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    Porto di Napoli

    Quei sottomarini vietati negli States

    31 marzo 2007
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Il porto di Napoli è inserito nell'elenco degli undici porti a rischio del nostro paese, perché periodicamente vi transitano i sottomarini a propulsione nucleare targati Usa. I natanti possono misurare 110 metri, pesare 7mila tonnellate e sono dotati di reattori nucleari simili a quelli delle centrali, solo che non hanno a disposizione le pesanti schermature di sicurezza di quest'ultime. Costerebbero troppo e non sarebbero adatte a un sottomarino. Così l'Italia pur avendo respinto con un referendum il nucleare è comunque sottoposto ai rischi di un incidente a cause delle servitù militari. Dal 2001 gli Stati Uniti, invece, con le nuove leggi antiterrorismo hanno deciso che i sottomarini nucleari devono stare ben lontani dalle loro coste. Da noi è previsto e consentito da accordi bilaterali suggellati all'interno dell'Alleanza atlantica.
    I rischi in cui versa il porto di Napoli sono stati messi in luce con un opuscolo dal Comitato smilitarizziamo la città guidato da padre Alex Zanotelli. L'allarme ha provocato una interpellanza parlamentare da parte del deputato di Rifondazione Giuseppe De Cristofaro al quale sono state date sommarie rassicurazioni. Dalla risposta di Lorenzo Forcieri, sottosegretario alla difesa, si capisce che l'attracco è subordinato all'autorizzazione del ministero; che la Marina militare ha approntato un piano di emergenza già dal 1964, ma i cittadini non ne sono a conoscenza; che c'è la disponibilità di un rimorchiatore per il trasferimento fuori porto. Ma come si fa in caso di esplosione?
    Forcieri ha quindi assicurato che dal gennaio 2006 esiste un Ppe a disposizione della prefettura di Napoli, eppure nessuno ha mai pensato di divulgarlo pubblicamente. Infine il sottosegretario ha sostenuto che negli ultimi tre anni nel golfo hanno sostato solo la USS Roosevelt, dal 19 al 23 settembre 2005 alla fonda e la USS Eisenhower, dal 17 al 21 ottobre 2006 alla fonda. Peccato che quest'ultima sia una delle portaerei più grandi della marina statunitense che attualmente, nel Golfo Persico, avrebbe il compito di puntare sull'Iran. Ma secondo uno studio statistico, ci sarebbero circa 160 passaggi di sottomarini nelle basi italiane. Il porto di Napoli è al terzo posto, dopo La Maddalena e Taranto. Ma è chiaro che essendo tutti i transiti sotto segreto militare nessuno può conoscere i futuri progetti.

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