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    G8, non c'erano spranghe nel furgone dei no global

    Processo di Genova

    15 dicembre 2004
    Fonte: Liberazione

    Aste di bandiera, stereo, zainetti. Questi oggetti e non spranghe e bastoni furono trovati nel furgone bianco perquisito durante il G8 2001a Genova. Ad ammetterlo Vincenzo D'Agnano, primo dirigente della ps e testimone dell'accusa al processo contro 26 manifestanti con imputazioni gravi e incredibili: devastazione e saccheggio. Sabato 21 luglio 2001 fu ordinato al funzionario di perquisire il furgoncino, segnalato il giorno prima da un elicottero come pieno di spranghe. D'Agnano e 50 celerini di Padova trovarono solo oggetti normalissimi per una manifestazione. Anche il discutibile processo ai manifestanti, dunque, continua a riservare delle "sorprese" confermando più che il teorema dei pm il quadro di sospensione dei diritti determinato dal comportamento dei vertici di governo e polizie. Ora bisognerà spiegarlo ad An per cui l'episodio del furgone era uno degli aneddoti preferiti per avallare le ipotesi sui "manifestanti violenti". Così, all'indomani del rinvio a giudizio di 28 tra funzionari e agenti coinvolti nella mattanza cilena alla Diaz, anche i Verdi chiedono di fare luce sul ruolo in quei giorni di Fini, Castelli e De Gennaro. Il primo, allora vicepremier, visitò una sala operativa dei carabinieri proprio mentre partiva l'ordine per caricare a freddo un corteo regolarmente autorizzato. In quegli scontri un carabiniere uccise Carlo Giuliani. L'altro visitò il lager di Bolzaneto ma non si accorse delle torture sugli arrestati. Il 27 gennaio inizierà l'udienza preliminare per quei fatti. Sul registro i nomi di poliziotti, carabinieri, agenti e medici penitenziari. Il terzo era ed è capo della polizia. Ha pensato a promuovere molti degli imputati. Ma An insiste con un inquietante senatore Bobbio che ripensa ai bei tempi in cui la ps aveva «la giusta e doverosa discrezionalità nella scelta dei mezzi di reazione e coazione per a controllare la sovversione». Più discrezionalità della licenza di uccidere, torturare, costruire prove false ed essere promossi per tutto ciò?

    «Il rinvio a giudizio per i fatti della scuola Diaz è la prima buona notizia nelle vicende giudiziarie seguite ai fatti di Genova del 2001 - ricorda invece il comitato Verità e giustizia - il gup non ha fatto altro che confermare il quadro delle accuse che conosciamo bene e che nessuno più contesta». Nessuno ha mai chiesto scusa alle 93 persone arrestate e pestate illegittimamente. Il processo inizierà il 6 aprile.

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