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6 agosto 1945

Una pagina per pensare e ricordare

6 agosto 2004

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[...] Sai invece quando tutto gli fu chiaro? Quando tutto pareva già chiaro
ed era già finito, il sei agosto del quarantacinque. Alle otto e un quarto
del mattino, se vuoi sapere anche l'ora. Quel giorno Tristano capì che il
mostro ormai vinto stava lasciando il posto alle mostrosità dei
vincitori...

era il secondo crimine contro l'umanità di questo allegro secolo che sta
finendo... quel mattino la prima bomba atomica utilizzata come arma di
distruzione di massa cadde su una città del nostro mondo annientandola e
incenerendo duecentomila persone. Dico duecentomila, e tralascio le
migliaia morte dopo, e quelle nate morte, e tutti i cancri... e non erano soldati,
erano cittadini inermi che avevano commesso il delitto di non avere
nessuna colpa...

C'è un luogo, a Hiroshima, si chiama Gembaku Dom, è un
padiglione, vuol dire Cupola atomica, fu l'epicentro dell'esplosione, in quel luogo la
temperatura al suolo raggiunse lo stesso calore della superfice solare,
vicino al cenotafio con la fiamma della pace c'è un pezzo di pietra, è la
soglia della porta di un edificio, una normale soglia delle nostre case,
dove mettiamo lo zerbino per pulirci le scarpe.

Dentro quella pietra, di marmo, mi pare, assorbita come una carta assorbente succhia l'inchiostro, c'è l'immagine di un corpo umano a braccia spalancate. E' quello che resta del corpo di un uomo che si liquefece sulla soglia di casa sua alle otto e un quarto di quel sei agosto del quarantacinque.

Note: Tristano muore di Antonio Tabucchi
Feltrinelli
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