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    Solo l’Inghilterra se ne preoccupa

    Furti negli zoo

    17 settembre 2006 - Oscar Grazioli

    I giardini zoologici nascono a scopo meramente ludico. Stupire e impressionare il visitatore, mostrandogli animali rari, era la finalità primaria del giardino zoologico di vecchia concezione. La diffusione della cultura e soprattutto dell’immagine segna un declino inesorabile per gli zoo, che sono costretti a trasformarsi in centri di recupero e studio per specie divenute rare o sull’orlo dell’estinzione.
    Chi non molla l’osso è il collezionista privato di animali rari, sempre alla ricerca di un fornitore che gli procuri la specie esotica desiderata, a qualunque prezzo. Gli zoo sono posti ricchi di fauna rara che si può catturare.
    Meglio di un’estenuante e costosa ricerca nella foresta tropicale. Ma gli zoo non vendono animali. Giusto. Però, si possono rubare.
    Proprio in questi giorni da Londra giunge un grido di allarme sui furti perpetrati nei giardini zoologici di tutta Europa. La Gran Bretagna è l’unico Paese a tenere un registro di questo originale “abigeato”. John Hayward, poliziotto responsabile di questi singolare database, afferma: “C’è gente che non si accontenta del coniglietto o del canarino. Vuole qualcosa di molto più esotico”.
    Come collezionisti di quadri d’autore, queste persone sono disposte a spendere cifre folli per contemplare, nell’intimo del proprio serraglio, scimmie, pinguini, uccelli o rettili rari.
    Solo in Inghilterra, negli ultimi anni, sono scomparsi dagli zoo dozzine di animali ogni settimana.
    La Società Reale per la Protezione degli Uccelli conferma che dal 1994 al 2003, soltanto in Europa, migliaia di Jaco (pappagalli cenerini) sono stati introdotti illegalmente dall’Africa. Purtroppo imitano bene i suoni e la voce umana e sono molto ricercati. Ne vengono catturati circa 400.000 ogni anno legalmente e la loro popolazione sta per essere decimata.

    Lo scorso Natale un raro pinguino baby di nome Toga è stato rubato all’Amazon Zoo Park sull’isola di Wight. Non è mai stato ritrovato. Il 18 di giugno, al Drusilla’s Zoo di Londra sono state rubate cinque rare scimmiotte. In questo caso la polizia inglese ha arrestato due uomini e recuperato quattro soggetti assieme ad altre 14 scimmie rubate negli zoo del Devon e del Cambridgeshire. L’operazione aveva fruttato ai ladri migliaia di sterline.
    Hayward sostiene che gli animali più “gettonati” sono le piccole scimmie, i grandi uccelli e le tartarughe. Ottanta piccole scimmie sono sparite dagli oltre 300 zoo inglesi negli ultimi tre anni. Pochissime sono state recuperate.
    Questi furti sono tutti su ordinazione e spesso il collezionista ha semplicemente voglia di stupire gli amici come è accaduto per un inglese che ha rubato un alligatore alloggiandolo nella piscina di casa. Trattandosi di specie molto delicate la mortalità risulta elevata.
    Più è raro l’animale più lievita il costo. Un’ara macao giacinto, rubata l’anno scorso, è stata pagata circa 200 milioni di vecchi lire. Harry Schram, direttore dell’Associazione zoo europei, afferma che il 40 per cento degli zoo in Europa ha subito furti di animali e il fenomeno si sta aggravando. Se conosciamo la situazione inglese, poco sappiamo di quella del Sud Europa e nulla di quella dell’Est. E forse è meglio non saperla.

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