento al diritto di ciascuna persona di ottenere la residenza, secondo l´indicazione di un´ordinanza del Sindaco di alcuni anni fa oggi non più attuata.

 

E´ su queste basi che pensiamo si possa raggiungere una dialettica positiva fra l´istituzione locale e le diverse realtà impegnate sul terreno della solidarietà e della tutela dei diritti, avviando un metodo di confronto (un tavolo permanente) che metta in relazione con continuità gli amministratori ed il tessuto della società civile attiva.

 

La rete delle realtà (circa 70) promotrici della manifestazione antirazzista del 18/4/2009,

 
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