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    Voto alla Camera sulla missione militare in Libano

    D'elmetto e di discontinue continuità unioniste

    È passato un ordine del giorno in cui tutte le missione militari italiane all'estero(Iraq ed Afghanistan comprese) sono definite
    "missioni di pace in conformità dell'articolo 11 della Costituzione"
    27 settembre 2006 - Alessio Di Florio

    Nell'ottobre 1997 la rivista Azione Nonviolenta( http://nonviolenti.org/content/view/23/33/#5 ) ospitò alcuni interventi durissimi nei confronti del governo in carica, insediatosi da poco più di un anno. Nell'editoriale Mao Valpiana elencò le varie decisioni governative che deludevano le aspettative del movimento per la Pace. Ancora più duro fu il "Comitato Golfo" della LOC esponendo critiche feroci ad una politica estera sostanzialmente militarista ed in linea con i governi precedenti, "da Andreotti a Berlusconi". Pochi mesi dopo (marzo 1999) il governo D'Alema portò l'Italia in guerra ancora una volta nei Balcani.
    Sono passati gli anni ma la situazione è rimasta pressoché immutata. Così come allora si è invocata una "discontinuità con il governo precedente". Intanto la missione in Afghanistan prosegue, in Libano si è pensato bene di mandare semplicemente qualche altro migliaio di soldati e amen, il ritiro dall'Iraq pone più di qualche dubbio( http://italy.peacelink.org/conflitti/articles/art_16528.html ). Nonostante tutto però l'invocazione continua e perpetua di questa discontinuità nella politica estera è proseguita. Perché comunque dall'Iraq "ci siamo ritirati", ma in Afghanistan la missione non è solo militare e il Libano, insomma il Libano è tutta un'altra storia ...
    Questo fino a ieri mattina. Perché ieri pomeriggio la Camera dei Deputati ha votato un ordine del giorno(presentato dalla triade AN-FI-UDC e approvato da una maggioranza quasi totalitaria) che annuncia, udite, udite, che tutte le missioni militari italiane all'estero sono "di pace" e avvengono "nel pieno rispetto dell'articolo 11 della Costituzione Italiana". Subito dopo forti si sono levate le voci di chi in questi anni ha portato avanti la politica militarista estera italiana(quella dalla quale bisognava essere discontinui, ma così discontinui da portarla avanti pari pari). Il quotidiano di Alleanza Nazionale "Il Secolo d'Italia" questa mattina ha titolato in prima pagina "Ammainato l'arcobaleno". L'ex ministro della difesa Martino ha dichiarato subito dopo il voto di ieri "Tutte le polemiche dei cosiddetti pacifisti sono state consegnate alla spazzatura" mentre Gianfranco Fini(tra i grandi ispiratori dell'intesa CDL-Unione) ha affermato "Prendano atto che si sbagliavano: eravamo nel pieno rispetto della carta costituzionale" e il riconoscimento di D'Alema "sulla natura delle missioni militari, rispettose dell'articolo 11 della Costituzione, pone fine a una serie di menzogne, polemiche e accuse che nel passato sono venute dal centrosinistra".
    Le "polemiche pacifiste" sono finite nella spazzatura, la "discontinuità con il governo Berlusconi della politica estera del governo Prodi" invece?

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