CELIBATO, DIVORZIO, EUCARISTIA: LA CHIESA DEVE ASCOLTARE. PROPOSTE DI RIFORMA DI UN VESCOVO AUSTRIACO

Sui temi del celibato dei preti, dei divorziati risposati e del preservativo per la prevenzione dell'AIDS la Chiesa deve avere il coraggio di compiere scelte radicali che le consentano di rispondere più efficacemente alle esigenze dei credenti e di una società che è cambiata.
1 settembre 2008
Ludovica Eugenio

Papa Benedetto XVI con il Patriarca ortodosso Bartolomeo I

La Chiesa non è al capolinea: di fronte alla molteplicità di temi e problemi che oggi si trova di fronte, e che a volte sembrano insormontabili, ha la possibilità di continuare ad essere una realtà credibile e ricca di significato per gli uomini e le donne di oggi.
Ad una condizione, però: quella, cioè, di avere il coraggio di compiere scelte radicali che le consentano di rispondere più efficacemente alle esigenze dei credenti e di una società che è cambiata. È questo, in sintesi, il contenuto dell’ultimo libro del vescovo ausiliare di Vienna mons. Helmut Krätzl, intitolato proprio Eine Kirche, die Zukunft hat. 12 Essays zu scheinbar unlösbaren Kirchenproblemen (“Una Chiesa che ha futuro. 12 saggi su problemi ecclesiali apparentemente irrisolvibili”), pubblicato recentemente in Austria dalla casa editrice Styria, che Krätzl ha scritto in occasione del trentennale della sua consacrazione episcopale. Vescovo da tre decenni, dunque, ma sempre “soltanto” come ausiliare: nel 1985, alle dimissioni dell’arcivescovo di Vienna, card. Franz König, erano in molti ad attendersi che proprio lui fosse scelto come successore, ma ciò non accadde, né in quell’occasione né in seguito.
D’altronde Krätzl non ha mai nascosto le sue posizioni di grande apertura, per le quali forse ha pagato il prezzo di una carriera bloccata: già nel 1992, ad esempio, ebbe ad affermare che il celibato sacerdotale è “una forma di vita ricca di significato”, ma che occorreva allo stesso tempo domandarsi se fosse responsabile accettare che molte comunità non potessero celebrare l'eucaristia per “colpa” del diritto canonico. “Che una comunità celebri l'eucaristia appartiene a ciò che è costitutivo”, aveva affermato allora, aggiungendo che “rispettare questo valore è più importante di una legge di diritto ecclesiastico” (v. Adista n. 58/92).
E rispetto alla questione dei divorziati risposati, nel 1994 suscitò scalpore un suo articolo sul settimanale Die Furche in cui ricordava che nel 1972 il card. Joseph Ratzinger, allora docente di dogmatica a Regensburg, scrisse che, in alcune circostanze, ai divorziati risposati deve essere concesso di ricevere la Comunione. Perché, si chiedeva mons. Krätzl, ciò che sembrava teologicamente fondato vent'anni fa non dovrebbe essere applicato oggi?
 
Leggere i segni dei tempi

La sempre più sbiadita influenza della Chiesa in una società pluralistica, l’emorragia di credenti che si allontanano, la sempre più grave carenza di preti nelle parrocchie, lo stallo in cui sembra trovarsi l’ecumenismo, il confronto-scontro con il mondo politico, la questione dei divorziati risposati, le risposte ormai insufficienti della Chiesa alle questioni di morale sessuale, il centralismo romano come ostacolo al dialogo: la Chiesa, afferma Krätzl, ha la possibilità di trovare soluzioni percorribili a questi problemi se presterà attenzione ai segni dei tempi che offrono chiare indicazioni sul cammino da intraprendere. Solo così, in un dialogo fecondo e creativo con la società, riuscirà a non ridursi ad un gruppo elitario e sempre meno significativo per il mondo. “La Chiesa ha il dovere di venire a capo dei propri problemi non solo nei confronti dei credenti – è la conclusione del vescovo austriaco – ma anche nei confronti di una società che ha bisogno di una Chiesa rinnovata”.

In allegato, pubblichiamo, in una nostra traduzione dal tedesco, ampi stralci di due dei dodici capitoli in cui è suddiviso il libro: il primo, relativo al problema della carenza dei preti nelle parrocchie, il secondo sulla pastorale dei divorziati risposati.

Allegati

Articoli correlati

  • I Giardini di Pace e Memoria
    Pace
    Un ponte Alife e Teano con il Gemellaggio dei Giardini dei Diritti Umani e della Nonviolenza

    I Giardini di Pace e Memoria

    Giornata internazionale dei Diritti Infanzia e Adolescenza e Giornata nazionale dell'Albero è avvenuto il Gemellaggio tra il "Giardino dei cinque Continenti e della Nonviolenza di Scampia" ed il "Giardino della Pace, della Memoria e del Creato, presidio di Pace, di Nonviolenza e di legalità"
    23 novembre 2021 - Laura Tussi
  • Strategie efficaci e nonviolente per la pace
    Pace
    Promuovere nuovi approcci alla sicurezza internazionale

    Strategie efficaci e nonviolente per la pace

    Attraverso questa pubblicazione, desideriamo invitare i responsabili politici tutti, compresi i dirigenti della Chiesa, a unirsi alla nostra missione prendendo in considerazione, adottando, finanziando e implementando politiche che promuovano opzioni nonviolente.
    20 novembre 2021 - Pax Christi International
  • Il Giardino dei continenti e della Nonviolenza
    Sociale
    Scampia, ricordata Stefania Formicola, vittima di femminicidio, con una targa

    Il Giardino dei continenti e della Nonviolenza

    A Napoli nel quinto anniversario, posa della targa nel "Giardino dei Continenti e della Nonviolenza". In questo cerchio di fratellanza e sorellanza sono stati presenti anche gli studenti.
    27 ottobre 2021 - Laura Tussi
  • Donna è Pace
    Pace
    L’impegno delle donne contro la guerra, contro militarismo, bellicismo e colonialismo

    Donna è Pace

    Le donne prime protagoniste delle innumerevoli iniziative spontanee di opposizione all’inutile strage della prima guerra mondiale e la storia del protagonismo delle donne anche durante la resistenza al fascismo.
    12 ottobre 2021 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.39 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)