"Se continuano così diventeranno i leader mondiali della produzione verde"

Cina, il futuro energetico è rinnovabile

Pubblicato in questi giorni un rapporto del Worldwatch Institute sulle tendenze nel paese asiatico Nel 2020 il 20 per cento dell'energia arriverà da idrico, eolico e solare: cifre da far invidia all'Europa.

25 aprile 2008
Valerio Guerzi
Fonte: Il grido dei poveri, mensile di riflessione nonviolenta

Pale eoliche

Ogni settimana in Cina viene costruita una nuova centrale a carbone. Questo dato, ripetuto come un ossessivo ritornello, è diventato il cavallo di battaglia di tutti i detrattori del Protocollo di Kyoto e spesso è usato come una clava contro i fautori di un sistema energetico più sostenibile. Un rapporto curato dal Worldwatch Institute, una delle più antiche e prestigiose organizzazioni ambientaliste americane, sembra ora ridimensionare fortemente la portata di questo luogo comune. Quando il segretario Hu Jintao nel corso del XVII congresso del Partito comunista cinese ha annunciato la necessità per il Paese di imboccare la strada dello sviluppo sostenibile evidentemente non stava bluffando. Lo studio Powering China's Development: The Role of Renewable Energy pubblicato in questi giorni dal ricercatore Eric Martinet e da Li Junfeng, il vice presidente della società cinese per l'energia rinnovabile, illustra uno scenario molto diverso da quello che siamo soliti associare al colosso asiatico. Nello sfruttamento delle fonti rinnovabili, si legge nel rapporto, la Cina è sulla buona strada per raggiungere e probabilmente superare il suo obiettivo di produrre entro il 2020 il 15% dell'energia da idroelettrico, sole, vento e biomasse, toccando quota 400 gigawatt, il triplo degli attuali 135 gigawatt prodotti. Un risultato che potrebbe quindi avvicinarsi molto all'ambizioso traguardo del 20% fissato per lo stesso anno dall'Unione Europea, riconosciuto leader mondiale nella lotta ai cambiamenti climatici. La performance positiva di Pechino, stando ancora alla ricerca, potrebbe poi portare il paese a raggiungere quota 30% nel 2050. "E' vero - spiega il direttore del Worldwatch Institute Cristopher Flavin - quando, nell'aprile del 2007, ho visitato Pechino sono rimasto scosso dallo smog nero che oscura la vista delle montagne a nord della città. Ma durante la mia settimana di incontri nella capitale sono rimasto ancora più colpito da un altro aspetto che inizia ora a essere svelato: la crescita esplosiva di industria del solare e dell'eolico". Entrando nel dettaglio, la ricerca ricorda che al momento Pechino ricava da fonti rinnovabili l'8 per cento della sua energia e il 17 per cento della sua elettricità. Cifre destinate a diventare nel 2020 rispettivamente almeno il 15 e il 21 per cento. Se la parte del leone continuerà a farla l'idroelettrico, a trainare il balzo in avanti, secondo Martinet e Junfeng, saranno solare ed eolico. In Cina, ricordano i due ricercatori, la produzione di turbine a vento e di celle fotovoltaiche nel 2006 si è raddoppiata, lasciando presagire nel giro di un triennio il sorpasso di Europa e Giappone, che attualmente in questi due settori detengono la leadership mondiale. Aggiungendo così un nuovo primato a quelli già conquistati nel minidrico e nel solare termico. Perché le promesse dell'attuale tendenza vengano mantenute, il rapporto del Worldwatch Institute sottolinea che è necessario che la Cina continui a migliorare la qualità tecnologica dei suoi prodotti, la formazione della sua manodopera specializzata e la politica di incentivi economici e normativi a favore delle rinnovabili. "Ma - conclude il rapporto - visto il forte impegno di Pechino nel voler diventare un paese leader nella produzione industriale legata alle fonti rinnovabili e viste le sue preoccupazioni per la sicurezza energetica, la certezza degli approvvigionamenti, l'inquinamento dell'aria e i cambiamenti climatici, il futuro dell'energia rinnovabile in Cina appare brillante".

Articoli correlati

  • PeaceLink For Future
    PeaceLink
    Seminario formativo sulla cittadinanza attiva

    PeaceLink For Future

    Incontro nazionale di PeaceLink il 9 e 10 novembre
  • Una lettera aperta alla capogruppo di "Liberi e Uguali" al Senato
    Migranti
    Alla Senatrice Loredana De Petris:

    Una lettera aperta alla capogruppo di "Liberi e Uguali" al Senato

    Abrogare le misure razziste e incostituzionali, criminali e criminogene, imposte dal governo della disumanita' particolarmente con i due cosiddetti "decreti sicurezza della razza"
    30 agosto 2019 - Peppe Sini
  • Simone Weil, una vita di generosita' e abnegazione
    Storia della Pace
    Attivista e donna di cultura

    Simone Weil, una vita di generosita' e abnegazione

    Ricorre il 24 agosto l'anniversario della scomparsa, nel 1943, di Simone Weil, pensatrice somma, testimone di pace, resistente antifascista, maestra di nonviolenza.
    24 agosto 2019 - Peppe Sini
  • Cosa e' l'antifascismo
    Sociale
    Tutte le vittime vanno salvate

    Cosa e' l'antifascismo

    L'antifascismo e' la nonviolenza, non altro che la nonviolenza. L'antifascismo e' l'affermazione che ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita', alla solidarieta' e che ogni persona bisognosa di aiuto tu devi soccorrerla, accoglierla, assisterla.
    18 agosto 2019 - Peppe Sini
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.27 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)