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    L’accusa aveva parlato di «girone infernale» il pm: valuteremo l’appello Reati prescritti per l’indulto

    G8: violenze nella Bolzaneto, 15 condanne

    La sentenza cancella l'ipotesi di tortura. 30 assoluzioni, solo 24 anni di carcere su 80 richiesti
    15 luglio 2008 - Paola Mattarana
    Fonte: Il Mattino

    Genova. Ventitrè anni e nove mesi di reclusione per 15 imputati e assoluzione per 30: è la sentenza emessa dopo undici ore e mezza di camera di consiglio dalla terza sezione del tribunale di Genova presieduta da Renato Delucchi. I pm Patrizia Petruzziello e Vittorio Ranieri Miniati avevano chiesto condanne nei confronti di 44 imputati per oltre 76 anni di carcere con pene variabili da 6 mesi a 5 anni e 8 mesi di reclusione e una sola assoluzione. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001 la caserma di Bolzaneto, dove furono condotte le persone arrestate nei giorni del G8, era stata descritta dai pm nella loro requisitoria come «un girone infernale» e un luogo di tortura fisico e psichico dove sarebbe stata violata la dignità umana e i diritti alla persona. Anche in infermeria, secondo l’accusa, medici e agenti avrebbero inflitto vessazioni agli arrestati feriti. Ma, ieri, in pratica, i giudici hanno ridotto di un terzo sia le richieste di condanna dei pm che il numero dei condannati. Non hanno inoltre confermato per la maggior parte degli imputati il reato di abuso d’ufficio doloso, contestato dai pm in sostituzione del reato di tortura non ancora previsto dal nostro ordinamento giudiziario. Solo ad Antonio Biagio Gugliotta, ispettore di polizia penitenziaria, infatti, i giudici hanno confermato l’impostazione accusatoria, confermando il reato di abuso d’ufficio. Gli altri condannati sono Alessandro Perugini, all’epoca numero due della Digos di Genova, il funzionario di polizia con il grado più alto nella struttura, e l’ispettore Anna Poggi, a 2 anni e 4 mesi di reclusione ciascuno; Daniela Maida, ispettore superiore ad 1 anno e 6 mesi; Antonello Gaetano, a 1 anno e 3 mesi, gli ispettori di polizia Matilde Arecco, Natale Parisi, Mario Turco e Paolo Ubaldi ad 1 anno di reclusione ciascuno. Massimo Luigi Pigozzi, assistente capo di polizia a 3 anni e 2 mesi di reclusione; Barbara Amadei a 9 mesi, Alfredo Incoronato a 1 anno, Giuliano Patrizi a 5 mesi. Condannati anche i medici Giacomo Toccafondi ad 1 anno e 2 mesi di reclusione e Aldo Amenta a 10 mesi. Ma le pene non saranno scontate per effetto del provvedimento di indulto. Il tribunale di Genova ha poi condannato i ministeri della Giustizia e degli Interni, responsabili civili, al risarcimento di numerose parti civili in solido con alcuni degli imputati condannati. I giudici hanno assegnato a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva da 2mila e 500 a 15mila euro in favore di alcune parti civili, tra cui Massimiliano Amodio, Giuseppe Azzolina, Anna Julia Kutschkau, Luis Garcia Lorente, e Mohamed Tabbach (15mila a testa); a Enrica Bartezaghi Roberto Gallo, Liliana Fassa e Ettorina Gandina (2.500 a testa) e per le restanti parti civili 10mila euro. Tra gli imputati assolti figura il colonnello di polizia penitenziaria Oronzo Doria, ora generale, per il quale i pm avevano chiesto una condanna a 3 anni e 6 mesi. Sono stati inoltre assolti tutti i carabinieri imputati. Confermata per Giuseppe Fornasiere ufficiale di polizia penitenziaria l’assoluzione come chiesto dai pm. «Nella sostanza l’accusa di abuso d’autorità è stato riconosciuta. Inoltre è stata riconosciuta la responsabilità di diversi imputati», ha commentato il pm Vittorio Ranieri Miniati, che ha rappresentato l’accusa con la collega Patrizia Petruzziello. «È stato riconosciuto - ha proseguito - che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto è successo». «Il tribunale - ha aggiunto - ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. Complessivamente è un giudizio di soddisfazione a conclusione del processo e dopo un’istruttoria che ci ha impegnato per anni».

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