Fiera del Baratto a Bari

Tu dai una cosa a me e io do una cosa a te. Ogni ultima domenica del mese Fiera del baratto a Bari.
2 ottobre 2008
Antonella Fanizzi
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno

Fiera del Baratto

Non è la fiera dell’usato. I clienti del mercatino del baratto devono rispettare una regola: la reciprocità. Ognuno mette a disposizione dell’altro un oggetto del quale intende disfarsi. Lo scambio è alla pari e consiste in un semplice passaggio di proprietà. Senza per questo servirsi del denaro, del bancomat o della carta di credito.

L’idea è rivoluzionaria, seppur antichissima: nella società del consumismo sfrenato, della corsa al superfluo che ha come inevitabile conseguenza l’accumulo dei rifiuti - i beni materiali appena acquistati hanno una breve durata e finiscono inevitabilmente negli inceneritori - un gruppo di persone riunite nel Comitato consumo critico propone un’alternativa all’usa-e-getta.

L’iniziativa, sperimentata con successo lo scorso anno, viene allestita dalle 10 alle 13 nell’atrio della Chiesa Russa ogni ultima domenica del mese.

Ogni cittadino ha la possibilità di sistemare il proprio banchetto: c’è quello dei libri, a cura degli studenti del liceo scientifico Fermi, quello dei giocattoli portati dai bambini, delle borse e della bigiotteria donate dalle ragazze, quello dei telefonini e degli accessori multimediali. E c’è una giovane donna con il suo baratta-pensieri: un cappello contiene una serie di bigliettini con stimoli alla riflessione. Chi prende il bigliettino viene invitato a scrivere una frase su un quaderno.

«Nel mercatino - racconta Ilaria D’Aprile, una delle promotrici - c’è spazio anche per l’immateriale. Vogliamo educare sia i giovani che gli adulti ad un uso consapevole che spinga tutti a guardare a scelte diverse, responsabili e di lungo periodo, di cura e rispetto per l’ambiente. Troppi oggetti vengono stipati nei ripostigli in attesa di essere gettati nei cassonetti. Siamo schiavi dello spreco, che fa male al portafogli e alla salute: tutto ciò che non serve finisce negli inceneritori che liberano sostanze inquinanti». Il mercatino invece riserva continue sorprese. La bicicletta non più alla moda non è per forza un ferro vecchio: a qualcuno potrebbe tornare utile per gli spostamenti in città.

Una seconda vita per gli oggetti, dunque. E un’occasione di incontro per le persone abituate a comprare piuttosto che a conoscersi. «Il mercatino - spiega Clelia Iacobbe, docente di italiano e latino al Fermi - è inoltre un luogo di creatività. Gli studenti del liceo animeranno la mattinata con brevi concerti».

La novità di questa seconda edizione sono i laboratori: il pubblico avrà la possibilità di imparare a produrre il compost, un fertilizzante, dagli scarti alimentari; fare il pane con lievito madre; ritinteggiare gli indumenti sciupati con colori naturali. In cantiere ci sono il cineforum, i corsi di ballo recuperati dalla tradizione popolare, la costruzione fai-da-te di impianti solari e fotovoltaici.

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