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    Finmeccanica-Pentagono, leggi violate

    17 giugno 2007 - Luciano Bertozzi
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Il Pentagono nei giorni scorsi ha assegnato la commessa a Finmeccanica, per l'acquisto di 147 aerei da trasporto C 27 J, del valore di 6 miliardi di dollari. L'azienda italiana - azionista di riferimento il ministero dell'economia - è in cordata con la statunitense L3 Communications. Gli aerei saranno prodotti in parte in America e in parte nel Mezzogiorno.
    La notizia è stata accolta favorevolmente sia da esponenti della maggioranza che dell'opposizione. Tuttavia i politici non ricordano che tale vendita comporta una plateale violazione della legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi italiane. La legge vieta la vendita ai paesi belligeranti o i cui governi siano responsabili di accertate violazioni delle convenzioni sui diritti umani anche da parte del Consiglio d'Europa.
    In base alla legge citata non appare possibile esportare armi agli Stati Uniti, che, in base alla relazione del Consiglio d'Europa dei giorni scorsi si sono macchiati delle extraordinary rendition, ivi compreso il rapimento di Abu Omar e di numerose violazioni dei diritti umani che hanno reso il mondo meno sicuro. In particolare il lager di Guantanamo, le torture nel carcere di Abu Ghraib in Iraq e a Bagram in Afghanistan. Oltre ad essere responsabile di guerre di aggressione verso Iraq e Afghanistan, nonché dei bombardamenti in Somalia.
    Va sottolineato, inoltre, che nel programma elettorale dell'Unione è scritta a chiare lettere la scelta di rafforzare i vincoli sulle esportazioni militari. Allo stesso modo la decisione di autorizzare le vendite di aerei sarebbe anche incoerente con la scelta dell'Italia, in sede Onu, di aderire a un Trattato internazionale che assicuri un maggior controllo sul commercio delle armi.
    Alla luce di queste considerazioni appare inevitabile negare l' autorizzazione all'eventuale vendita. Altrimenti sarebbe evidente che il governo ha fatto prevalere gli interessi delle lobby delle armi anziché le ragioni del diritto.
    Bisogna impedire, in altre parole, quanto successo durante il governo Berlusconi che autorizzò la vendita degli elicotteri Agusta a Washington.
    L'industria militare non è un settore produttivo come tanti altri e quindi per ridimensionarlo va attuata con urgenza la riconversione produttiva dal militare al civile, come prevede una norma inattuata della stessa legge 185.

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