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    Guerra, contaminazione, basi NATO

    I comuni che ospitano le basi Nato sono responsabili morali e politici, quindi risarciscano i danni causati dai bombardamenti: iniziativa a Cesena
    5 febbraio 2001 - Coordinamento Romagnolo contro la guerra e la NATO

    Questo testo (con le dovute modifiche) vorremmo presentarlo oltre che al comune di Cesena, al comune di Cervia, alla provincia di Ravenna. Vi proponiamo di presentarlo in tutti i comuni in cui sia presente una struttura/base NATO. Segnalate eventuali adesioni e/o iniziative all'indirizzo red-ghost@libero.it .



    Il Comune di Cesena chieda ufficialmente perdono ai popoli della Jugoslavia e dia l'esempio cominciando a risarcire i danni, comunque irreparabili, causati dalla NATO!

    Il Comune di Cesena, nelle vesti delle sue ultime amministrazioni, in diverse occasioni, si è assunto la responsabilità morale e politica di avallare la presenza e l'operato di una base NATO nel territorio, coinvolta in azioni di guerra.

    Ricordiamo i momenti più "esaltanti" di tale attività: i cacciabombardieri francesi MIRAGE che, da Pisignano, partivano per bombardare strutture civili in Bosnia; le esercitazioni congiunte con i PHAMTOM turchi (gli stessi che bombardano i villaggi curdi); gli F15 USA per la guerra umanitaria in Kossovo e in Serbia:

    Il "concorso morale" di amministrazioni ed enti locali, a nostro giudizio, è evidente nell'infliggere lutti e sofferenze a persone innocenti e, soprattutto, nel causare il più grande disastro ambientale in Europa, che coinvolge anche il mare Adriatico (contaminato anch'esso all'URANIO).A tale proposito vogliamo ricordare una delle tante dichiarazioni dell'ex Sindaco di Cesena Preger in risposta a chi chiedeva la chiusura della base NATO di Pisignano: - "Penso che sia importante continuare ad offrire appoggio alle forze impegnate in attività per il mantenimento della pace"

    Crediamo che una fetta consistente di abitanti di questa città, a prescindere dagli orientamenti politici, religioni e culturali, non voleva e non vuole tuttora, le "bombe umanitarie" all'URANIO e al PLUTONIO. Ora, che l'alibi di questo vero e proprio disastro, incarnato nel "mostro Milosevic" non esiste più e che il nuovo presidente della RFJ, Kustunica, ha ribadito che la guerra della NATO è stato un atto criminale, riteniamo che il Comune di Cesena debba assumersi le sue responsabilità, cominciando a chiedere ufficialmente perdono ai cittadini jugoslavi.

    Rispetto alla situazione ambientale i danni sono incalcolabili ed irreversibili.

    Il Comune di Cesena può e deve collaborare con chi in Jugoslavia sta avviando i primi progetti di monitoraggio, bonifica e risanamento ambientale delle zone contaminate dall'URANIO 238 e da numerose sostanze chimiche a causa dei bombardamenti.

    Ogni anno vengono usati circa 90 (novanta) milioni del bilancio comunale per progetti di solidarietà internazionale. Noi chiediamo che il 50% di questa somma, per i prossimi 10 anni, venga destinata a questi progetti di risanamento nei Balcani. Lo chiediamo perchè in questa guerra siamo stati e siamo tuttora coinvolti. Chiediamo inoltre che, in accordo con le autorità sanitarie jugoslave ed in collaborazione con le nostre strutture sanitarie locali, la città di Cesena si faccia carico delle cure mediche specialistiche di 2 dei numerosissimi bambini jugoslavi ammalati di leucemia ed altre gravi patologie sempre causate dalle bombe NATO.

    Ciò non basterebbe a cancellare le colpe di gran parte della classe politica cesenate, ma sicuramente rispecchierebbe il desiderio di migliaia di cesenati, non sappiamo se maggioranza o meno, che non vollero, non vogliono e non vorranno mai più, che il nostro territorio diventi avamposto di nuovi folli crociate del disonore. Se chi governa la città non vuole avallare un'altra volta la condanna a morte di "popoli di troppo", accolga queste richieste.

    ADESIONI:
    Coordinamento Romagnolo contro la guerra e la NATO;
    Comitato contro la guerra e la NATO di Ravenna;

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