Preghiera di un apolide - tratta da “Seppellite la mia pelle in Africa” - Edizione Artestampa, Modena, 2006
Preghiera di un apolide O tu signore della mia esistenza ti chiedo chi sono e a chi appartengo dimmi qual è la mia identità qual è il mio destino in questa terra O tu signore della mia carne e del mio sangue padrone dei miei pensieri e dei miei sentimenti dimmi qual è la colpa di questo dono condannato a lenire il terrore e l’incubo O tu signore delle armi Messaggero della violenza padrone della vita e della morte di gente innocente O tu signore immortale figlio di Dio nato per nuocere uccidere e sterminare gente inerme O tu signore dagli occhi di cobra vedi che la tua terra è rossa colore di sangue e di dolore hai promesso la sofferenza alla tua gente O tu signore dagli occhi avvelenati lo vedi, il mare più bello del mondo? infestato di pescecani affamati di carne umana sangue versato dalle tue mani O tu despota crudele senza cuore ubriaco di odio e di whisky drogato e assetato di potere eletto e premiato signor Dittatore Tu dormi e non fai dormire tu mangi e uccidi di fame tu non hai il coraggio mandi i giovani a morire menti perché non hai sentimenti disprezzi la vita altrui perché sei volgare non conosci pietà perché Tu sei un Grande Dittatore Per quanto tempo ancora sfuggirai alla morte! lo sai che anche i dittatori hanno i giorni contati lo sai che anche costoro devono fare i conti nel Giorno del Giudizio al cospetto del Vero Supremo Signore il Creatore della terra e dei cieli dell’Inferno e del Paradiso della Vita e della Morte Quel giorno non potrai fuggire chiedere asilo o rifugio a nulla ti servirà il denaro che hai accumulato rubato, maltolto alla tua gente che hai lasciato morire di fame e di sete priva di forza per ribellarsi inebriata della paura per difendersi O tu signor Dittatore con la testa alta vanitoso egoista, non conosci la modestia ti specchi sul lago di sangue innocente giovani fiori morti senza sapere perché O tu signore delle guerre e dei conflitti hai mandato al macello eserciti di minorenni mamme che piangono i loro morti prive di tombe a cui portare un fiore hai sterminato il seme delle generazioni hai riempito le galere di studenti e di chi non condivide la tua tirannia chi ti implora per i diritti e la democrazia Vivono sepolti nelle buche che tu chiami carceri attendono la tua grazia per morire da esseri umani ma tu, signore del sangue e della violenza non conosci pietà, sei privo di umanità avvelenato dall’odio e dal whisky O tu signor Dittatore Ignorante non ti sazi di tutte le guerre in cui vedi fiumi di sangue scorrere le città spopolate, abitate da fantasmi che continui a fabbricare nemici alleato con il diavolo per avere armi con quale esercito vuoi attaccare se non hai più soldati che credono negli stupidi ideali che sogni tra i fiumi dell’alcool sei disposto a tutto, pur di rimanere in sella ma sei così accecato e stolto da non vedere che la tua fine si sta affacciando alla finestra come raggi solari che penetrano la fessura O tu signore Arrogante e Prepotente sai che il buio della notte sta per schiarirsi l’alba, con i suoi bei colori, sta spuntando la collera della tua gente si sta diffondendo attendono la tua fine a denti stretti come furono spazzati via i tuoi amici dittatori che hanno dominato con ferocia convinti di essere immortali appena prima di morire come dei vermi O tu signor Verme della fogna non puoi immaginare la gioia di quel dì le strade saranno piene di gente in festa perché quel giorno cadrà la tua testa entrerai nel dimenticatoio in furia e in fretta Ed il nostro popolo affranto ancora una volta si alzerà e sarà guarito nel sentire come un grido la parola LIBERTA’!
sociale.network