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Caro Bagni, la tua risposta non e' convincente

Lettera di risposta da Gesualdi, il 5 Ottobre 2003
Francesco Gesualdi

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Caro Riccardo Bagni
grazie della tua risposta, ma debbo dirti che le tue argomentazioni non mi convincono. Il fatto che Coop si assuma la responsabilita' delle condizioni in cui e' stato ottenuto il suo prodotto, non elimina il diritto dei consumatori a disporre di alcune informazioni dirette. Che ne diresti ad esempio di un supermercato che poiche' si fa garante della genuinita' dei suoi prodotti togliesse la lista degli ingredienti?
Sarebbe un grave errore se l'assunzione di responsabilita' dovesse trasformarsi nella richiesta di un atto di fede nei confronti delle imprese. La responsabilita' sociale non puo' essere trattata alla stregua della pubblicita'. In pubblicita' si fanno un sacco di affermazioni che nessuno si sogna di verificare perche' sappiamo di trovarci di fronte ad un tentativo di convincimento commerciale. Ma la responsabilita' sociale e' una cosa seria che va dimostrata. Dimostrare significa dare la possibilita' a tutti di controllare. Ma come si fa a controllare se le informazioni sono secretate? Del resto a questo mondo non c'e' mai niente di totalmente acquisito e nella segretezza anche le migliori iniziative possono degenerare. Per questo la trasparenza e' garanzia di buona condotta. Per la stessa ragione ogni volta che ci troviamo di fronte a chi ci nega le informazioni siamo autorizzati a pensare che c'e' qualcosa di poco pulito che deve essere tenuto nascosto. Perche' Coop deve mettersi in questa situazione? Se Coop e' convinta di aver scelto dei buoni fornitori perche' non pubblica i loro nomi ai quattro venti e non accetta di sostenere un dibattito con chi dovesse criticarla?
Del resto dovete accettare che il concetto di responsabilita' sociale non e' un concetto assoluto, ma estremamente flessibile. Ognuno lo riempie di cio' che vuole in base ai propri valori e se c'e' un ambito dove si rischia di utilizzare lo stesso termine per descrivere situazioni molto diverse fra loro e' proprio questo. Per Maroni la responsabilita' sociale e' la beneficenza. Per noi e' un'attenzione scrupolosa verso i diritti e l'interesse collettivo. Forse l'interpretazione di Coop sta nel mezzo. In ogni caso e' una delle tante interpretazioni possibili. Dunque, come Coop ha le sue convinzioni, allo stesso modo deve accettare che ognuno dei milioni di consumatori abbia le proprie e deve consentire a ciascuno di poter scegliere in base ai propri criteri di valutazione. Dunque decidendo di non fare conoscere i produttori, Coop compie un gesto autoritario che nega ai consumatori il diritto di critica e di scelta autonoma.
Per tutte queste ragioni chiedo che Coop ripristini l'ottima abitudine di inserire in etichetta il nome dei produttori. Debbo anche informarti che intendo insistere su questo punto con tutti i mezzi possibili di pressione collettiva nonviolenta. Di questi tempi non possiamo permetterci altri passi indietro. Ne dobbiamo gia' subire troppi da parte del governo Berlusconi e subirne anche da parte di chi si richiama ai nostri stessi valori e' davvero troppo.
Cordiali saluti
Francesco Gesualdi




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