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La mia obiezione di coscienza

discorso
tenuto da di fronte al centro di addestramento di Fort
Benning il 17 novembre 2005; Katherine ha tenuto il suo discorso di fronte a
15.000 manifestanti pacifisti; alla sua destra ed alla sua sinistra stavano
altri due obiettori di coscienza dell'esercito Usa, Aidan Delgado ed Aimee
Allison. Katherine Jashinki, arruolatasi nella Guardia Nazionale nell'aprile
2002, ha chiesto di essere congedata come obiettrice di coscienza
nell'estate del 2004. La scorsa settimana, il tribunale ha rigettato la sua
richiesta. Nel frattempo Katherine, che fino ad ora ha servito come cuoca,
ha ricevuto l'ordine di sottoporsi all'addestramento alle armi, in vista del
trasferimento della sua unita' in Afghanistan
19 novembre 2005
Katherine Jashinki
Fonte: Centro di ricerca per la pace

Il mio nome e' Katherine Jashinki. Sono un soldato specializzato nella
Guardia Nazionale del Texas. Sono nata a Milwaukee, nel Wisconsin, ed ho 22
anni. Quando mi sono diplomata alle superiori mi sono trasferita ad Austin,
dove intendevo frequentare l'universita'. A 19 anni mi sono arruolata:
quando lo feci credevo gia' che uccidere fosse immorale, ma pensavo pure che
la guerra era una parte inevitabile dell'esistenza, una sorta di eccezione
alla regola.
Dopo l'arruolamento ho cominciato la lenta trasformazione verso l'essere
un'adulta. Come molti adolescenti che lasciano la loro casa per la prima
volta, ho attraversato un periodo di crescita e di ricerca. Ho incontrato
molte nuove persone, e molte nuove idee, che hanno espanso grandemente le
mie esperienze. Dopo aver letto i saggi di Bertrand Russel, ed aver
viaggiato nel Pacifico del sud, ed aver parlato con persone di tutto il
mondo, le mie convinzioni sull'umanita' e la relazione dell'umanita' con la
guerra sono cambiate. Ho cominciato a vedere un quadro piu' ampio del mondo,
ed ho cominciato a rivalutare quello che mi era stato insegnato sulla guerra
quand'ero bambina. Ho sviluppato la convinzione che prendere la vita di un
altro essere umano e' sbagliato sempre, non ci sono eccezioni.
Allora sono stata capace di chiarire a me stessa chi sono e cosa sostengo.
Cio' di cui ho piu' rispetto al mondo e' la vita, e non prendero' mai la
vita di un'altra persona. Come altri hanno fede in Dio, io ho fede
nell'umanita'. Sono profondamente convinta che le persone debbano risolvere
i conflitti tramite una pacifica diplomazia e senza uso di violenza. La
violenza genera solo altra violenza.
Poiche' credo fortemente nella nonviolenza, non posso svolgere alcun ruolo
nell'esercito. Ogni persona che sta nell'esercito, qualunque lavoro svolga,
contribuisce alla pianificazione, alla preparazione ed all'implementazione
della guerra. Per 18 mesi, mentre attendevo che mi venisse riconosciuto lo
status di obiettrice di coscienza, io ho onorato gli impegni che avevo preso
con l'esercito, ed ho fatto tutto cio' che mi chiedevano di fare. Ma
domenica scorsa mi e' stato ordinato di recarmi qui a Fort Benning per
essere addestrata alle armi, in preparazione al mio invio in zona di guerra.
Ora io sono giunta al punto in cui devo decidere se scegliere il mio obbligo
legale verso l'esercito o i miei piu' profondi valori morali. Voglio sia
chiaro che non intendo comprometterli per alcuna ragione. Ho un obbligo
morale non solo verso me stessa, ma verso il mondo intero, e cio' e' piu'
importante di qualsiasi contratto.
Sono arrivata ad avere le mie convinzioni con la riflessione personale, con
lo studio intenso. Esse sono tutto cio' che io sono e tutto cio' per cui
lotto. Dopo aver considerato gli effetti che la decisione da me presa avra'
sul mio futuro e sulla mia famiglia, come la possibilita' di essere mandata
in prigione, e l'inevitabile disprezzo e scherno che dovro' affrontare, io
ora sono del tutto risoluta.
Esercitero' il mio diritto legale di non usare un'arma, e di non partecipare
alla guerra. Voglio essere congedata come obiettrice di coscienza, e mentre
attendo il processo d'appello continuero' ad eseguire gli ordini che non
entreranno in conflitto con la mia coscienza, sino a che il mio status non
verra' definito.
Sono preparata ad accettare le conseguenze dell'attenermi ai miei valori.
Cio' che caratterizza un obiettore di coscienza e' la sua volonta' di
affrontare le avversita' e di attenersi ai propri valori ad ogni costo. Non
facciamo questo perche' sia facile, ne' perche' ci porti popolarita', ma
perche' non possiamo fare altro.

Note: traduzione di Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@libero.it )
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