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    E' morto Valery Melis

    Chi odia i soldati?

    Dopo Nassyrya montò il caso del vescovo Nogaro, accusato di odiare i carabinieri. Oggi, alla morte di Melis, il ministro Martino sa solo andare in Tv e, ipocritamente, piangere. E la domanda viene da sola: chi sono i veri nemici dei soldati

    5 febbraio 2004 - Alessio Di Florio

    Ma tutto il possibile per cosa? Melis da anni lottava contro la malattia. Ed al suo fianco non ci siete mai stati! Ministro Martino non ci racconti sciocchezze a cui nessun italiano crede più. Ormai il meccanismo delle InfoWar non funziona più. Avete accusato il vescovo Nogaro di odiare i carabinieri, ma il cinismo delle frasi di Berlusconi, frasi di mussoliniana memoria, frasi come:"Adesso potremo fare la voce più grossa al tavolo della ricostruzione" sono forse di amore?
    Ed oggi un soldato italiano è morto. Chissà, se non si fosse ammalato, probabilmente sarebbe lì, in Iraq? Convinto di servire la Patria, la sua amata Patria, l'Italia. All'epoca in cui si ammalò si chiamava ancora "guerra umanitaria", ricordo bene? Le guerre negli ultimi anni hanno cambiato così spesso nome che mi confondo. Guerra umanitaria. Ricordiamo come funzionava. Gli americani bombardano i Balcani(chissà poi perché per colpire Milosevic si bombarda il Kossovo?). Poi Milosevic si arrende e arrivano i "Soldati di Pace". E come nel Golfo, come nella stessa Jugoslavia pochi anni prima, alcuni si ammalano di leucemia. Tra questi soldati c'è Valery Melis. Al ritorno in Italia ci si può aspettare ci sia almeno un picchetto d'onore ad aspettarli. Non speriamo nei ministri, quelli ci sono solo per i Grandi e per Silvia Baraldini. Ma almeno uno straccio di sottosegretario, di vice-vice ministro, di capo del gabinetto. Ed invece nulla. Ci si aspetta che lo Stato li aiuti nelle cure. Ed invece nulla. Abbandonati a se stessi.
    Per Melis poche settimane fa fu lanciato un appello. Fu raccolto da tantissimi italiani. Ma Lei, caro ministro Martino non c'era. E non c'erano Berlusconi, ne tantomeno il caro presidente Ciampi, che invoca la trasformazione della missione in Iraq in "missione di Pace" dell'Onu. Ma non lo è già di Pace? Invece tra questi italiani ci sono tanti lillipuziani, tanti pacifisti. Sì, proprio gli amici del vescovo Nogaro. Perché mentre per Voi, ministri, parlamentari e "pezzi grossi della politica" Melis era un numero, al massimo un nome, per noi era molto di più. Era un fratello, un figlio della comune umanità alla quale tutti apparteniamo.
    Oggi appena ho sentito la notizia ho pianto. Ho pianto di rabbia e di sconforto. Di rabbia perché avevo veramente creduto che potevamo salvarlo. E di sconforto, perché ho sentito di perdere una persona cara. Ma mentre voi fra pochi giorni vi dimenticherete di Lui, noi non lo faremo. Melis rimarrà nei nostri cuori come un ragazzo, un ragazzo vittima della guerra e da forti ideali. Che purtroppo l'hanno portato nel meccanismo della guerra. E l'hanno ucciso. Addio Valery, o forse è meglio dire arrivederci. Perché un altro mondo, più giusto c'è, ed io sono convinto che tu lo abbia meritato. Se anche noi lo saremo, mi auguro un giorno di ritrovarti. Senza guerre e senza leucemie, ma da fratelli.

    Note:

    Un ricordo di Melis, toccante e commovente, da chi lo ha conosciuto:
    VALERY MELIS E' MORTO, SOLDATO DI 26 ANNI, REDUCE DA DUE "MISSIONI DI
    PACE" NEI BALCANI, MERCOLEDI' 4 FEBBRAIO 2004 ALLE ORE 22.00SI E' SPENTO
    NELLA NELL'OSPEDALE IS MIRIONIS DI CAGLIARI, NELLA PIU' ASSOLUTA
    INDIFFERENZA DELLE NOSTRE "ISTITUZIONI" DEI NOSTRI POLITICI E DEI NOSTRI
    LUMINARI DELLA SCIENZA MEDICA. E TUTTO CIO' NONOSTANTE UNA CATENA DI
    SOLIDARIETA' LANCIATA DA AMICI, PARENTI E CONOSCENTI.
    VALERY SE NE ANDATO IN PUNTA DI PIEDI, COSI' COME AVEVA VISSUTO I SUOI
    ULTIMI QUATTRO ANNI DELLA SUA MALATTIA. MALATTIA CHE LO HA DIVORATO; SENZA
    ESTERNARE MAI UNA PROTESTA, SENZA MAI UN LAMENTO, ACCETTANDO CON
    RASSEGNAZIONE UN DESTINO CHE QUALCUN ALTRO GLI HA IMPOSTO. SEMPRE CON UN
    SORRISO PER CHIUNQUE LO AVVICINASSE, SENZA MAI UN LAMENTO, MAI RECRIMINAZIONI.
    ULTIMO EROE E MARTIRE DI UNA SOCIETA' E DI UN' EPOCA CHE NON MERITA
    QUESTI NOSTRI FIGLI.
    VISSUTO ANCH' EGLI FUORI DAL SUO TEMPO, HA RAGGIUNTO I SUOI COMMILITONI
    CHE SONO ANDATI AVANTI: IL NOSTRO ROBERTO, MIRCO, GIOVANNI, ANDREA,
    CORRADO, EMANUELE ECC. ECC. ECC. TUTTI FEDELI SERVITORI DI UNO STATO
    PADRONE E INGRATO CHE OGGI "FORSE" FARA' ATTO DI CONTRIZIONE E DOMANI
    DIMENTICA.
    SOLO LA SUA MAMMA, IL SUO PAPA' E IL SUO FRATELLO MAGGIORE CHE NON LO
    HANNO LASCIATO SOLO UN MOMENTO IN QUESTO SUO DIFFICILE PERCORSO DI DOLORE.
    SOLO ESSI NON LO DIMENTICHERANNO MAI AMANDOLO PER SEMPRE.
    ONORE A TE SPLENDIDO GUERRIERO
    DALLA LUCENTE CORAZZA
    DAL CUORE PURO E DALLA TACITA MALINCONIA
    ONORE A TE
    E PACE AL TUO ETERNO E SERENO RIPOSO
    NELLA VALLE DEI GIUSTI,
    NELLA VALLE DEI FORTI. DA ANGELO E ANNA

    DEL COMITATO GENITORI DI MILITARI CADUTI IN TEMPO DI PACE.

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