Ecodidattica

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • conto corrente bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

    La storia delle tecniche "ecologiche"

    15 agosto 2016 - Giorgio Nebbia

     

    Non c'è dubbio che alcuni problemi di inquinamento, di risparmio delle risorse naturali, di difesa dell'ambiente, richiedono soluzioni tecniche. E' abbastanza curioso notare che spesso le soluzioni a cui si ricorre oggi sono rielaborazioni di tecniche già largamente usate nel passato. Oggi ci si agita molto intorno a processi tecnici per il riciclo dei materiali usati e delle scorie, spesso dimenticando che sempre, in passato, per ragioni "economiche", le imprese hanno cercato di ricuperare e riciclare tutto quanto era possibile.

    L'aumento della produzione di rottami di ferro, nel secolo scorso, ha spinto a inventare processi per produrre l'acciaio dai rottami (forno Martin-Siemens, forno a ossigeno, forno elettrico); sempre in siderurgia sono stati inventati ingegnosi processi (torri Cowper) per il ricupero del calore dei fumi (come si direbbe oggi, per il "risparmio energetico"). La produzione di tessuti nuovi dagli "stracci", di carta dalla carta straccia, erano praticate già nel secolo scorso

    L'accumulo di scorie di solfuro di calcio nel processo Leblanc per la produzione del carbonato sodico ha spinto a ricuperare lo zolfo diminuendo l'estrazione del minerale e, nello stesso processo, le tecniche per evitare l'inquinamento dovuto all'acido cloridrico hanno dato vita all'industria del cloro. L'attuale tecnica di produzione dell'acido solforico è nata per evitare perdite di materie e inquinamenti dell'aria. I tecnici e gli imprenditori del secolo scorso insomma, senza saperlo, avevano introdotto innovazioni e processi che noi oggi sono chiamati "sostenibili".

    Mentre esistono varie "storie" della tecnica, mi pare che relativamente poco sia stato scritto sulla storia delle tecniche "ecologiche", quelle che assicurano la produzione di merci con minore consumo di energia, con minore consumo di materie non rinnovabili, con minore inquinamento, un campo di ricerca che richiede l'impegno e la collaborazione di storici, ingegneri, chimici. Un primo avvio dell'incontro fra storici della tecnica e storici dell'ambiente si è avuto in un convegno tenutosi nel 1996 presso la Fondazione Micheletti di Brescia.

    Un'interessante pagina delle tecniche di riciclo potrebbe essere scritta ricostruendo la storia dell'ARAR, l'agenzia istituita dopo la Liberazione per la vendita e il ricupero dei residuati bellici.

    Infine tutte le guerre, in particolare la seconda guerra mondiale, hanno incentivato le invenzioni di processi e tecniche e anche merci che richiedevano minori quantità di materie scarse e di energia, che utilizzavano materie prime rinnovabili disponibili all'interno dei paesi in guerra. Le politiche "autarchiche", talvolta afflitte da notevole improvvisazione, hanno spinto a elaborare tecniche "intermedie" che vengono, o possono essere, riscoperte adesso, in condizioni di scarsità o nei paesi in via di sviluppo.

    A titolo di esempio si può ricordare che, durante il grande spavento provocato dalla prima crisi petrolifera del 1974-1984, il governo degli Stati uniti spinse alcuni suoi studiosi a riesaminare, negli archivi prelevati nella Germania nazista, le informazioni disponibili sulla produzione di benzina sintetica dal carbone. Quali e quante informazioni su tecniche di ricupero di materiali, basate su risorse rinnovabili, su processi e manufatti a basso consumo di energia, "sostenibili", eccetera, sono ancora sepolte negli archivi relativi alla storia economica e industriale della prima e seconda guerra mondiale?

    PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies