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    Diaz, vertici della polizia condannati

    19 maggio 2010
    Fonte: Il Sole 24 Ore

    Assolti in primo grado, condannati in appello. Per i vertici della Polizia è nel segno di un completo ribaltamento la sentenza che ieri sera, dopo oltre tredici ore di camera di consiglio, hanno emesso i giudici della Corte d'appello di Genova in relazione ai fatti del G-8 del luglio 2001 culminati con l'irruzione delle forze dell'ordine nella scuola Diaz dove erano accampati 93 no global. La sentenza infligge quattro anni di condanna a Francesco Gratteri, direttore dell'Anticrimine e, all'epoca dei fatti, direttore dello Sco; quattro anni di reclusione a Giovanni Luperi, capo dipartimento analisi Aisi, l'ex Sisde e, all'epoca del G8, vicedirettore Ucigos; tre anni e otto mesi per Gilberto Caldarozzi, direttore dello Sco e, nel luglio 2001, vicedirettore dello stesso servizio. I tre alti dirigenti della Polizia sono stati riconosciuti colpevoli del reato di falso ideologico ed è stata anche comminata nei loro confronti l'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva richiesto condanne per quattro anni e dieci mesi ciascuno per Gratteri e Luperi e quattro anni e sei mesi per Caldarozzi.

    La sentenza di ieri sera riconosce le responsabilità dei vertici della Polizia a differenza della pronuncia emessa in primo grado, nel novembre del 2008, che aveva concentrato le condanne sui funzionari e gli agenti che avevano partecipato all'irruzione nella scuola genovese. I giudici di appello hanno inasprito le pene per alcuni dirigenti e funzionari di Polizia che erano già stati condannati nel giudizio di primo grado. In particolare, la pena è stata aggravata, da quattro a cinque anni, di cui tre condonati, per Vincenzo Canterini, comandante del settimo nucleo del reparto mobile di Roma, l'unità operativa che si rese protagonista dell'irruzione alla Diaz. Pena aumentata, da tre anni a tre anni e nove mesi, per il vicequestore Pietro Troiani, ritenuto responsabile del trasbordo all'interno della scuola genovese delle bottiglie molotov per le quali erano stati incriminati i no global accampati alla Diaz. Tre anni e otto mesi sono stati inflitti a Spartcao Mortola, all'epoca dei fatti dirigente della Digos del capoluogo ligure e oggi vicequestore vicario a Torino. Complessivamente la Corte d'appello genovese ha emesso condanne per quasi un secolo nei confronti di venticinque dei ventisette imputati. Il procuratore generale aveva richiesto condanne per 110 anni. In primo grado le condanne erano state tredici per un totale di trentacinque anni e sette mesi. L'assoluzione allora decretata per i vertici della Polizia era stata accolta con veementi cori di dissenso dal folto pubblico e dai no global presenti in aula.

    La sentenza per la Diaz segue a pochi mesi di distanza un'altra sentenza d'appello, quella per le violenze commesse alla caserma di Bolzaneto, che ha anch'essa ribaltato il giudizio di primo grado, riconoscendo colpevoli gli imputati, anche se per la maggior parte di essi i reati erano caduti in prescrizione.

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