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Milano 22 - 28 Marzo 2004

14° Festival del Cinema Africano

Nel corso di questi ultimi anni la programmazione del festival si è man mano arricchita di nuove sezioni aprendosi anche a nuovi orizzonti geografici.
Con la Sezione Finestre sul mondo abbiamo valicato i confini dell’Africa e della cultura black aprendo il festival ad una dimensione di cinema meticcio dove i limiti culturali e razziali si facevano sempre più labili.
La ricchezza e la varietà di questa produzione cinematografica ci spingono oggi a riformulare il regolamento del nostro concorso e le sezioni del festival.
18 marzo 2004

Vai al sito del Festival:
http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php


La novità fondamentale della prossima edizione del festival, a cui dobbiamo anche il cambiamento del nome del festival, è la nuova sezione:
CONCORSO “FINESTRE SUL MONDO”, selezione di lungometraggi in competizione provenienti da Africa, Asia e America Latina
Al Concorso Finestre sul Mondo si affianca una sezione PANORAMICA SUL CINEMA AFRICANO che accoglie tutte le nuove produzioni africane fuori-concorso.
Le altre sezioni del festival:
CONCORSO CORTOMETRAGGI, CONCORSO DOCUMENTARI E NON FICTION e RETROSPETTIVA sono sempre rivolte al cinema africano per mantenere viva la tradizione e la specificità del festival.

I motivi di quest’apertura del festival agli altri continenti del Sud del mondo sono molteplici. Innanzitutto la richiesta degli stessi registi africani di partecipare ad una competizione che che apra le porte ad un confronto con altre cinematografie. Si crea in questo mondo la possibilità di invitare al festival registi dei tre continenti per uno scambio con i professionisti d’Italia e d’Europa. Nonché l’opportunità di stimolare coproduzioni Sud-Sud. Con il coinvolgimento delle realtà cinematografiche d’Asia e d’America Latina si ambisce, infatti, a dare un nuovo impulso al cinema africano sia in termini di sviluppo economico della produzione che dell’inserimento dei professionisti africani nel settore culturale e cinematografico internazionale.
Si moltiplicano gli sguardi sulle cinematografie più nascoste per un ulteriore arricchimento del dialogo multiculturale.

Per informazioni:
Segreteria - tel. 02 6696258; e-mail coe@iol.it ; www.festivalcinemaafricano.org
Ufficio Stampa:
Studio Sottocorno – Lorena Borghi; tel. 02 20402142; cell. 348 5834403
e-mail:
lorenaborghi@email.it
info@sottocorno.191.it

Luogo e date della manifestazione
La manifestazione si svolgerà a Milano dal 22 al 28 marzo 2004
Le proiezioni del Festival, circa 100 film tra pellicole e video, avranno luogo i in cinque sale cinematografiche situate nel centro di Milano :
- Auditorium San Fedele
- Multisala Arcobaleno (2 sale)
- Spazio Oberdan
- Espace Cinéma del Centre Culturel Français

Tutti i film sono sottotitolati elettronicamente o tradotti simultaneamente in italiano. La presentazione dei film in concorso è presenziata dal regista.

Biglietto singolo, 5 Euro
Tessera Abbonamento, 20 Euro

La programmazione cinematografica
Concorso lungometraggi “Finestre sul mondo”
Il Concorso presenta film realizzati da registi d’Africa, Asia e America Latina.
Questa sezione è la grande novità del festival di quest’anno e presenterà una selezione delle ultime produzioni di fiction provenienti dai tre continenti. Uno sguardo multiculturale che spazierà dal Maghreb, all’India, dal Sudafrica al Sudamerica proponendo al pubblico una scelta di film che contribuiscono a promuovere la diversità cinematografica e culturale in Italia e in Europa.
Si allargano gli orizzonti ma restano invariati i criteri di selezione che privilegiano film in pellicola, realizzati da registi emergenti, che esprimano la creatività e la vivacità culturale dei paesi di provenienza.
Sarà inoltre data priorità ai film in prima visione italiana
Tra i film selezionati in prima visione italiana: lo humour delicato della commedia kazakha Malin’kie lijdi (Piccola gente) di Nariman Turebayev; Uniform (Zhifu) il fim/video rivelazione del festival di Rotterdam del giovane regista underground cinese Diao Yinan; il dramma del desiderio e della gelosia in Bora diya pokuna (Il profumo dello stagno del loto) del singalese Satyajit Maitipe; il mistero della prima notte africana di due francesi persi in Dakar in Le jardin de papa del franco-congolese Zeka Laplaine; Mille mois dell’esordiente regista marocchino Faouzi Bensaidi che narra l’universo intimo del piccolo Mehdi in un villaggio sperduto sui monti dell’Atlante.

Panoramica sul Cinema Africano
Una nuova sezione che propone un’ampia scelta di lungometraggi di fiction e documentari in 35mm e in video della più recente produzione africana.
Con l’apertura del concorso lungometraggi anche ai film d’Asia e America Latina è nata l’esigenza di una nuova sezione che accolga nella programmazione del festival un’ampia e significativa selezione di tutta la produzione del continente africano e di tutta la diaspora dei registi africani nel mondo.
Tra i film selezionati: la saga di una famiglia africana nell’ultimo, epico, film di Idrissa Ouédraogo La colère des dieux (Burkina Faso); il primo film d’animazione africano (già preannunciato con un trailer l’anno scorso) The Legend of the Sky Kingdom di (Zimbabwe); lo humour provocatorio e irriverente del burkinabé Pierre Yaméogo nella commedia Moi et mon blanc. E dal festival di Berlino la nuova serie di documentari

Concorso Cortometraggi Africani
Sono selezionate indistintamente opere girate in pellicola e in video, in quanto si ritiene importante dare rilievo anche ai registi che utilizzano e sperimentano il linguaggio del digitale nella fiction. Il Concorso Cortometraggi costituisce una delle sezioni più interessanti del festival dove è possibile visionare i film e conoscere i registi che rappresentano le future promesse del cinema africano.
Tra i film selezionati: l’universo dei giovani beur (la seconda generazione degli immigrati maghrebini in Francia) in Cousines di Lyes Salem che racconta la “vacanza “ inquietante di un ragazzo beur in visita ai parenti in Algeria e in De l’autre coté di Nassim Amaouche che narra invece la visita di un beur “arrivato” ai genitori che vivono in banlieu; la divertente gag animata sulle disavventure di un telefono cellulare di Tiga au bout du fil del burkinabé Rasmane Tiendrebeogo; il sogno di un giovane sudafricano black di diventare un maestro di cucina giapponese in Black Sushi di Dean Blumberg

Concorso Documentari e Non Fiction Africani
Nuova denominazione della tradizionale “Competizione Video” riservata al documentario e alla produzione non fiction. Questa sezione è particolarmente interessante per comprendere le nuove tendenze del cinema africano. Nella selezione sono infatti privilegiate le opere dei registi che si rivolgono al documentario con uno sguardo non tradizionale, che affrontano il genere in modo più soggettivo e rivelano un lavoro di ricerca attento ai nuovi linguaggi, in particolare al digitale.
Tra i film selezionati, dove sono consistenti la presenza di registe donne e il lavoro sulla memoria e sull’attualità, nel Maghreb così come nell’Africa sub-sahariana, da segnalare: Le refuge della tunisina Nadia Touijer, poetico e politico ritratto di un giovane che vive, compiendo piccoli lavori, nel cimitero di Tunisi; Il y a toujours quelqu’un qui t’aime dell’angolana Pocas Tisserand, ritorno della cineasta nella sua terra alla ricerca della propria memoria e di un passato che la vide soffrire le brutalità dell’occupazione; Kuxa Kanema-O nascimento do cinema della mozambicana Margarida Cardoso, viaggio nella storia del Mozambico indipendente e della sua cinematografia di lotta; When the war is over del sudafricano François Verster, descrizione di due uomini neri e del loro vivere conflittuale nel Sudafrica del dopo-apartheid.
Tre Giurie internazionali sono chiamate a consegnare i premi ufficiali dei tre Concorsi del Festival

Sezione Fuoriconcorso
Come di consueto presentiamo fuoriconcorso film e documentari sull’Africa di registi non africani che contribuiscono a veicolare un’immagine diversa dell’Africa per una conoscenza più approfondita della realtà sociale e culturale dei paesi africani.
La sezione Fuoriconcorso ospita anche uno spazio dedicato ai documentari non provenienti dal continente africano, per testimoniare la sempre maggiore presenza di questo ‘genere’ nel cinema attuale e il suo alto grado di vitalità, energia, ricerca nell’affrontare questioni personali e/o legate al discorso storico e politico-sociale. Tra i film individuati: Ford Transit del palestinese Hany Abu-Assad (già autore del lungometraggio Rana’s wedding presentato a Cannes 2002), girato nei territori occupati; dall’India The men in the tree di Lalit Vachani, enorme lavoro d’archivio e di riprese per documentare la storia di un movimento hindu fondamentalista para-militare; The Lost Film di Joana Hadjithomas e Khalil Joreige, artisti libanesi che, sulle tracce del loro primo film sparito in Yemen, compiono un viaggio da Sana’a a Aden, lavorando sui segni del film-diario.

Evento speciale: Memorie dal Ruanda
In commemorazione del decennale del genocidio in Ruanda la sezione presenta una selezione di film e video e un incontro di riflessione su una delle pagine più tragiche della storia dell’umanità.

Sezione retrospettiva: il cinema Sudafricano dagli anni 60 ad oggi
Continua l’excursus storico sul cinema sudafricano cominciato l’anno scorso con i mitici anni ‘50 e l’omaggio alle tre grandi dive di quell’epoca: Dolly Rathebe, Dorothy Masuka e Miriam Makeba.
In collaborazione con il Consolato sudafricano di Milano questa sezione retrospettiva si inserisce nel panorama d’iniziative previste per il 2004 dal Governo sudafricano in occasione della celebrazione del 10° Anniversario della Democrazia .
La retrospettiva propone un’ampia selezione di film sudafricani dall’epoca buia dell’apartheid ai film della rinascita culturale del paese.
Nella selezione degli anni del regime daremo particolare rilievo a quei registi progressisti che cercarono di opporsi agli ostacoli della censura e della distribuzione, Si tratta per lo più di film realizzati con piccoli budget, spesso finanziati dall’Europa, che rimasero per anni e anni quasi inediti in Sudafrica.
In quegli anni molti cineasti sudafricani partirono in esilio a Londra, tra questi uno dei pionieri del cinema sudafricano nero, recentemente scomparso, Lionel Ngakane che nel 1965 realizza un cortometraggio Jemina and Johnny sull’incontro di due bambini, uno bianco e uno nero, nella periferia londinese. Ripercorreremo quindi la storia del Sudafrica attraverso i suoi film. Tra i film della sezione: Marigolds in August (1980) di Ross Devenish che raccontava gli sforzi di due neri per affrontare le dure condizioni di vita nei ghetti; l’unico film bianco classificato come un film per “neri”, My country, my hat (1981) di David Bensusan. I film di Jans Rautenbach: Die Kandidaat (1968) un’acuta critica al “purismo” degli Afrikaans che mette in discussione il loro ruolo in una società multiculturale e Katrina (1969) un altro film censurato per il suo sguardo critico sull’essere black/coloured nel periodo dell’apartheid. Tra i film proibiti dalla censura alcuni tra i documentari più importanti sull’orrore dell’apartheid come Last Grave at Dimbaza di Nana Mahomo (1974) che obbligò il governo dell’epoca a produrre una serie di film di propaganda per convincere l’opinione pubblica mondiale che tutto andava bene in Sudafrica; The Two Rivers di Mark Newman (1980), documentario pluripremiato sui territori dello Stato sudafricano di Venda e sulla resistenza all’apartheid degli anni ’80 e Witness to apartheid di Sharon Sopher e Kevin Harris (1987). Harris è uno dei veterani del documentario sudafricano antii-apartheid.
Di Jamie Uys, una delle figure più controverse di quell’epoca, presentiamo Dinkaga (1980). Il film è stato accolto positivamente anche dal pubblico black.

Con gli anni 90 si apre una nuova epoca per il cinema sudafricano. Una parte della sezione sarà dedicata alle recenti produzioni cinematografiche e televisive che presentano uno sguardo estremamente attento sulle problematiche della “riconciliazione” e sull’emergente creatività di nuova generazione di filmmakers sudafricani (Ramadan Suleiman, Zola Maseko, Oliver Schmitz, Ntshaveni Wa Luruli, Teboho Mahlatsi).

In occasione della retrospettiva Sabato 27 marzo – ore 17.00 allo Spazio Oberdan avrà luogo la Tavola Rotonda: “Il cinema del Sudafrica dall’apartheid ai film della rinascita culturale”
Partecipano all’incontro: Martin Botha (professore ed esperto di storia del cinema sudafricano), alcuni registi dei film in retrospettiva tra cui Ross Devenish e Katinka Heyns e giovani cineasti e produttori della nuova generazione.

Meeting di coproduzione e cofinanziamento tra produttori italiani e sudafricani
Roma, martedì 30 marzo
Nel novembre 2003 sono stati sottoscritti a Cape Town gli accordi di cooperazione bilaterale tra Italia e Sudafrica in campo cinematografico. La firma è avvenuta in occasione del Sithengi (il mercato del cinema sudafricano) in presenza di una delegazione di produttori italiani che hanno avuto l’opportunità di incontrare le realtà di produzione cinematografica sudafricane per uno scambio d’informazioni e di idee sulle nuove opportunità di coproduzione. Il Sudafrica ospita la più numerosa comunità italiana in terra africana e ha manifestato vivo interesse nei confronti della cultura italiana, per cui si ritiene di particolare importanza rafforzare i legami d'amicizia e migliorare la reciproca conoscenza. A questo scopo il Festival del cinema africano si propone di ospitare un secondo meeting tra produttori italiani e sudafricani che avrà luogo a Roma, martedì 30 marzo. In questo modo i produttori potranno contare su un’ulteriore opportunità di incontro con lo scopo di promuovere e stimolare attività migliorative di cooperazione nel settore cinematografico.

Note: Vai al sito del Festival:
http://www.festivalcinemaafricano.org/index.php
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