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Anno Zero

2 aprile 2003
Roberto Pasquali

Si marcia compatti sulla bellezza offesa
La realtà insegue sempre la storia della polvere
E` viva la guerra nel grigio gelido incarnato
Pace si dice e´ una parola astratta
Troppo lontana dalla reale portata dei cannoni
Dobbiamo tenere i piedi ben saldi alla terra
Mentre si dissezionano i viventi
Per fortuna c’è il varietà in TV
E sfilano i morti nei TG della sera
E´ riuscito il gioco del rovescio
La guerra e´ preventiva e umanitaria
Le sue azioni riempiono la borsa e i cimiteri
La politica e´ affare per pochi saltimbanchi
Che hanno succhiato anche il midollo alla parola
Oggi si calcola in cifre il costo dell’amore
La perla nasce nell’indifferenza
Non c’è riposo nel battito metallico del cuore
Mentre baghdad brucia sulle rovine dell’orrore
Poichè abitiamo nella patria della morte
Si aprano a migliaia i cantieri dei monumenti ai caduti
E i loro osceni altari
L’uomo è corpo sempre più estraneo al pianeta
Gli angeli si celano nella luce
I pagliacci piangono sciogliendo il trucco del tempo
Fa sempre zero la somma degli anni

Shock e terrore annuncia la guerra
Brillano gli occhi agli anonimi avvoltoi
Che volano in cerchio sui cieli di baghdad
Sono paesi che volentieri si ungono di olio nero
Assetati di Esso potere
Non verranno giudicati nell’era dell’arbitrio
Della giungla senza legge dove la brutalità della forza
Oscenamente si esibisce
La parola é imprecisa e insufficiente
A de-scrivere l’immane tragedia
L’oscuro disprezzo della voce dei popoli
È ben visibile il ritorno dell’assassino
Sul luogo del delitto e anche l’eredità
che il figlio ha raccolto passaggio di falce
in questa mortale staffetta padre e figlio
schiavi di una forza che divora la luce
miseri protagonisti di una guerra terrestre
che allontana le stelle
le loro terrene divisioni ci separano dai fratelli
diabolica origine nel delitto di caino
nessuna speranza per gli umani
immutabile fede negli esseri

le bombe si sintonizzano sulle frequenze dei telegiornali
nella realtà virtuale non si interrompono quiz e campionati
la società è nello spettacolo
the show must goes on
I pubblicitari fanno affari I prodotti si vendono bene
Negli spot insanguinati tra una strage e un bambino ferito
Si distrugge la massa nel cercare le armi
Ma è a fin di bene e si conosce già il finale
L´happy end è assicurato i buoni hanno sempre la ricetta
Il mercato è libero e i nuovi clienti sono benvenuti
Saranno felici di scambiare il loro necessario
Con il nostro superfluo
L’abisso è vicino ma la formula è una
In ciò che non si vede è consentita la sola vera immagine
Non per gli applausi le mani sono giunte

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